{"id":1325,"date":"2026-08-25T19:06:03","date_gmt":"2026-08-25T19:06:03","guid":{"rendered":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=1325"},"modified":"2026-08-25T19:06:03","modified_gmt":"2026-08-25T19:06:03","slug":"al-meeting-di-rimini-dibattito-sul-futuro-del-welfare-a-ventanni-dal-5x1000","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=1325","title":{"rendered":"Al Meeting di Rimini dibattito sul futuro del welfare a vent\u2019anni dal 5\u00d71000"},"content":{"rendered":"<p>RIMINI Ultima Ora \/ IPA \u2013 Il 5\u00d71000 non \u00e8 solo uno strumento fiscale, ma un patto di fiducia che riconosce ai cittadini la possibilit\u00e0 di concorrere direttamente alla destinazione di risorse pubbliche, sostenendo le realt\u00e0 impegnate sul territorio nel bene comune. Sono intervenuti Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo e ACRI; i deputati Alessandro Cattaneo, Alessandro Colucci, Maria Chiara Gadda, Lorenzo Malagola ed Ettore Rosato; Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato; la senatrice Simona Malpezzi. Ha introdotto Giovanni Mulazzani, professore di Diritto amministrativo e pubblico all\u2019Universit\u00e0 di Bologna; ha moderato Emilia Patta, giornalista del Sole 24 Ore. Mulazzani ha ricordato che l\u2019istituto nacque con la legge finanziaria 2006 come misura sperimentale e divenne stabile con la riforma del terzo settore. Dietro la firma del contribuente, ha osservato, c\u2019\u00e8 la scelta dello Stato di riconoscere il protagonismo della societ\u00e0 e di valorizzare associazioni, corpi intermedi e comunit\u00e0 organizzate. Ma la fiducia non pu\u00f2 essere disgiunta dalla responsabilit\u00e0, per cui chi riceve risorse deve mostrare con trasparenza il loro utilizzo. La sussidiariet\u00e0, ha concluso, non \u00e8 una bandiera di parte, ma un criterio concreto con cui istituzioni e societ\u00e0 concorrono alla costruzione dell\u2019interesse generale.Azzone ha delineato tre condizioni per rafforzare il contributo del terzo settore e del volontariato. Una: le risorse. Accanto al 5\u00d71000, le fondazioni di origine bancaria hanno erogato nell\u2019ultimo anno un miliardo e 400 milioni di euro, di cui circa un miliardo destinato agli enti del terzo settore. Due: lo sviluppo delle competenze. Infatti, demografia e digitalizzazione investono anche il volontariato, che registra invecchiamento delle persone impegnate e carenza di professionalit\u00e0 utili a cogliere le opportunit\u00e0 dell\u2019intelligenza artificiale. Servono quindi interventi di formazione ed accompagnamento. Tre: capacit\u00e0 relazionale, in quanto problemi sempre pi\u00f9 complessi non sono affrontabili da un singolo soggetto. Per esempio, i NEET richiedono identificazione tramite la scuola, coinvolgimento con prossimit\u00e0 del terzo settore, formazione con la pubblica amministrazione ed accompagnamento al lavoro con le imprese. \u2018Non esiste un singolo soggetto in grado di affrontare il tema dei NEET, nessun ente del terzo settore pu\u00f2 farlo da sol\u00f2, ha affermato. Inoltre, Azzone ha chiesto che le norme esistenti siano applicate coerentemente. Nel merito ha ricordato il contenzioso con l\u2019Agenzia delle Entrate sui benefici IRES per la beneficenza indiretta, sostenendo che organizzazioni competenti, anche se non erogano direttamente il servizio, non dovrebbero avere uno svantaggio fiscale. Pertanto, il futuro del welfare dipende dall\u2019aumento dei fondi, ma soprattutto dalla loro capacit\u00e0 di generare competenze, collaborazione ed effetti duraturi.Cattaneo ha definito il 5\u00d71000 una storia di successo fondata sulla libert\u00e0 di scelta e sul patto tra Stato, cittadino ed ente al quale viene riconosciuto un ruolo sociale. L\u2019Intergruppo ha contribuito ad aumentare di 80 milioni di euro il plafond, ma la sfida \u00e8 ora estendere il metodo della sussidiariet\u00e0. Tra le proposte avanzate \u00e8 utilizzare le compensazioni connesse alle opere pubbliche anche per servizi di welfare e riqualificazione sociale. Cattaneo ha ricordato che la spesa di mezzo miliardo del 5\u00d71000, a fronte della voce welfare dell\u2019INPS di 143 miliardi, mostra che \u2018non spendiamo troppo poco, ma possiamo spendere megli\u00f2, evitando misure che cronicizzino il bisogno e stratifichino l\u2019assistenzialismo. Occorre accompagnare gli enti pi\u00f9 piccoli, evitare polverizzazione e concentrazione delle risorse ed accrescere la capacit\u00e0 progettuale. Per Colucci occorre una regia nazionale che mantenga un welfare universalistico, superi frammentazioni territoriali e riduca le disuguaglianze. Il 5\u00d71000 \u00e8 un pilastro da rendere strutturale, coinvolgendo in modo pi\u00f9 ampio imprese, fondi pensione, casse professionali e fondazioni. L\u2019obiettivo comune \u00e8 ricomporre sviluppo economico e coesione sociale: la sussidiariet\u00e0 non sostituisce la responsabilit\u00e0 pubblica, ma consente di mobilitare energie diffuse, misurare i risultati ed orientare risorse verso interventi in grado di emancipare le persone.Per Gadda la politica deve valutare l\u2019impatto delle norme dopo vent\u2019anni di applicazione. Il 5\u00d71000 ha funzionato: negli ultimi dieci anni, i contribuenti che lo destinano sono aumentati di circa 500 mila persone l\u2019anno. Rimane tuttavia un 40% che non esprime alcuna scelta. Per questo servono campagne educative ed informative, soprattutto a sostegno degli enti pi\u00f9 piccoli, privi delle competenze necessarie per raccontare il proprio lavoro. La deputata ha sostenuto la riforma dello strumento e il tetto mobile, affinch\u00e8 le somme effettivamente destinate dai contribuenti non siano limitate da un plafond rigido. \u2018L\u2019assenza di scopo di lucro non deve significare assenza di organizzazion\u00e8, ha ricordato. Il fisco pu\u00f2 diventare una leva di cambiamento, riconoscendo il valore del sostegno privato ai bisogni sociali. Garavaglia ha proposto cofinanziamento, verifica dei risultati e collaborazione tra soggetti per fare massa critica. Un monitoraggio costante impedirebbe che finanziatori diversi sostengano sempre le medesime organizzazioni, lasciandone altre senza risorse. \u2018Avere dati certi \u00e8 indispensabile per compiere scelte efficac\u00ec, ha affermato, proponendo di estendere la mappatura anche al welfare ed ai fondi previdenziali integrativi. Organizzare meglio l\u2019erogazione, senza comprimere la libert\u00e0 dei cittadini, permetterebbe di finanziare un numero maggiore di progetti e di migliorarne la qualit\u00e0.Malagola ha definito il 5\u00d71000 una norma epocale, una delle poche leggi capaci di entrare nella storia della Repubblica e nel cuore degli italiani. Dal 2006 nessun governo l\u2019ha cancellata o ridotta; gli esecutivi hanno invece cercato di ampliarla e rifinanziarla. Oggi un contribuente su due destina la quota a una delle circa 96 mila associazioni del terzo settore ed in vent\u2019anni, sono stati distribuiti sei miliardi di euro. \u2018E\u2019 un atto di libert\u00e0\u2019, ha affermato, in quanto attraverso una scelta diretta, i cittadini partecipano alla costruzione del bene comune e rafforzano quel tessuto sociale senza il quale il Paese non reggerebbe. Il terzo settore costituisce un pilastro del welfare ed il 5\u00d71000 ne riconosce la funzione pubblica, ridisegnando il rapporto tra Stato e cittadino. Questa intuizione resta valida a fronte del ruolo di uno Stato forte davanti alle sfide di sicurezza, energia e tecnologia. Il piccolo comma inizialmente passato inosservato ha prodotto un risultato duraturo perch\u00e8 ha scelto di fidarsi degli italiani. Per Malagola, la responsabilit\u00e0 futura \u00e8 allargare gli spazi di libert\u00e0 e sostenere il terzo settore contro la solitudine, il vero male del tempo presente. Rendere il welfare migliore ed efficace significa non arretrare rispetto a quel principio, ma rafforzare la capacit\u00e0 delle comunit\u00e0 di riconoscere i bisogni, creare legami e assumersi responsabilit\u00e0.Malpezzi ha sottolineato che, quando il cittadino viene posto nella condizione di scegliere, risponde quasi sempre a favore della propria comunit\u00e0. \u2018Il 5 per mille fa rima con comunit\u00e0, non solo con sussidiariet\u00e0\u2019, ha dichiarato, legando lo strumento al senso di appartenenza ed alla volont\u00e0 di partecipare. Per renderlo pi\u00f9 efficiente non bastano risorse finanziarie. Il terzo settore deve lavorare insieme, perch\u00e8 possiede la capacit\u00e0 di intercettare un bisogno prima che diventi una statistica. Gli oratori, per esempio, avevano incontrato ragazzi isolati prima che il fenomeno dei NEET venisse pienamente riconosciuto. La senatrice ha indicato due esperienze promosse dall\u2019Intergruppo. La sperimentazione sulle competenze non cognitive, prevista da una legge approvata nel 2025 ed al via da settembre in mille scuole. Infatti, valorizzare abilit\u00e0 diverse dall\u2019apprendimento nozionistico pu\u00f2 prevenire abbandono e disagio, ma occorrono reti di scuole e partnership territoriali. Poi i patti educativi territoriali, che mettono in relazione enti locali, istituti scolastici, associazioni sportive, bande musicali ed oratori. Malpezzi ha chiesto di renderli strutturali, perch\u00e8 la fine dei finanziamenti interrompe spesso progetti che offrono opportunit\u00e0 ai ragazzi. La rete, ha spiegato, tiene insieme le diverse realt\u00e0 ed impedisce a chi cade di precipitare nel vuoto. Il 5\u00d71000 rappresenta anche la possibilit\u00e0 di dare continuit\u00e0 a queste esperienze, adattandole alle esigenze di ogni territorio e trasformando il welfare in una responsabilit\u00e0 condivisa dalla comunit\u00e0 educativa.Rosato ha descritto il 5\u00d71000 come un metodo politico che ha prodotto altre norme rilevanti, come il riconoscimento degli oratori, la legge contro lo spreco alimentare, le competenze non cognitive. Ha sostenuto la proposta di utilizzare gli oneri connessi agli interventi urbanistici anche per investire sulle persone e sui servizi sociali, non soltanto sul cemento. Secondo valore dello strumento \u00e8 la trasparenza. La destinazione non sia discrezionale, ma scelta di chi vive il territorio e giudica l\u2019operato di grandi organizzazioni nazionali o piccole associazioni locali. Questa logica, a suo parere, va potenziata. Altro impegno sono i nodi strutturali del welfare. Una seria politica di prevenzione sanitaria pu\u00f2 ridurre sofferenze e costi pubblici, ma riceve meno stanziamenti di ospedali e farmaci. Anche il peso della spesa previdenziale va affrontato per non penalizzare le generazioni pi\u00f9 giovani. \u2018Dobbiamo tornare a occuparci della radice dei problem\u00ec, ha affermato Rosato, chiedendo riforme coraggiose e trasversali. Patta ha concluso richiamando le principali prospettive emerse: allargamento degli interventi finanziabili, monitoraggio, formazione e coordinamento dei diversi strumenti territoriali, cos\u00ec da preservare il welfare universalistico in un contesto di risorse pubbliche limitate. A vent\u2019anni dall\u2019istituzione, il 5\u00d71000 indica una direzione pi\u00f9 ampia: istituzioni che si fidano della scelta dei cittadini, enti responsabili e trasparenti, alleanze capaci di trasformare risorse limitate in risposte condivise.<br \/>\n\u2013 foto ufficio stampa Meeting di Rimini \u2013Ultima Ora \/ IPA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIMINI Ultima Ora \/ IPA \u2013 Il 5\u00d71000 non \u00e8 solo uno strumento fiscale, ma un patto di fiducia che riconosce ai cittadini la possibilit\u00e0 di concorrere direttamente alla destinazione di risorse pubbliche, sostenendo le realt\u00e0 impegnate sul territorio nel bene comune. 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