{"id":1261,"date":"2026-08-25T09:06:04","date_gmt":"2026-08-25T09:06:04","guid":{"rendered":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=1261"},"modified":"2026-08-25T09:06:04","modified_gmt":"2026-08-25T09:06:04","slug":"il-valore-che-scende-dallo-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=1261","title":{"rendered":"Il valore che scende dallo spazio"},"content":{"rendered":"<p>di Andrea Colucci<br \/>\nROMA Ultima Ora \/ IPA \u2013 Ogni giorno, senza quasi accorgercene, prendiamo decisioni grazie a informazioni che arrivano dallo spazio. Dalle previsioni sul raccolto alla gestione del traffico, dal monitoraggio ambientale alla logistica, i dati satellitari stanno diventando una delle materie prime pi\u00f9 preziose dell\u2019economia digitale. Una quota crescente del valore non \u00e8 pi\u00f9 soltanto lass\u00f9, nell\u2019hardware che orbita sopra le nostre teste, ma quaggi\u00f9: nei dati che dallo spazio arrivano a Terra e nella capacit\u00e0 di trasformarli in informazioni utili, servizi, decisioni e nuovi modelli di business. \u00c8 il passaggio dall\u2019upstream al downstream, dalla costruzione del sistema spaziale al suo utilizzo economico. I numeri pi\u00f9 recenti lo raccontano bene. Il nuovo EU Space Market Report 2026 di EUSPA stima che il mercato globale dell\u2019Osservazione della Terra, pari a circa 3,5 miliardi di euro nel 2024, possa raggiungere 7,9 miliardi nel 2034.<br \/>\nAncora pi\u00f9 evidente \u00e8 il peso della navigazione satellitare: i ricavi GNSS sono attesi a circa 580 miliardi di euro nel 2034 e, soprattutto, la crescita \u00e8 sempre pi\u00f9 legata ai servizi e agli ecosistemi digitali che utilizzano il segnale, non al semplice dispositivo che lo riceve.<br \/>\nIn altre parole, il dato spaziale diventa una materia prima digitale. Un\u2019immagine satellitare acquista valore quando entra in un sistema che aiuta un agricoltore a usare meglio acqua e fertilizzanti, un\u2019assicurazione a valutare un rischio climatico, una societ\u00e0 energetica a controllare un\u2019infrastruttura, una pubblica amministrazione a seguire il consumo di suolo o una protezione civile a gestire un\u2019emergenza. Lo stesso vale per la navigazione, ormai incorporata nella mobilit\u00e0, nella logistica, nei servizi finanziari e nelle piattaforme digitali, e per l\u2019IoT satellitare, che estende la connettivit\u00e0 a navi, coltivazioni, impianti, mezzi e sensori collocati dove le reti terrestri non arrivano o non sono sufficientemente resilienti.<br \/>\nLa tendenza \u00e8 rafforzata dall\u2019intelligenza artificiale, dal cloud e dalla capacit\u00e0 di integrare fonti diverse. ESA osserva nel suo Space Economy Report 2026 che dati, segnali e servizi satellitari sono sempre pi\u00f9 incorporati nell\u2019economia digitale. \u00c8 probabilmente questo il punto decisivo: il valore non sta pi\u00f9 soltanto nella singola immagine o nel singolo segnale, ma nella loro combinazione con altre informazioni e nella velocit\u00e0 con cui possono essere trasformati in conoscenza operativa. Dallo spazio, quindi, non scendono soltanto dati: scendono decisioni migliori. L\u2019Italia ha davanti un\u2019opportunit\u00e0 importante. IRIDE, l\u2019infrastruttura nazionale per l\u2019Osservazione della Terra entrata nella fase operativa nel luglio 2026, nasce proprio con una logica end-to-end: costellazioni, infrastrutture di terra, marketplace, prodotti e servizi geospaziali. L\u2019ASI ha chiarito che, dopo la prima fase dedicata agli utenti istituzionali, l\u2019apertura progressiva a imprese e utenti internazionali dovr\u00e0 favorire nuove applicazioni e servizi a valore aggiunto. \u00c8 il segnale di come una politica dei dati possa diventare anche politica industriale.<br \/>\nIn questo scenario merita attenzione anche ci\u00f2 che avviene tra il suolo e l\u2019orbita. Il CIRA lavora sulle piattaforme stratosferiche, o HAPS, sistemi capaci di operare a quote dell\u2019ordine dei 20 chilometri e di affiancare gli asset satellitari nell\u2019Osservazione della Terra e nelle telecomunicazioni. La loro forza sta nella prossimit\u00e0 e nella persistenza: possono osservare con continuit\u00e0 aree circoscritte, con elevata risoluzione e tempi di rivisitazione molto ridotti, diventando nodi complementari di una futura architettura integrata di raccolta e distribuzione dei dati. Il lavoro del CIRA sulle piattaforme stratosferiche e sui sistemi di analisi e monitoraggio ambientale va letto proprio in questa prospettiva. Non soltanto nuove macchine volanti, dunque, ma nuovi punti di acquisizione dell\u2019informazione, potenzialmente capaci di alimentare servizi per il territorio, l\u2019ambiente, le infrastrutture, la sicurezza e le comunicazioni. \u00c8 una frontiera particolarmente interessante perch\u00e9 avvicina il dato all\u2019utente e pu\u00f2 ridurre i tempi tra osservazione, elaborazione e decisione. La nuova space economy, insomma, non sar\u00e0 misurata soltanto dal numero di satelliti messi in orbita.<br \/>\nLa vera competizione si giocher\u00e0 sempre di pi\u00f9 sulla capacit\u00e0 di governare il dato: raccoglierlo, certificarlo, combinarlo, proteggerlo e trasformarlo in servizi utili. Per l\u2019Europa e per l\u2019Italia la sfida \u00e8 evitare di essere soltanto eccellenti produttori di tecnologia e diventare anche protagonisti dell\u2019economia dell\u2019informazione che quella tecnologia rende possibile. Perch\u00e9 il prossimo grande mercato dello spazio, in fondo, potrebbe essere molto pi\u00f9 terrestre di quanto immaginiamo.<br \/>\n\u2013 foto Pexels.com \u2013<br \/>\nUltima Ora \/ IPA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Colucci ROMA Ultima Ora \/ IPA \u2013 Ogni giorno, senza quasi accorgercene, prendiamo decisioni grazie a informazioni che arrivano dallo spazio. Dalle previsioni sul raccolto alla gestione del traffico, dal monitoraggio ambientale alla logistica, i dati satellitari stanno diventando una delle materie prime pi\u00f9 preziose dell\u2019economia digitale. Una quota crescente del valore non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"fifu_image_url":"","fifu_image_alt":"","_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[5],"tags":[14],"class_list":["post-1261","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ultime-notizie","tag-ultime"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ultima-ora.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ultima-ora.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ultima-ora.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ultima-ora.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ultima-ora.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1261"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ultima-ora.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1261\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ultima-ora.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ultima-ora.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ultima-ora.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}