{"id":2788,"date":"2026-09-11T00:11:03","date_gmt":"2026-09-11T00:11:03","guid":{"rendered":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=2788"},"modified":"2026-09-11T00:11:03","modified_gmt":"2026-09-11T00:11:03","slug":"il-74-degli-universitari-dorme-meno-del-necessario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=2788","title":{"rendered":"Il 74% degli universitari dorme meno del necessario"},"content":{"rendered":"<p>Ultima Ora &#8211; Il 74% degli studenti universitari dorme meno delle 8-9 ore raccomandate dall&#8217;Associazione mondiale di medicina del sonno e circa il 20% soffre di un vero disturbo del ritmo circadiano, caratterizzato dalla tendenza ad andare a letto e addormentarsi pi\u00f9 tardi rispetto alle persone con un cronotipo normale o anticipato.<br \/>\nA richiamare l&#8217;attenzione sul fenomeno \u00e8 il Centro di riferimento regionale di Medicina del sonno dell&#8217;ospedale Molinette della Citt\u00e0 della Salute e della Scienza di Torino, diretto da Alessandro Cicolin, che ha messo a punto, insieme ai Dipartimenti di Neuroscienze e Psicologia dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Torino, protocolli terapeutici individualizzati basati sul monitoraggio strumentale del ciclo sonno-veglia.<br \/>\nIl disturbo del ritmo circadiano<br \/>\nLe persone caratterizzate da questo disturbo, indicate anche come &#8220;gufi patologici&#8221;, hanno la necessit\u00e0 di prolungare il sonno nella prima parte della mattinata. Gli orari scolastici, universitari o lavorativi raramente consentono per\u00f2 di rispettare questo ritmo, determinando una riduzione del tempo disponibile per dormire. Si produce cos\u00ec una condizione di deprivazione di sonno definita &#8220;social jet lag&#8221;, nella quale l&#8217;orologio biologico individuale entra in conflitto con gli orari imposti dalle attivit\u00e0 quotidiane.<br \/>\nSecondo quanto riportato dalla Citt\u00e0 della Salute, questa situazione comporta un aumento dello stress percepito, dell&#8217;affaticamento diurno e della sonnolenza patologica e si associa a sintomi ansiosi e depressivi e a una riduzione del rendimento scolastico. Il disturbo viene indicato come largamente sottodiagnosticato e pu\u00f2 essere confuso con l&#8217;insonnia, con il rischio di non essere trattato oppure di ricevere un trattamento inappropriato. La prevalenza stimata nella popolazione generale, e quindi non soltanto tra gli studenti, \u00e8 compresa tra il 7 e il 16%, pari a circa 45.000 persone in Piemonte secondo i dati riportati nel materiale.<br \/>\nLe terapie disponibili contro il dormire poco<br \/>\nPer questi pazienti il Centro delle Molinette utilizza protocolli individualizzati costruiti sulla base del monitoraggio strumentale del ciclo sonno-veglia. I trattamenti comprendono tecniche prevalentemente non farmacologiche di tipo comportamentale, a partire dalla cronoterapia, che consiste nello spostamento sistematico del periodo dedicato al sonno fino alla sua normalizzazione. Alla cronoterapia possono essere associate la fotostimolazione, o &#8220;bright light therapy&#8221;, che prevede al risveglio l&#8217;esposizione a un dispositivo medico capace di emettere luce calibrata per intensit\u00e0 e temperatura di colore, e la melatonina.<br \/>\nIl sonno, sottolineano gli specialisti, \u00e8 coinvolto nei processi che regolano attenzione, memoria ed emozioni, oltre che nella regolazione ormonale e nella funzione cardiovascolare. Nel materiale fornito viene inoltre richiamata l&#8217;esistenza di evidenze scientifiche che indicano le alterazioni della quantit\u00e0 o della qualit\u00e0 del sonno come fattore di rischio per infarto, ictus, diabete, obesit\u00e0, cancro e demenza.<br \/>\nLo studio del sonno<br \/>\nIl Centro di Medicina del sonno delle Molinette \u00e8 stato fondato nel 1999 ed \u00e8 riconosciuto dal 2003 come centro di riferimento regionale per i disturbi del sonno. Ha attualmente in carico oltre 9.000 pazienti con insonnie croniche complesse, disturbi motori e respiratori durante il sonno, sonnambulismo, epilessia nel sonno, narcolessia e disturbi del ritmo circadiano. L&#8217;attivit\u00e0 diagnostica comprende monitoraggio del ciclo sonno-veglia, monitoraggio cardiorespiratorio con muscoli tibiali, polisonnografia ambulatoriale e in laboratorio e test di vigilanza. Sul versante terapeutico vengono utilizzati trattamenti farmacologici e non farmacologici e ventilazione non invasiva. Il Centro si avvale di infermieri, tecnici, psicologi e medici ed \u00e8 riconosciuto come struttura multidisciplinare a indirizzo neuropsichiatrico e cardiorespiratorio dall&#8217;Accademia Italiana di Medicina del Sonno.<br \/>\n&#8220;E&#8217; un argomento di cui si parla troppo poco e che viene sottovalutato, eppure i problemi legati al sonno sono in continuo aumento, soprattutto tra i nostri giovani&#8221;, ha dichiarato Livio Tranchida, direttore generale dell&#8217;AOU Citt\u00e0 della Salute e della Scienza. &#8220;I dati del Centro di Medicina del sonno dell&#8217;ospedale Molinette lo confermano senza ombra di smentita&#8221;.<br \/>\n&#8220;Dormire bene non significa semplicemente riposare, ma prendersi cura della propria salute&#8221;, ha sottolineato Federico Riboldi, assessore alla Sanit\u00e0 della Regione Piemonte. &#8220;I dati sui giovani ci ricordano quanto sia importante aumentare la consapevolezza su disturbi ancora troppo spesso sottovalutati o confusi con l&#8217;insonnia, che possono avere conseguenze sul benessere fisico e psicologico, sulla capacit\u00e0 di concentrazione e sulla qualit\u00e0 della vita&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultima Ora &#8211; Il 74% degli studenti universitari dorme meno delle 8-9 ore raccomandate dall&#8217;Associazione mondiale di medicina del sonno e circa il 20% soffre di un vero disturbo del ritmo circadiano, caratterizzato dalla tendenza ad andare a letto e addormentarsi pi\u00f9 tardi rispetto alle persone con un cronotipo normale o anticipato. 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