Via libera del Consiglio dei ministri al dl Semplificazioni. Il provvedimento è stato approvato dopo una riunione di quasi sei ore. "Abbiamo adottato questo decreto legge sulla semplificazione, è un decreto orientato ai cittadini e all'economia". Lo ha affermato Mario Monti, parlando del 'libera-Italia' al termine del Cdm. "Abbiamo scelto di utilizzare un decreto legge perché - ha spiegato il premier - il provvedimento presenta carattere di necessità e urgenza, è da vedere come parte dell'insieme di politica economica per la crescita". "I mercati danno importanza alle riforme strutturali per la crescita. Queste misure migliorano la qualità della vita dei cittadini e migliorano la competitività dell'economia attraverso il miglioramento della produttività che deriva da tutte le attività economiche", ha spiegato il presidente del Consiglio. Il filo conduttore di questi provvedimenti "è quello delle semplificazioni. Abbiamo seguito le migliori pratiche in campo internazionale. Anche a questo decreto affidiamo il risanamento dell'economia italiana", ha sostenuto il Professore. Il premier ha poi aggiunto: "Non dovete sorprendervi se i nostri Consigli dei ministri durano a lungo: a noi piace prendere decisioni molto veloci, in poco più di due mesi questo è il terzo provvedimento importante, ma ci piace anche esaminare le cose approfonditamente per avere un pieno convincimento collegiale sulle cose da adottare". E sul tema del valore legale del titolo di studio è "molto più complicato di quello che possa sembrare. Abbiamo deciso di non affrontarlo in questo decreto, di aprire una consultazione pubblica su questo argomento". Dopo la consultazione pubblica "trarremo le conclusioni", aggiunge Monti. Il premier ha premesso di essere "piuttosto favorevole" a una riflessione sul "simbolismo e formalismo del valore legale del titolo di studio". In conferenza stampa interviene anche il ministro della Pa Filippo Patroni Griffi: la banca dati delle gare per gli appalti ''porterà un risparmio di almeno 140 milioni all'anno''. Il ministro Griffi annuncia le novità per i cambi di residenza, che ''si verificheranno all'atto della dichiarazione". Quindi, in tempo reale. Controlli e le sanzioni "in caso di dichiarazioni sbagliate'', verranno fatti in seguito. Secondo i dati forniti dal ministro il cambio di residenza riguarda ''1,4 milioni di cittadini e famiglie all'anno''. Ha poi ribadito: "Il metodo seguito ha utilizzato l'ascolto delle parti sociali: abbiamo fatto una serie di incontri con le associazioni di categoria e di consumatori. Ci siamo avvalsi per alcuni aspetti, soprattutto per i capitoli delle semplificazioni fra burocrazia e cittadini, proprio della voce dei cittadini, visto che il ministero della Pa ha un canale per raccogliere idee e proposte per tagliare la burocrazia". "Abbiamo potuto fare le semplificazioni in maniera mirata - ha aggiunto il titolare di Palazzo Vidoni - in alcuni settori particolarmente gravosi per cittadini e imprese".
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