{"id":4222,"date":"2026-09-27T12:06:01","date_gmt":"2026-09-27T12:06:01","guid":{"rendered":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=4222"},"modified":"2026-09-27T12:06:01","modified_gmt":"2026-09-27T12:06:01","slug":"ricercatori-presentano-su-science-delle-proposte-per-individuare-riforme-e-rafforzare-la-capacita-delleuropa-di-tradurre-la-ricerca-in-innovazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=4222","title":{"rendered":"Ricercatori presentano su Science delle proposte per individuare riforme e rafforzare la capacit\u00e0 dell\u2019Europa di tradurre la ricerca in innovazione"},"content":{"rendered":"<p>MILANO Ultima Ora \/ IPA \u2013 L\u2019Europa potrebbe trasformare pi\u00f9 scoperte scientifiche in nuove tecnologie, prodotti e imprese modificando il modo in cui finanzia l\u2019innovazione e sostiene i ricercatori, secondo un nuovo Policy Forum pubblicato su Science. Il paper, Enhancing Europe\u2019s Competitiveness by Empowering Researchers as Innovators, propone un percorso pi\u00f9 continuo dalla ricerca fondamentale alla commercializzazione, procedure di finanziamento pi\u00f9 semplici e un maggiore riconoscimento dell\u2019imprenditorialit\u00e0 all\u2019interno delle universit\u00e0. Sostiene che persistenti ostacoli istituzionali e nei meccanismi di finanziamento impediscono all\u2019eccellenza scientifica di generare pienamente il proprio impatto economico e sociale.<br \/>\nIl lavoro \u00e8 un\u2019iniziativa di INPACT!, una rete nata nel 2023 che riunisce oltre 120 ricercatori-innovatori provenienti da pi\u00f9 di 20 Paesi dello Spazio europeo della ricerca, principalmente ricercatori finanziati dallo European Research Council (ERC). Il lavoro combina l\u2019esperienza diretta dei ricercatori con l\u2019analisi economica dei programmi europei di finanziamento, per individuare riforme che potrebbero rafforzare la capacit\u00e0 dell\u2019Europa di tradurre la ricerca in innovazione.<br \/>\nAllo studio hanno contribuito ricercatori dell\u2019Istituto Italiano di Tecnologia, del Politecnico di Torino, della Scuola IMT Alti Studi Lucca, dell\u2019Universit\u00e0 Bocconi e del Politecnico di Milano. L\u2019analisi si concentra su Horizon Europe, il programma dell\u2019Unione europea per la ricerca e l\u2019innovazione per il periodo 2021-2027.<br \/>\nGli autori sostengono che i finanziamenti rimangano frammentati e che le scoperte con potenziale commerciale possano incontrare discontinuit\u00e0 amministrative tra i finanziamenti Proof of Concept dello European Research Council (ERC), che aiutano i ricercatori a esplorare le applicazioni pratiche, e i programmi dello European Innovation Council (EIC) che sostengono lo sviluppo tecnologico e la crescita delle imprese. Una delle principali proposte \u00e8 affidare all\u2019EIC la governance dei finanziamenti ERC Proof of Concept, creando un percorso pi\u00f9 continuo dalla scoperta scientifica allo sviluppo tecnologico e alla commercializzazione. Secondo gli autori, ci\u00f2 potrebbe ridurre le valutazioni ripetute, semplificare i passaggi tra i programmi e rendere il sostegno pi\u00f9 prevedibile per ricercatori e investitori.<br \/>\n\u201cL\u2019Europa dispone di uno straordinario talento scientifico, ma troppo spesso perdiamo slancio tra la scoperta e l\u2019applicazione. Abbiamo bisogno di un percorso pi\u00f9 continuo che consenta alle idee promettenti di passare dalla ricerca fondamentale a tecnologie, imprese e soluzioni capaci di generare impatto economico e sociale\u201d, afferma Dario Polli, professore al Politecnico di Milano e uno degli autori principali del Policy Forum. Il Policy Forum propone inoltre di rafforzare il sostegno all\u2019innovazione ad alto rischio nelle fasi iniziali.<br \/>\nI finanziamenti annuali complessivi per i programmi EIC Pathfinder e Transition ammontano attualmente a circa 500 milioni di euro, mentre la loro capacit\u00e0 di gestione dei programmi rimane limitata rispetto alle agenzie per la ricerca avanzata degli Stati Uniti. Gli autori raccomandano di riallocare risorse verso l\u2019innovazione radicale e di attribuire ai responsabili di programma indipendenti una maggiore autorit\u00e0 nel guidare i progetti promettenti.<br \/>\n\u201cL\u2019Europa \u00e8 intrappolata in una trappola delle tecnologie intermedie: siamo specializzati in settori maturi come l\u2019automotive e i macchinari industriali, mentre settori di frontiera come l\u2019IA e le biotecnologie rimangono troppo piccoli. Per rafforzare la competitivit\u00e0 e l\u2019autonomia strategica dell\u2019Europa, dobbiamo ricostruire il percorso dalla scoperta scientifica al mercato, finanziando le idee migliori e mettendo ricercatori e innovatori nelle condizioni di trasformare le scoperte di oggi nelle industrie ad alta tecnologia di domani\u201d, afferma Giorgio Presidente, ricercatore presso l\u2019Institute for European Policymaking dell\u2019Universit\u00e0 Bocconi.<br \/>\nGli autori sostengono inoltre che le candidature ai finanziamenti europei dovrebbero essere pi\u00f9 brevi e valutate pi\u00f9 direttamente sulla sostanza dell\u2019idea e sul suo potenziale utilizzo. Propongono che le agenzie nazionali di finanziamento assumano impegni pluriennali per sostenere i progetti eccellenti che superano con successo la valutazione europea ma non possono essere finanziati con il budget UE disponibile, estendendo l\u2019approccio gi\u00e0 utilizzato attraverso il Seal of Excellence. Riformare i finanziamenti europei da solo non sar\u00e0 sufficiente, sostengono gli autori. Anche le universit\u00e0 e gli uffici di trasferimento tecnologico devono creare condizioni nelle quali i ricercatori possano dedicarsi all\u2019innovazione senza essere costretti a scegliere tra la carriera accademica e l\u2019imprenditorialit\u00e0. Il Policy Forum raccomanda un maggiore riconoscimento dell\u2019imprenditorialit\u00e0 nelle carriere accademiche, una migliore gestione della propriet\u00e0 intellettuale e percorsi pi\u00f9 chiari verso brevetti, partnership industriali e spin-off, insieme a un migliore accesso al mentoring e alle competenze imprenditoriali.<br \/>\nQueste riforme, sottolineano gli autori, non risolverebbero da sole i pi\u00f9 ampi vincoli europei legati al venture capital, alla regolamentazione e alla crescita delle imprese. Tuttavia, un sistema pi\u00f9 coerente, capace di collegare ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e imprenditorialit\u00e0, potrebbe aiutare l\u2019Europa a generare maggiore valore economico e sociale a partire dalla propria base di ricerca generato dalla propria base di ricerca.<br \/>\n\u201cPer trasformare un maggior numero di scoperte scientifiche in nuove tecnologie, prodotti e servizi che raggiungano il mercato, sarebbe utile disporre nelle nostre istituzioni di un percorso pi\u00f9 chiaro, con passaggi ben definiti, tempistiche prevedibili e procedure semplificate. Rendere l\u2019intero processo pi\u00f9 semplice da seguire potrebbe consentire a un maggior numero di noi di trasformare la conoscenza in soluzioni per la societ\u00e0. Credo fermamente che abbracciare l\u2019innovazione possa dare nuovo slancio alle nostre carriere, rimodellare il modo in cui affrontiamo il nostro lavoro e consentirci di svolgere un ruolo strategico nel rafforzare la competitivit\u00e0 globale dell\u2019Europa, affrontando al contempo bisogni sociali ancora insoddisfatti\u201d, afferma Amanda Silva Brun, direttrice di ricerca presso il CNRS e una delle autrici principali del Policy Forum.<br \/>\nFonte: IPA<br \/>\nUltima Ora \/ IPA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO Ultima Ora \/ IPA \u2013 L\u2019Europa potrebbe trasformare pi\u00f9 scoperte scientifiche in nuove tecnologie, prodotti e imprese modificando il modo in cui finanzia l\u2019innovazione e sostiene i ricercatori, secondo un nuovo Policy Forum pubblicato su Science. 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