Mills: difesa di Berlusconi ricusa i giudici

Inviato da Agenzia di Stampa il 27 gennaio, 2012 - 19:20

Gli avvocati di Silvio Berlusconi hanno depositato presso la cancelleria della quinta sezione penale della Corte d'appello di Milano l'istanza di ricusazione dei giudici del processo Mills. L'istanza si basa principalmente sul fatto che sono stati eliminati molti dei testimoni della difesa e sulla convinzione dell'ex premier, imputato per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato inglese David Mills, che la prescrizione sia già scattata. Lo scontro sulla questione della condanna anticipata risale all'udienza del 25 gennaio scorso, quando nel corso dell'esame di David Mills, in videoconferenza da Londra, l'avvocato Niccolò Ghedini ha iniziato a fare domande per ripercorrere le testimonianze di Mills che si presume siano state reticenti e all'origine della corruzione, e il giudice Vitale ha invitato l'avvocato Ghedini a una maggiore sintesi. A quel punto il difensore di Berlusconi è sbottato: "State facendo un processo anomalo, è una corsa contro il tempo con un calendario mai visto al mondo, neanche nei processi con i detenuti" e il giudice Vitale ha replicato che Ghedini stava "esagerando". Il legale ha ribattuto ancora che il tribunale ha tolto tutti i testi alla difesa e il giudice Vitale lo ha invitato a tenere questa lamentela per un ricorso in Cassazione e Ghedini alzando i toni ha detto: "Prendiamo atto che ci volete condannare... Allora ci togliamo la toga, rimettiamo il mandato e ce ne andiamo". Il taglio dei testi, invece, è stato deciso nell'udienza di ieri quando il tribunale ha deciso di non far risentire Flavio Briatore, Paolo Marcucci e Livio Gironi, testimoni già sentiti dal pm Fabio De Pasquale e per i quali la difesa di Berlusconi aveva chiesto l'esame diretto. Ai fini della ragionevole durata del processo e in vista dell'imminente prescrizione, il tribunale ha ritenuto superfluo dei testimoni già sentiti dalla procura. Intanto il collegio della quarta sezione penale del tribunale di Milano, davanti ai quali si sta celebrando il processo a carico di Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile, in relazione al caso Ruby, non hanno accolto le richieste della difesa dell'ex premier per spostare due delle udienze in calendario. Questa mattina gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, legali di Berlusconi, avevano chiesto di sostituire le udienze fissate per il 30 gennaio e il 10 febb o prossimi perché non si accavallassero con altri impegni. Nel pomeriggio il tribunale ha deciso di non accogliere queste richieste, confermando il calendario già stabilito e fissando date fino al 13 luglio prossimo, sostenendo che "non si possono perdere date". Per venire incontro al tribunale e cercare una soluzione, la difesa dell'ex premier, con gli avvocati Filippo Dinacci e Giorgio Perroni (sostituti processuali di Ghedini e Longo che questa mattina avevano lasciato l'aula per protesta contro l'atteggiamento del collegio), aveva proposto di rinviare le udienze del processo sul caso Ruby alla fine del processo Mills, bloccando i termini della prescrizione, ma i giudici non hanno accolto questa proposta confermando il calendario. Il prossimo appuntamento è quindi fissato per lunedì 30 gennaio.