{"id":4433,"date":"2026-09-30T12:10:59","date_gmt":"2026-09-30T12:10:59","guid":{"rendered":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=4433"},"modified":"2026-09-30T12:10:59","modified_gmt":"2026-09-30T12:10:59","slug":"il-debutto-precoce-dei-minori-sui-social-una-montagna-di-pericoli-anche-su-whatsapp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=4433","title":{"rendered":"Il debutto precoce dei minori sui social, &#8220;una montagna di pericoli (anche) su WhatsApp&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Ultima Ora &#8211; In Italia il debutto sui social per i minori, con il proprio account, avviene in media tra gli 11 e i 12 anni in largo anticipo rispetto ai limiti previsti dalle piattaforme (14 anni). E comporta un calo sensibile del rendimento scolastico. Il primo smartphone arriva, nella maggioranza dei casi, con il passaggio tra la quinta elementare e la prima media.<br \/>\nLa recente ricerca dell\u2019Universit\u00e0 Milano-Bicocca (pubblicata su Nature Human Behaviour) su oltre 5mila studenti delle scuole secondarie, d\u00e0 sostanza all\u2019azione della Fondazione Patti Digitali che si propone di costruire un\u2019alleanza tra scuole e genitori per posticipare l\u2019esordio precoce dei minori sui social.<br \/>\nWhatsApp compreso, oggetto del pressing di molti pre-adolescenti, ma che nasconde una \u201cmontagna di pericoli\u201d (video violenti, bullismo e trappola per l\u2019attenzione o il sonno) al pari di Instagram e TikTok spiega all\u2019Ultima Ora Marco Gui, docente di Sociologia dei media all\u2019universit\u00e0 di Milano-Bicocca e presidente della Fondazione Patti Digitali. Serve un mix tra educazione e gradualit\u00e0.<br \/>\nSocial e minori\u00a0<br \/>\nPer proteggere i minori dal web, non si pu\u00f2 puntare solo sul corretto utilizzo di mezzi tecnologici perch\u00e9 i social sono \u2018disegnati\u2019 per un\u2019et\u00e0 adulta, la tesi. \u201cN\u00e9 sono sufficienti gli strumenti di parental control\u201d, precisa Gui. \u00a0\u201cUn bambino pu\u00f2 essere perfettamente consapevole di come relazionarsi con le altre persone ma non possiamo lasciarlo solo in un quartiere a luci rosse\u201d, \u00a0\u00e8 la metafora. \u00a0<br \/>\n&#8220;Non negare l&#8217;accesso ma costruire una comunit\u00e0&#8221;<br \/>\n\u201cLa nostra prospettiva non \u00e8 negare l\u2019accesso ai singoli ma &#8211; sottolinea l\u2019esperto &#8211; costruire una comunit\u00e0 in cui si converge su una norma sociale in modo che l\u2019accesso alle piattaforme avvenga nell\u2019et\u00e0 giusta. In modo da proteggere i minori dai rischi derivanti da un accesso prematuro ai social senza farli sentire esclusi nelle relazioni con i loro coetanei\u201d.<br \/>\nLa \u2018mission\u2019 \u00e8 che tutti utilizzino il \u2018casco\u2019 cos\u00ec da accompagnare gradualmente nel web i \u2018neo guidatori\u2019 senza far sentire chi lo indossa un corpo estraneo alla comunit\u00e0.<br \/>\n\u201cSiamo nati nel 2021 su richiesta di diversi gruppi di genitori. All\u2019inizio abbiamo incontrato molta resistenza dalle scuole piene di retorica \u2018tecno-ottimista\u2019. Negli ultimi anni invece c\u2019\u00e8 stato un boom di richieste e oltre 30 scuole hanno gi\u00e0 aderito al nostro decalogo partendo dal presupposto che non tutte le innovazioni digitali sono buone per i nostri figli\u201d. \u00a0Si alla gradualit\u00e0 e no alla \u00a0connessione permanente per i pre-adolescenti. \u00a0<br \/>\n&#8220;No ai compiti online al pomeriggio&#8221;\u00a0<br \/>\n\u201cLa nostra proposta \u2013 dice il presidente della Fondazione Patti Digitali \u2013 \u00e8 che le scuole non \u2018obblighino\u2019 gli alunni a fare i compiti nelle piattaforme web tutti i pomeriggi magari quando i minori rimangono soli in casa\u201d. Occorre un approccio graduale. Come \u201cun computer in famiglia adibito a questa funzione da utilizzare per la didattica online ma solo nel fine settimana insieme ai genitori\u201d.\u00a0<br \/>\n&#8220;WhatsApp nasconde una montagna di rischi&#8221;\u00a0<br \/>\nLa marcatura a uomo dei minorenni sui propri genitori si traduce molto spesso nella persistente richiesta di scaricare di WhatsApp. \u201cCe l\u2019hanno tutti i miei compagni di classe perch\u00e9 io no?\u201d, \u00e8 il refrain. \u201cQuesto \u00e8 un problema che si pone per molti genitori perch\u00e9 WhatsApp \u00e8 anche uno strumento di organizzazione familiare. Ma rappresenta un vero e proprio social&#8221;.<\/p>\n<p>I tre &#8216;pericoli&#8217;\u00a0<br \/>\nCi sono tre tipi di rischi, spiega l&#8217;esperto. &#8220;Primo, lo scambio di contenuti violenti o pornografici provenienti dal web. O di messaggi o video legati al bullismo. Poi l\u2019iperstimolazione sensoriale che porta a continue interruzioni dell\u2019attenzione. Un problema anche per gli adulti che spesso porta a un calo di conversazioni con i propri figli. Terzo c\u2019\u00e8 un rischio fisiologico dovuto al guardare spesso uno schermo piccolo e a conseguenze ad esempio sulla vista come la miopia\u201d. \u00a0<br \/>\nLa ricetta della Fondazione Patti Digitali\u00a0<br \/>\nLa ricetta per la pre-adolescenza (il periodo pi\u00e8 sensibile) della Fondazione Patti Digitali \u00e8 sostituire gli smartphone tradizionali con telefonini pi\u00f9 analogici (\u201calcuni sono gi\u00e0 in commercio) senza connessione permanente n\u00e9 accesso ai social ma dotati di messaggistica protetta, app per la didattica e foto da condividere solo con un ristretto gruppo di amici.\u00a0<br \/>\nI risultati della ricerca sui social e il rendimento a scuola\u00a0<br \/>\nIl debutto precoce sui social va a braccetto con un calo del rendimento scolastico. Lo dicono i dati della ricerca condotta dall&#8217;Universit\u00e0 di Milano-Bicocca, dall&#8217;Universit\u00e0 di Brescia e dal Centro Studi Socialis pubblicata su Nature Human Behaviour su oltre 5mila studenti delle scuole secondarie.<br \/>\nDallo studio emerge un legame tra l&#8217;iscrizione anticipata alle piattaforme social e il calo delle prestazioni nei test standardizzati. Chi debutta online precocemente ottiene punteggi significativamente inferiori in italiano e matematica rispetto ai compagni di classe che hanno rimandato il primo accesso sulle piattaforme online. \u00a0La forbice \u00e8 stata misurata in 0,2 deviazioni standard nei test Invalsi che equivale simbolicamente circa sei mesi di istruzione scolastica.<br \/>\n  \u00a0<br \/>\n\u00a0<br \/>\n\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultima Ora &#8211; In Italia il debutto sui social per i minori, con il proprio account, avviene in media tra gli 11 e i 12 anni in largo anticipo rispetto ai limiti previsti dalle piattaforme (14 anni). E comporta un calo sensibile del rendimento scolastico. 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