Sei carriole contenenti le 'macerie' degli scontri della scorsa estate in Val Susa, come tronchi d'albero, involucri di lacrimogeni, mattoni e filo spinato, aprono il corteo del movimento No Tav che sta attraversando il centro della città di Torino. Dietro le carriole uno striscione con la scritta 'No Tav una garanzia per il futuro'.Alla manifestazione partecipano al momento alcune centinaia di persone, che sfilano sotto la pioggia e scandiscono slogan contro il Procuratore della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli, e contro gli arresti fatti dalla Polizia nei giorni scorsi. “Nonostante la pioggia, ancora una volta siamo tantissimi”, ha detto lo speaker del corteo pochi minuti dopo la partenza. “Lo diciamo al Procuratore antimafia che - ha aggiunto parlando dietro uno striscione con la scritta ‘Il No Tav non s'arresta’ - si è schierato dalla parte dei mafiosi e ha incarcerato 32 di noi”, riferendo un numero di persone arrestate diverso da quello di 26, che risulta dall'inchiesta. “Li vogliamo liberi, liberi tutti, liberi subito”, ha proseguito lo speaker.“Siamo contro questa operazione di Polizia che è stata chirurgica per cercar di dividere e sminuire il nostro movimento”, ha commentato Alberto Perino, leader storico del Movimento No Tav. "È un'ottima manifestazione come lo è stata la fiaccolata di giovedì". Perino, riferendosi all'operazione della Digos torinese dei giorni scorsi, osserva: "Chi pensava che il popolo No Tav si sarebbe spaventato per gli arresti non ha capito niente. Sono venti anni che mettiamo in conto di poter essere arrestati". "La manifestazione di oggi - aggiunga - era prevista da oltre un mese, oggi riportiamo a casa loro le macerie che hanno fatto in Valle, ci hanno distrutto la Val Clarea e la Maddalena. Dopodiché dopo quanto è successo giovedì non si può fare finta di niente. Hanno messo in galera qualcuno che tirava i sassi, per dimostrare che il movimento No Tav non è pacifico ma che ci sono degli infiltrati".Il manifestante arrestato non risponde ai PmSi è avvalso della facoltà di non rispondere Paolo Maurizio Ferrari, l'ex irriducibile delle Brigate Rosse arrestato a Milano nell'inchiesta della Procura di Torino sugli scontri della scorsa estate fra No Tav e forze dell'ordine in Val Susa. Ferrari, che è stato rinchiuso nel carcere di San Vittore, oggi era stato convocato davanti a un giudice del Tribunale del capoluogo lombardo per l'interrogatorio di garanzia. Anche altri due arrestati hanno seguito il suo esempio. I difensori stanno preparando i ricorsi al Tribunale del riesame di Torino. “Dalla lettura dell'ordinanza - spiega l'avvocato Eugenio Losco - si ricava che le contestazioni mosse ai singoli indagati non sono così precise come ha affermato pubblicamente il procuratore Gian Carlo Caselli”.Altre manifestazioniAlcune centinaia di persone (200-300, secondo la Digos della Questura di Torino) hanno fatto una manifestazione di protesta la scorsa notte davanti al carcere delle Vallette, nel capoluogo piemontese, lanciando alcuni petardi contro la casa circondariale. I manifestanti - si è saputo sempre dalla Digos - appartenevano ad alcuni Centri sociali di Torino e a gruppi dell'area anarco-antagonista e hanno protestato contro gli arresti di aderenti al movimento No Tav, fatti giovedì scorso dalla Polizia. Dopo essersi radunati e aver acceso alcuni fuochi, i manifestanti hanno scandito slogan e lanciato petardi, danneggiando anche - si è saputo dalla Questura di Torino - il sistema antiscavalcamento del carcere per una lunghezza intorno ai venti metri. I danni - hanno precisato in Questura - non compromettono in alcun modo la sicurezza della struttura carceraria. Sull'episodio stanno facendo indagini gli investigatori della Digos della Questura di Torino.Si è concluso il presidio dei manifestanti nella stazione centrale di Napoli dove circa una trentina di attivisti dei movimenti ambientalisti napoletani, dei centri sociali e degli studenti, hanno ritardato di quasi mezz'ora la partenza di un treno “Freccia Rossa” diretto a Milano. La protesta è stata inscenata per esprimere solidarietà nei confronti degli arrestati per le proteste nella Val di Susa. Gli agenti del Compartimento Campania della polizia ferroviaria hanno convinto i manifestanti ad abbandonare l'occupazione del binario per poi accompagnarli all'esterno della stazione ferroviaria. Intorno alle 11,30 gli attivisti si erano sistemati lungo il binario numero 17 per bloccare il treno Tav numero 9532 la cui partenza era prevista per le 11,50.Una quarantina di attivisti del centro sociale 'Pedro' di Padova hanno occupato questa mattina la saletta vip 'Freccia Rossa' dello scalo ferroviario della città in segno di protesta contro gli arresti dei giorni scorsi per gli incidenti avvenuti in Val di Susa. I disobbedienti hanno portato gli arredi, tavoli, sedie e divani, del locale nel grande atrio della stazione “per dar modo - ha spiegato il portavoce Sebastian Kohlscheen - ai pendolari di godere di maggiore comodità e far capire come Trenitalia stia immaginando il futuro del trasporto pubblico”. Per ora la situazione è controllata da un gruppo di agenti della Polfer.Un gruppo di una cinquantina di manifestanti ha occupato questo pomeriggio alcuni uffici di Trenitalia nella stazione ferroviaria di Mestre, esponendo striscioni con la scritta ‘No Tav né il Val di Susa né in Veneto’. A riferire dell'azione è Michele Valentini del Centro Sociale Rivolta di Marghera. Secondo Valentini, si tratta di una iniziativa di solidarietà nei confronti degli attivisti No Tav arrestati per i fatti in Val di Susa e di protesta contro RFI e il progetto di tracciato che riguarda il Veneto. L'iniziativa non ha comportato al momento alcuna ripercussione nell'attività dei convogli ferroviari.Nuova mobilitazione stasera a Cagliari contro gli arresti effettuati nei giorni scorsi ad appartenenti ai movimenti No Tav. L'appuntamento è per le 17 in piazza Matteotti. "Per noi è inaccettabile - sostengono gli organizzatori che hanno promosso l'iniziativa anche su Facebook - che lo Stato si accanisca contro i movimenti popolari che rivendicano semplicemente il diritto ad avere voce in capitolo sul proprio futuro, sulla salute dei propri figli, sul destino del proprio territorio. Siamo contro il chiaro tentativo di delegittimare il movimento dividendolo in buoni e cattivi, è una strategia vecchia che non passerà, dimostriamo la nostra solidarietà a tutti gli arrestati".
Notizie: Ultima Ora |
Sport |
Calcio |
Spettacoli |
Attualità |
Giornalismo nelle Scuole
Flash:Cronaca | Cultura | Economia | Politica | Estero | Flash di Sport
Twitter:Cronaca da Twitter | Notizie da Twitter
Flash:Cronaca | Cultura | Economia | Politica | Estero | Flash di Sport
Twitter:Cronaca da Twitter | Notizie da Twitter