{"id":4206,"date":"2026-09-27T09:10:59","date_gmt":"2026-09-27T09:10:59","guid":{"rendered":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=4206"},"modified":"2026-09-27T09:10:59","modified_gmt":"2026-09-27T09:10:59","slug":"frattura-cervicale-e-paralisi-a-5-anni-torna-a-camminare-dopo-il-miracolo-al-gaslini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=4206","title":{"rendered":"Frattura cervicale e paralisi a 5 anni: torna a camminare dopo il miracolo al Gaslini"},"content":{"rendered":"<p>Ultima Ora &#8211;\u00a0Un&#8217;improvvisa paralisi dopo lo schianto in auto, la corsa disperata in elicottero e una diagnosi che lasciava speranze quasi nulle: la piccola G.F., appena 5 anni, rischiava di rimanere immobile per sempre. Ma quello che sembrava un verdetto irreversibile si \u00e8 trasformato in un capolavoro della medicina pediatrica grazie a un delicatissimo intervento multidisciplinare e alla camera iperbarica dell&#8217;Ospedale Gaslini di Genova.<br \/>\nMiracolo al Gaslini<br \/>\nLo scorso giugno G.F., bambina di 5 anni, \u00e8 arrivata in elicottero da un&#8217;altra regione all&#8217;Istituto Giannina Gaslini, dopo un gravissimo incidente stradale nel quale era rimasta coinvolta insieme alla madre.<br \/>\nLa frattura altamente instabile della seconda vertebra cervicale e la grave lesione del midollo spinale le avevano causato una tetraparesi, compromettendo quasi completamente il movimento degli arti. Da quel momento \u00e8 iniziato un complesso percorso multidisciplinare che ha coinvolto l&#8217;\u00e9quipe di Neurochirurgia, diretta da Gianluca Piatelli, l&#8217;\u00e9quipe di Terapia Intensiva, diretta da Andrea Moscatelli, il team di Ortopedia, diretto da Federico Canavese, e l&#8217;\u00e9quipe della Medicina Fisica e Riabilitazione, diretta da Chiara Tacchino, in coordinamento con il Centro di Ossigenoterapia Iperbarica dell&#8217;Ospedale Policlinico San Martino, diretto da Paola Salvetti.<br \/>\nOggi G.F. cammina autonomamente e ha recuperato quasi completamente i movimenti degli arti superiori. Dopo tre mesi di cure, pu\u00f2 finalmente tornare a casa insieme alla mamma.<\/p>\n<p>Dalla paralisi improvvisa all&#8217;immobilizzazione d&#8217;urgenza<br \/>\nSubito dopo l&#8217;incidente, la bambina sembrava stare bene dal punto di vista neurologico: muoveva gli arti e non presentava segni evidenti di paralisi. Dopo alcune ore, per\u00f2, le sue condizioni sono peggiorate rapidamente, fino alla perdita quasi completa della capacit\u00e0 di muovere braccia e gambe.<br \/>\nGli esami pi\u00f9 approfonditi hanno evidenziato quindi una frattura di entrambi i peduncoli della seconda vertebra cervicale (C2), che rendeva la colonna estremamente instabile, e una contusione del midollo spinale associata a un importante edema, esteso fino a C5-C6.<br \/>\n&#8220;Quando \u00e8 arrivata al Gaslini ci trovavamo davanti a una situazione estremamente grave: non era in gioco soltanto la possibilit\u00e0 di recuperare il movimento, ma la vita stessa della bambina &#8211; spiega Gianluca Piatelli, direttore della Neurochirurgia dell&#8217;Istituto Gaslini &#8211; Qualunque ulteriore disallineamento avrebbe potuto determinare un aggravamento della sofferenza del midollo cervicale, gi\u00e0 contuso ed edematoso per diversi livelli. Per questo la prima scelta non \u00e8 stata quella di procedere immediatamente alla stabilizzazione chirurgica definitiva: abbiamo prima immobilizzato rigidamente il rachide con l&#8217;Halo, mettendo il midollo nelle condizioni di non subire ulteriori sollecitazioni. Dopo la progressiva riduzione dell&#8217;edema e il miglioramento delle condizioni neurologiche, il 2 luglio le \u00e9quipe di Neurochirurgia e Ortopedia hanno eseguito l&#8217;intervento definitivo di stabilizzazione della colonna, associando innesti ossei estesi fino alla base del cranio per favorire una fusione stabile nel tempo&#8221;.<br \/>\nTerapia intensiva e ossigenoterapia iperbarica<br \/>\n&#8220;Nella fase iniziale ci siamo trovati a gestire una bambina con una grave compromissione neurologica e una lesione cervicale estremamente instabile. Il primo obiettivo \u00e8 stato evitare che al danno provocato dal trauma si aggiungesse un danno secondario del midollo &#8211; spiega Andrea Moscatelli, direttore dell&#8217;Emergenza e Accettazione e della Terapia Intensiva del Gaslini &#8211; In Terapia Intensiva abbiamo avviato fin dai primi momenti una terapia antiedemigena massimale ed uno stretto monitoraggio emodinamico per ottimizzare la perfusione del midollo. L&#8217;edema, infatti, pu\u00f2 aggravare la sofferenza di un midollo gi\u00e0 danneggiato dal trauma e comprometterne la perfusione. In questa fase \u00e8 stato inoltre necessario garantire la continuit\u00e0 e la sicurezza dell&#8217;assistenza durante i trasferimenti quotidiani al Policlinico San Martino per le sedute di ossigenoterapia iperbarica, effettuati mantenendo la stabilizzazione cervicale con l&#8217;Halo&#8221;.<br \/>\n&#8220;L&#8217;ossigenoterapia iperbarica consiste nella somministrazione di ossigeno a elevata concentrazione all&#8217;interno di una camera pressurizzata, aumentando la quantit\u00e0 di ossigeno disponibile nei tessuti &#8211; spiega Paola Salvetti, responsabile del Centro di Ossigenoterapia Iperbarica del Policlinico San Martino &#8211; In questo caso il trattamento \u00e8 stato inserito all&#8217;interno di una strategia terapeutica complessiva finalizzata a contrastare la sofferenza del midollo traumatizzato. Sono state effettuate circa quindici sedute, con trasferimenti quotidiani della bambina dal Gaslini, in condizioni che richiedevano particolare attenzione proprio per la necessit\u00e0 di mantenere costantemente la stabilizzazione cervicale&#8221;.<br \/>\nLa sinergia tra neurochirurgia, ortopedia e riabilitazione<br \/>\nFondamentale, durante tutto il percorso, \u00e8 stata la stretta collaborazione tra Neurochirurgia e Ortopedia pediatrica.<br \/>\n&#8220;In casi complessi come questo Neurochirurgia e Ortopedia devono procedere necessariamente di pari passo &#8211; sottolinea Federico Canavese, direttore dell&#8217;Ortopedia del Gaslini &#8211; Abbiamo lavorato insieme fin dalle prime fasi: ero presente come chirurgo sia durante il posizionamento dell&#8217;Halo sia nell&#8217;intervento di stabilizzazione vertebrale. In una bambina di cinque anni, inoltre, il nostro lavoro non termina con il buon esito dell&#8217;intervento. Il follow-up proseguir\u00e0 in Neurochirurgia, con il supporto dell&#8217;Ortopedia, attraverso controlli periodici fino al termine della crescita, per verificare l&#8217;evoluzione della colonna cervicale e il rapporto tra il tratto stabilizzato e i segmenti vertebrali sottostanti, che continueranno a crescere e a mantenere la loro mobilit\u00e0&#8221;.<br \/>\nIl trattamento riabilitativo, avviato gi\u00e0 nelle prime fasi del ricovero, \u00e8 diventato progressivamente uno degli elementi centrali del percorso.<br \/>\n&#8220;Il programma riabilitativo intensivo multiprofessionale \u00e8 stato progressivamente modulato in relazione all&#8217;evoluzione delle capacit\u00e0 motorie e al raggiungimento degli obiettivi condivisi con la famiglia &#8211; spiega Chiara Tacchino, direttrice della Medicina Fisica e Riabilitazione del Gaslini &#8211; La costante rivalutazione degli outcome ha documentato, nel corso della degenza, un significativo miglioramento del quadro funzionale, con la riacquisizione del cammino autonomo e il progressivo recupero della funzionalit\u00e0 degli arti superiori, consentendo la ripresa delle autonomie personali e delle sue attivit\u00e0 quotidiane&#8221;.<br \/>\n&#8220;Questa drammatica storia \u00e8 anche un esempio concreto del modello di presa in carico del trauma pediatrico del Gaslini &#8211; commenta Massimo Nicol\u00f2, assessore alla Salute di Regione Liguria &#8211; L&#8217;Istituto \u00e8 sede di Trauma Center pediatrico, nel quale competenze diverse \u2014 dall&#8217;emergenza alla diagnostica per immagini, dalla chirurgia specialistica all&#8217;anestesia e rianimazione, fino alla riabilitazione \u2014 lavorano in stretta integrazione lungo tutte le fasi del percorso di cura. \u00c8 proprio questa capacit\u00e0 di mettere rapidamente in rete professionalit\u00e0 differenti che consente di affrontare anche i traumi pi\u00f9 complessi, costruendo per ogni bambino un percorso multidisciplinare dalla diagnosi al trattamento e, quando necessario, alla successiva riabilitazione. Il Trauma Center del Gaslini rappresenta il riferimento per la presa in carico dei traumi pediatrici della Liguria e, per le competenze specialistiche e multidisciplinari presenti nell&#8217;Istituto, accoglie anche molti bambini provenienti da altre regioni. Una rete di professionisti e servizi nella quale il valore pi\u00f9 grande risiede nella capacit\u00e0 delle diverse \u00e9quipe di lavorare insieme intorno al bambino e alla sua famiglia&#8221;.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultima Ora &#8211;\u00a0Un&#8217;improvvisa paralisi dopo lo schianto in auto, la corsa disperata in elicottero e una diagnosi che lasciava speranze quasi nulle: la piccola G.F., appena 5 anni, rischiava di rimanere immobile per sempre. 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