{"id":1986,"date":"2026-09-02T10:11:05","date_gmt":"2026-09-02T10:11:05","guid":{"rendered":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=1986"},"modified":"2026-09-02T10:11:05","modified_gmt":"2026-09-02T10:11:05","slug":"litalia-e-ultima-tra-i-paesi-del-g7-per-la-spesa-in-sanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=1986","title":{"rendered":"L&#8217;Italia \u00e8 ultima tra i paesi del G7 per la spesa in sanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Ultima Ora &#8211; Nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l&#8217;Italia si colloca al quindicesimo posto tra i 27 Paesi europei dell&#8217;area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta al 6,2% del PIL, in calo rispetto al 6,3% del 2024 e nettamente inferiore sia alla media OCSE sia a quella dei Paesi europei, entrambe pari al 7,1%. Sul fronte della spesa pro-capite a parit\u00e0 di potere di acquisto, il divario rispetto alla media dei Paesi europei ha superato 36 miliardi. Lo afferma la Fondazione Gimbe.<br \/>\n&#8220;Il sottofinanziamento pubblico della sanit\u00e0 &#8211; dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione &#8211; non \u00e8 pi\u00f9 una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticit\u00e0 strutturale che ha indebolito il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e compromesso l&#8217;esigibilit\u00e0 di un diritto fondamentale. Alimenta tensioni politiche e mette in difficolt\u00e0 tutte le Regioni, strette tra l&#8217;obbligo di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e quello di mantenere i conti in ordine. Ma il prezzo pi\u00f9 alto lo pagano i cittadini: liste d&#8217;attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre pi\u00f9 marcate e crescente ricorso alla spesa privata. Il risultato? Impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone, quasi una su dieci&#8221;.<br \/>\nIl confronto con l&#8217;Europa sul tema sanit\u00e0<br \/>\nIn vista dell&#8217;avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027, la Fondazione Gimbe ha analizzato i dati sulla spesa sanitaria pubblica 2025 nei Paesi OCSE, utilizzando il dataset OECD Health Statistics aggiornato al 17 luglio 2026. Sono 14 i Paesi europei dell&#8217;area OCSE che destinano alla sanit\u00e0 pubblica una quota di PIL superiore a quella dell&#8217;Italia: il differenziale varia dai +4,8 punti percentuali della Germania (11% del PIL) ai +0,2 della Repubblica Slovacca (6,4% del PIL). La spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia \u00e8 pari a 3.952 dollari: 909 dollari in meno rispetto alla media OCSE (4.861 dollari) e 1.013 dollari in meno rispetto alla media dei Paesi europei (4.965 dollari). Tra gli Stati membri dell&#8217;Unione europea, 14 investono pi\u00f9 dell&#8217;Italia: dai 47 dollari in pi\u00f9 della Spagna (3.999 dollari) ai 4.774 dollari in pi\u00f9 della Germania (8.726 dollari).<br \/>\n&#8220;Nel confronto europeo &#8211; commenta il presidente &#8211; l&#8217;Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell&#8217;Europa dell&#8217;Est e meridionale&#8221;.<br \/>\nUn divario che si allarga dal 2011<br \/>\nSino al 2011 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia era sostanzialmente allineata alla media dei Paesi europei. Da allora il divario si \u00e8 progressivamente ampliato per effetto di tagli e definanziamenti, raggiungendo 424 dollari pro-capite nel 2019, ed \u00e8 cresciuto ulteriormente negli anni della pandemia e poi nel 2023-2024, quando l&#8217;incremento italiano \u00e8 stato inferiore a quello medio europeo. Nel 2025 il divario ha raggiunto i 1.013 dollari per abitante, corrispondenti a 612,4 euro pro-capite secondo i parametri OCSE. &#8220;Rapportato ai quasi 59 milioni di residenti rilevati dall&#8217;Istat al 1\u00b0 gennaio 2026 &#8211; commenta Cartabellotta &#8211; il gap complessivo sfiora 36,1 miliardi. \u00c8 questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore, che ha lasciato il SSN sempre pi\u00f9 a corto di ossigeno rispetto al resto d&#8217;Europa, soprattutto dopo la pandemia&#8221;.<br \/>\nItalia \u00e8 ultima nel G7<br \/>\n&#8220;Il trend della spesa sanitaria pubblica pro-capite dal 2008 al 2025 &#8211; spiega il presidente &#8211; restituisce una fotografia impietosa: l&#8217;Italia \u00e8 sempre stata fanalino di coda nel G7. Ma quello che nel 2008 era un distacco contenuto oggi si \u00e8 trasformato in un abisso&#8221;: nel 2025 l&#8217;Italia si conferma ultima nel G7, con meno della met\u00e0 della spesa pro-capite della Germania. Emblematico il caso del Regno Unito, che condivide con l&#8217;Italia il modello Beveridge: partito nel 2008 poco sopra il nostro Paese, dal 2020 ha aumentato in maniera consistente le risorse pubbliche destinate alla sanit\u00e0, superando Canada e Giappone e collocandosi poco al di sotto della Francia.<br \/>\n&#8220;Questi dati &#8211; commenta Cartabellotta &#8211; confermano che il finanziamento della sanit\u00e0 non pu\u00f2 ridursi ogni anno al consueto teatrino pre-Manovra: una trattativa su quanti miliardi il ministro della Salute riuscir\u00e0 a strappare al Mef per il 2027. Il ministro Schillaci ne ha gi\u00e0 chiesti almeno cinque, ma la questione non \u00e8 quanti riuscir\u00e0 a portarne a casa quest&#8217;anno: bisogna interrompere questa liturgia annuale. Serve un patto tra tutte le forze politiche che, al riparo dagli avvicendamenti di Governo, fissi un impegno non negoziabile: rifinanziare progressivamente la sanit\u00e0 pubblica e accompagnare le risorse con riforme strutturali del SSN, sostenute nel tempo da continuit\u00e0 e volont\u00e0 politica&#8221;.<br \/>\nIl paradosso del Servizio sanitario nazionale<br \/>\nLe recenti valutazioni di OCSE, Commissione europea e OMS Europa convergono su una lettura apparentemente paradossale: il SSN continua a garantire buoni esiti di salute, in particolare un&#8217;elevata aspettativa di vita e una bassa mortalit\u00e0 evitabile, ma si sta progressivamente deteriorando la sua capacit\u00e0 di erogare prestazioni tempestive, eque e finanziariamente accessibili, in particolare per le fasce socio-economiche pi\u00f9 fragili.<br \/>\n&#8220;Il campanello d&#8217;allarme &#8211; chiosa il presidente &#8211; questa volta suona direttamente da Bruxelles. Nel Country Report 2026 della Commissione europea, per la prima volta, le criticit\u00e0 del SSN non vengono pi\u00f9 lette solo come un problema di tutela della salute, ma vengono esplicitamente collegate anche all&#8217;equit\u00e0 sociale e alla produttivit\u00e0 del Paese. Non a caso, lo scorso 10 luglio il Consiglio dell&#8217;Ue ha adottato una raccomandazione formale affinch\u00e9 l&#8217;Italia garantisca un accesso pi\u00f9 tempestivo a cure economicamente accessibili e affronti le carenze di personale nelle professioni chiave. Il messaggio \u00e8 inequivocabile: il deterioramento del SSN non \u00e8 pi\u00f9 solo un problema sanitario, ma ha ricadute sulla tenuta economica e sociale del Paese&#8221;.<br \/>\nLe Case della Comunit\u00e0 ancora senza rendicontazione<br \/>\nDiventa ancora pi\u00f9 urgente conoscere gli esiti della riforma dell&#8217;assistenza territoriale finanziata dal Pnrr: al 1\u00b0 settembre, a due mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026, non \u00e8 ancora disponibile una rendicontazione pubblica documentata sulla piena operativit\u00e0 di almeno 1.038 Case della Comunit\u00e0 e 307 Ospedali di Comunit\u00e0. Lo stesso ministero della Salute precisa che sono ancora in corso le verifiche e l&#8217;acquisizione delle evidenze necessarie alla rendicontazione dei due target.<br \/>\n&#8220;Senza dati aggiornati su servizi effettivamente erogati e personale disponibile &#8211; commenta Cartabellotta &#8211; rimane concreto il rischio, pi\u00f9 volte denunciato dalla Fondazione Gimbe, che le nuove strutture restino delle &#8220;scatole vuote&#8221;: target europei centrati, rate incassate ed edifici realizzati, ma incapaci di garantire quella presa in carico territoriale per cui ci siamo indebitati&#8221;.<br \/>\nLa richiesta della Fondazione Gimbe<br \/>\n&#8220;Con l&#8217;avvio dei lavori sulla Legge di Bilancio 2027 &#8211; conclude Cartabellotta &#8211; la Fondazione Gimbe chiede a Governo e Parlamento di non ignorare n\u00e9 la raccomandazione del Consiglio dell&#8217;Ue n\u00e9 l&#8217;impietoso confronto internazionale sulla spesa sanitaria pubblica. \u00c8 ora di cambiare rotta: servono risorse adeguate ai bisogni di salute e riforme capaci di tradurle in servizi realmente accessibili, investendo anzitutto sul personale sanitario e sull&#8217;erogazione uniforme dei LEA&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultima Ora &#8211; Nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l&#8217;Italia si colloca al quindicesimo posto tra i 27 Paesi europei dell&#8217;area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. 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