{"id":380,"date":"2026-08-14T14:06:06","date_gmt":"2026-08-14T14:06:06","guid":{"rendered":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=380"},"modified":"2026-08-14T14:06:06","modified_gmt":"2026-08-14T14:06:06","slug":"migranti-la-crisi-di-ceuta-mette-a-nudo-le-contraddizioni-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=380","title":{"rendered":"Migranti, la crisi di Ceuta mette a nudo le contraddizioni europee"},"content":{"rendered":"<p>di Raffaele Bonanni<br \/>\nROMA Ultima Ora \/ IPA \u2013 Sull\u2019immigrazione l\u2019Europa continua a mettere in scena una disputa falsa: porte aperte o chiuse, accoglienza o rigore. \u00c8 un alibi. La domanda seria \u00e8 un\u2019altra: pu\u00f2 un continente che invecchia e perde lavoratori affidarsi a flussi che non sa governare?<br \/>\nLa risposta pi\u00f9 comoda \u00e8 una formula: mancano braccia? Importiamole. Gli europei non vogliono certi mestieri? Li faranno gli immigrati. Cos\u00ec l\u2019immigrazione diventa la stampella di economie che rinviano investimenti, produttivit\u00e0 e salari migliori. Ma reclutare lavoro povero per alimentare altro lavoro povero non \u00e8 politica: \u00e8 una resa.<br \/>\nChi arriva deve trovare lingua, formazione, legalit\u00e0, doveri. Altrimenti l\u2019integrazione resta una parola da convegno: altrimenti prosperano sommerso e sfruttamento. Il successo si misura dall\u2019integrazione reale.<br \/>\nIntanto \u00e8 cambiata la natura dei flussi. Non sono pi\u00f9 soltanto conseguenza di guerre, miseria o aspirazioni. Sono diventate materia geopolitica. Paesi di origine e transito hanno capito che aprire o chiudere una rotta \u00e8 una leva diplomatica. La frontiera \u00e8 ormai un\u2019arma di pressione.<br \/>\nServono dunque meno prediche e pi\u00f9 governo: ingressi regolari legati ai fabbisogni reali, accordi esigenti con i Paesi terzi, controllo delle frontiere e rimpatri effettivi per chi non ha titolo a restare. E bisogna smettere di usare nuova manodopera per rinviare investimenti in competenze, tecnologia e produttivit\u00e0.<br \/>\nQui emerge l\u2019ipocrisia europea. Abbiamo europeizzato i diritti e nazionalizzato i problemi. Schengen pretende una frontiera comune, ma l\u2019asilo continua a caricare sui Paesi di primo ingresso una parte decisiva dell\u2019onere. Finch\u00e9 regge, tutti celebrano la libera circolazione. Quando la pressione aumenta, ricompaiono controlli e confini.<br \/>\nCeuta non inventa questa contraddizione: la mette a nudo. La Spagna sceglie una vasta regolarizzazione e, davanti alla pressione dal Marocco, reagisce con respingimenti contestati. Gli altri temono i movimenti secondari. La Germania insiste sui trasferimenti verso i Paesi di primo ingresso. L\u2019Italia conosce il copione: quando chiedeva solidariet\u00e0 riceveva lezioni; quando la pressione arriva altrove, l\u2019emergenza diventa europea.<br \/>\nIl guasto viene da lontano. Gli Stati hanno conservato il potere di decidere gli ingressi, affidando all\u2019Unione soprattutto regole e tutele. Dublino ha cristallizzato il paradosso: principi europei, fatture nazionali.<br \/>\nOra l\u2019ambiguit\u00e0 \u00e8 insostenibile. Germania, Francia, Italia e Spagna hanno interessi diversi, ma nessuna pu\u00f2 governare da sola un fenomeno di questa portata. Occorre decidere quanti ingressi servono, per quali lavori, con quali obblighi di integrazione, quali controlli e quali rimpatri.<br \/>\nL\u2019immigrazione non si governa con la bont\u00e0 esibita n\u00e9 con la paura agitata. Si governa decidendo. Ceuta \u00e8 lo specchio davanti al quale l\u2019Europa non pu\u00f2 pi\u00f9 truccarsi: ha voluto frontiere comuni senza costruire una politica migratoria comune. Adesso il conto \u00e8 arrivato. E non accetta rinvii.<br \/>\nFonte: IPA<br \/>\nUltima Ora \/ IPA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Bonanni ROMA Ultima Ora \/ IPA \u2013 Sull\u2019immigrazione l\u2019Europa continua a mettere in scena una disputa falsa: porte aperte o chiuse, accoglienza o rigore. \u00c8 un alibi. La domanda seria \u00e8 un\u2019altra: pu\u00f2 un continente che invecchia e perde lavoratori affidarsi a flussi che non sa governare? 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