Sciopero nei trasporti pochi i disagi Rabbia in piazza contro il "governo dei banchieri"

Inviato da Agenzia di Stampa il 27 gennaio, 2012 - 23:40

Disagi, ma tutto sommato contenuti, nelle città per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di base. Le metropolitane sono rimaste aperte anche se con rallentamenti nelle corse, gli autobus hanno viaggiato a singhiozzo, l'adesione per quanto riguarda i treni secondo le Ferrovie è stata bassa. E anche per gli aerei le cancellazioni sono state poche e tutte pianificate in anticipo.A "soffrire" è stata soprattutto Roma, dove allo stop dei trasporti pubblici si è aggiunto il corteo dei manifestanti giunti da tutta Italia, che ha sfilato da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni, bloccando il centro della capitale nella mattinata. Per alleviare il disagio dei romani, sono stati disattivati i varchi della zona a traffico limitato, consentendo quindi agli automobilisti di raggiungere il centro storico con i propri mezzi.Il corteoI manifestanti hanno lanciato slogan contro Mario Monti e il suo "governo dei banchieri" e lanciato uova e fumogeni colorati davanti alla sede dell'assessorato per le politiche sociali del Comune e davanti ad alcune banche. Alcuni lavoratori hanno bruciato una bandiera dell'Europa. All'arrivo a piazza San Giovanni, luogo della capitale tradizionalmente riservato alle manifestazioni sindacali, qualcuno da un palco ha sottolineato che questo è il primo sciopero generale contro l'esecutivo "tecnico".Regge il trasporto localeIl trasporto pubblico, per il quale si temeva la debacle, ha retto abbastanza bene. A Roma le due linee della metro sono rimaste aperte, anche se con rallentamenti nelle corse e scale mobili e ascensori disattivati. A Milano le linee 2 e 3 della metropolitana hanno funzionato regolarmente, la linea 1 solo parzialmente; qualche disagio invece sui mezzi di superficie. Disagi limitati anche a Napoli: secondo le rilevazioni dell'Anm, l'azienda di trasporto pubblico, l'adesione e' stata inferiore al 20%; sostanzialmente regolare il servizio delle due linee della metropolitana e della Circumvesuviana. Maggiore l'adesione a Torino, dove il 60% degli autisti ha scioperato ma la metro ha comunque funzionato. Turisti a piedi a Venezia.Ferrovie, bassa l’adesioneSecondo le Ferrovie dello Stato, l'adesione del personale allo sciopero di 24 ore proclamato dai sindacati autonomi Orsa, Usb e Cub. Rispettato il programma di circolazione dei treni nazionali predisposto da Trenitalia.Aerei, quasi normaliSono stati 37, tra arrivi e partenze, i voli cancellati oggi all'aeroporto di Fiumicino per lo sciopero di 24 ore dei piloti e assistenti di volo Meridiana Fly iscritti all'Unione Piloti e all'Apm e per il concomitante stop regionale di 4 ore del personale del trasporto aereo indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti per la vertenza Argol e per i livelli occupazionali a rischio negli aeroporti del Lazio. La cautelativa soppressione dei voli non ha creato particolari disagi in aeroporto, in quanto le compagnie aeree, Alitalia anzitutto, nei giorni scorsi avevano preventivamente limitato il numero dei voli pianificati nella fascia oraria interessata dalle agitazioni, comunicando le variazioni in tempo utile ai passeggeri per poi riproteggerli su voli alternativi. A Malpensa, circa 200 lavoratori hanno partecipato a un corteo, organizzato dai sindacati Al Cobas - Cub e Usb, che ha attraversato il tratto di strada davanti all'area partenze dello scalo, bloccando per circa 30 minuti il passaggio delle auto, per concludersi nel parcheggio dei dipendenti. Hanno partecipato i lavoratori di diverse aziende in crisi della provincia di Varese, che hanno portato striscioni e cartelli.Slogan e cortei“No al Professore” e “Via il governo dei banchieri”. In piazza oggi a Roma, tra ironia e lancio di uova e fumogeni, e' andato in scena il primo sciopero nazionale contro il nuovo esecutivo di Mario Monti. Migliaia di lavoratori, chiamati ad incrociare le braccia da diverse sigle sindacali - Usb, Orsa, Slai-Cobas, Cib-Unicobas, Snater, SiCobas e Usi - hanno sfilato in un corteo a Roma, da piazza della Repubblica fino a San Giovanni per dire no all'aumento dell'Iva, dell'Irpef locale, dei ticket sanitari, delle accise sulla benzina e all'adozione dell'Ici sulla prima casa. L'accusa principale dei sindacati, rivolta al governo Monti, è quella di “aver fatto proprie le precedenti manovre dell'esecutivo Berlusconi che prevedono misure su licenziamenti, privatizzazioni e peggioramento delle condizioni di lavoro”.“Via il governo Monti. Non paghiamo il debito” è stato lo striscione alla testa del corteo che si è snodato tra l'ironia dei partecipanti. C'è chi ha sfilato 'indossando' buste nere per l'immondizia e la scritta 'Siamo lavoratori. Non siamo da gettare via', e altri, come i precari del Comune di Firenze, che si sono travestiti da Banda Bassotti appuntandosi sul petto le foto di Monti, Draghi, Merkel e Sarkozy e trascinando per strada un enorme cassaforte: “I veri colpevoli della crisi sono loro - hanno detto alcuni mentre sorreggono sulle spalle sacchi pieni di soldi finti – perché sono la Banda Bassotti dell'Europa. Ci hanno messo in ginocchio e continuano a farlo. Questa crisi noi non la paghiamo”.Niente ironia, invece, nei confronti dell'assessorato alle Politiche sociali di Roma in viale Manzoni ma lancio di uova e fumogeni. Alcuni manifestanti hanno tirato uova davanti l'entrata dell'edificio accompagnandole con fumogeni di color arancione. Lungo il tragitto del corteo prese di mira anche diverse banche che sono state bersaglio del lancio di qualche uovo.Una volta raggiunta piazza San Giovanni i manifestanti hanno acceso dei fumogeni ed alcuni hanno dato fuoco alla bandiera dell'Europa: “Basta alla triade Monti. Merkel, Sarkozy - ha gridato un manifestante - queste persone non fanno altro che peggiorare la nostra vita. Devono andarsene a casa tutti”. E d'accordo con lui tutti gli altri lavoratori scesi in piazza oggi: “È ora di finirla - hanno detto dal palco allestito nella piazza - perché il governo non deve più spremerci. Basta ad attacchi a lavoratori e pensionati”.Tir, si torna alla normalitàSi conclude a mezzanotte lo sciopero dei camionisti che ha paralizzato l'Italia per una settimana. Oggi sono diminuiti i disagi e gli incidenti, è stata rimossa la maggior parte dei presidi e la circolazione è tornata quasi alla normalità. Per favorire la ripresa delle attività produttive e il rifornimento delle merci su tutto il territorio nazionale e' stata disposta la revoca del divieto di circolazione dei mezzi pesanti per domenica prossima. Ma Trasporto Unito, la sigla che ha organizzato la protesta, avverte: “il Governo ci ascolti altrimenti faremo un nuovo fermo a febb o”.Oggi ancora fermi gli stabilimenti Fiat di Mirafiori, Cassino, Sevel e Melfi. L'attività riprenderà lunedì. E c'è chi fa la conta dei danni. Federcoopesca-Confcooperative li quantifica in 25 milioni di euro per il settore pesca. Coldiretti parla di oltre 100mila tonnellate di frutta, verdura, fiori e latte buttati o rovinati, 200mila ore di lavoro perse nella raccolta, magazzinaggio e lavorazione dei prodotti e 200 milioni di euro di danni nella filiera agroalimentare, mentre i consumatori in una settimana hanno tagliato del 30% gli acquistidi frutta e verdura venuti a mancare dagli scaffali. A Napoli sono 480 le tonnellate di rifiuti non raccolti per le strade, come conseguenza del blocco dei tir.Sul fronte presidi, 95 persone sono state denunciate dai carabinieri per aver organizzato nel ragusano tra il 17 ed il 24 gennaio scorso, manifestazioni non autorizzate nell'ambito della protesta del 'Movimento dei forconi'. A Gela sei dimostranti sono stati denunciati per sequestro di persona: avevano bloccato un autotrasportatore di 37 anni, che aveva appena completato un carico di carciofi sul suo tir, a Niscemi, e stava per portarlo a destinazione al mercato ortofrutticolo di Bari. Intanto, concessi gli arresti domiciliari a Jiuttakarin Weckerle, la camionista tedesca di 52 anni che tre giorni fa, alla guida di un tir, nel tentativo di superare il posto di blocco degli autotrasportatori ad Asti, ha travolto e ucciso un manifestante.Sulla protesta è intervenuto anche il segretario generale delle Cei, Mariano Crociata. C'è, ha detto, “da cogliere il disagio sociale di cui soffrono in particolare le regioni del Sud”; bisogna “raccogliere l'espressione di questo disagio, ma ciò non legittima in alcun modo gli abusi che mettono in pericolo la vita della collettività e di tutti”. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha incontrato oggi a Potenza una delegazione di autotrasportatori che hanno aderito allo sciopero in Basilicata. “Credo -. ha osservato - che le categorie abbiamo ben compreso la necessità di dialogare con il Governo, e ora con il Parlamento, senza determinare disagi attraverso i blocchi e senza ulteriori situazioni di conflittualità”.Ma il settore resta sul piede di guerra. “A mezzanotte - rileva Trasporto Unito - la nostra protesta si concluderà, ma il Governo deve capire la nostra situazione e provvedere. Diversamente saremo costretti a mobilitarci nuovamente e non solo nel prossimo mese ma anche in tutti i mesi a venire”.