Burioni: “Non mi stupirei se contagiati fossero 5 volte di più”

“Da medico non mi stupirei se nel nostro paese i contagiati fossero cinque volte di quelli ufficiali”: E’ il monito del virologo Roberto Burioni, intervenendo a ‘Che tempo che fa’. . “Non dobbiamo guardare con particolare attenzione al numero dei contagi, perché è molto sottostimato. E’ difficile fare una stima precisa”, ha spiegato. “Allo stesso modo – dice -io, da medico, seguo una ventina di persone che hanno certamente il coronavirus, ma a nessuno è stato fatto il tampone. In questo momento non è necessario fare il tampone a tutti, dobbiamo comportarci come se ognuno di noi fosse infettivo”. E ancora: “Il problema è che si è infettivi due giorni prima del sintomo – spiega Burioni – questi pazienti a casa che non hanno gravi sintomi, hanno diagnosi clinica ma senza test, devono uscire ma prima di uscire devono essere certi che non hanno il virus”.  “I dati di oggi sul coronavirus non ci devono rasserenare, la partita è ancora aperta”, aggiunge commentando i dati odierni. “Dobbiamo pensare non a quei pochi che trasgrediscono ma alla grandissima maggioranza degli italiani che ha fatto il proprio dovere – dice – Abbiamo visto in Cina che i primi frutti si sono avuti 14 giorni dopo il lockdown. Chiaramente è un segno molto tenue e debole, però ci autorizza a pensare che tutti i sacrifici che stiamo facendo sono utili. Ma ci invita a essere ancora più rigorosi perché è davvero una partita ancpra aperta”.

Salvini: “Nel decreto c’è di tutto, Conte venga in Parlamento”

“I decreti più sono semplici, più sono applicabili. Il decreto economico ha dentro di tutto e di più. Perfino economisti non riescono a capirlo. premier deve venire in Parlamento, discuta contenuti con noi. Gli italiani hanno bisogno di certezze”. Sono le parole di Matteo Salvini a Non è l’arena, su La7, “Ma le pare normale che domani migliaia di imprenditori non sanno ancora se possono andare a lavorare oppure no? Se devono andare in fabbrica oppure no?”, dice il leader della Lega a Massimo Giletti. Il centrodestra vorrebbe un incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Conto che l’incontro che ci sia nelle prossime ore. A Mattarella noi diremo semplicemente che noi vogliamo portare le nostre idee”. “Se ho sentito Conte? Il dialogo si fa in due. Se uno dialoga e l’altro non risponde… ma non sto qua a lamentarmi”, dice ancora. “Se siamo in una situazione di guerra il Parlamento va convocato giorno e notte. È un momento troppo delicato per l’Italia per escludere qualcuno e lasciare in mano ad altri. Noi vogliamo lavorare, chiediamo di fare il nostro lavoro di Rappresentanti in Parlamento. Anche perché ci sono in ballo questioni importanti. Lo diremo anche a Mattarella”.