COMMENTO DELLA POESIA “IL LAMPO” di G. Pascoli

Inviato da Albo Scuole il 19 aprile, 2011 - 18:52

Giovanni Pascoli, poeta della lirica “il lampo”, visse nella seconda metà dell’Ottocento. Professore in letteratura italiana e latina, diventò uno dei poeti più importanti grazie alle raccolte Myricae, Canti di Castelvecchio, Odi e Inni e Primi Poemetti.
Con questa poesia “il lampo” Pascoli descrive l’azione di un lampo nell’oscurità.
Essa è composta da sette versi organizzati in due strofe: la prima è formata da un solo verso introduttivo, mentre la seconda strofa è formata da sei versi. La lunghezza dei versi è regolare.
Sono presenti rime alternate ma irregolari poiché il primo verso fa rima con il verso finale: tutto ciò per avere un collegamento tra le due strofe tranne il titolo.
Il poeta, con questa poesia, descrive un lampo che ad un tratto illumina nel buio una casa che subito dopo sparisce, come un occhio che si apre e poi si chiude nell’oscurità della notte.
Il poeta usa figure retoriche particolari e particolare è anche la forma della poesia.
Innanzitutto, inizia la composizione con la congiunzione “e” per non esporre a noi lettori i fatti precedenti, facendoci immedesimare fin dall’inizio nel momento più intenso del temporale.
Nel primo verso l’autore utilizza un termine al singolare per indicare cielo e terra uniti insieme, poiché quando c’è un temporale essi sembrano essere un’unica cosa.
Tra il primo ed il secondo verso c’è uno spazio che non divide solo le due strofe ma indica la luminosità del lampo, cioè la vita.
Nel secondo verso c’è una personificazione della terra tramite l’aggettivo “ansante”.
Nel verso quattro viene ripetuto l’aggettivo “bianca” per intensificare il contrasto improvviso tra la luce del lampo e l’oscurità della notte.
Sempre nello stesso verso c’è l’espressione “tacito tumulto”,dove è presente l’allitterazione della “t”. Ma nel corso di tutta la poesia si ripetono consonanti con suono duro come la”t” e la “r” per rendere meglio l’idea del temporale.
Inoltre Pascoli usa dei verbi di significato opposto mettendoli vicini forse per rappresentare meglio il contrasto tra buio e luce rappresentanti morte e vita: ”apparì ,sparì”e”s’aprì ,si chiuse”.
Nel quinto verso non sono presenti virgole, forse perché ciò rappresenta la velocità del lampo.
Nel verso sei Pascoli paragona la casa bianca ad un occhio e ciò non rappresenta solo la velocità della casa nell’apparire e scomparire nella notte, ma anche la paura ed il terrore presenti nell’occhio spaventato.
Per aumentare la rapidità del lampo, il poeta non lo nomina nella poesia perché solo il tempo di pronunciarne il nome che è già tutto finito e questo potrebbe rappresentare la rapidità della morte nel suo arrivo.
Il tutto suscita terrore, angoscia, paura e smarrimento, rappresentati dall’oscurità: quindi il messaggio del poeta è basato sulla rapidità e la luce della vita spenta poi dall’oscurità cioè la morte.
Secondo me,il poeta, avendo vissuto una vita tormentata, trasmette i suoi sentimenti nelle sue poesie; comunque dovrebbe trovare in esse non solo un modo per sfogarsi, ma anche per riuscire ad affrontare la realtà con le sue paure, proprio ciò che egli rifiuta.