{"id":4904,"date":"2026-10-08T10:11:00","date_gmt":"2026-10-08T10:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=4904"},"modified":"2026-10-08T10:11:00","modified_gmt":"2026-10-08T10:11:00","slug":"al-bambino-gesu-salvato-un-neonato-di-un-chilo-con-una-procedura-al-cuore-innovativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=4904","title":{"rendered":"Al Bambino Ges\u00f9 salvato un neonato di un chilo con una procedura al cuore innovativa"},"content":{"rendered":"<p>Ultima Ora &#8211; Pesava appena un chilo e, a causa di una grave cardiopatia congenita e della prematurit\u00e0, non poteva essere sottoposto a un intervento cardiochirurgico.<br \/>\nLuca, nome di fantasia, un gemellino nato in Sardegna alla 29esima settimana di gravidanza, \u00e8 stato trattato all&#8217;Ospedale Pediatrico Bambino Ges\u00f9 con una innovativa procedura mininvasiva eseguita interamente per via transcatetere.<br \/>\nL&#8217;intervento, effettuato dall&#8217;\u00e9quipe dell&#8217;Unit\u00e0 Operativa Complessa di Cardiologia Interventistica guidata dal dottor Gianfranco Butera, ha permesso di stabilizzare il neonato e di farlo crescere in attesa dell&#8217;intervento cardiochirurgico risolutivo.<br \/>\nCon appena un chilo di peso, Luca \u00e8 il bambino pi\u00f9 piccolo al mondo trattato con questa strategia transcatetere combinata. A circa tre mesi dalla procedura, il suo peso \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato, raggiungendo i 2,5 chili.<br \/>\nUna cardiopatia senza alternative chirurgiche immediate<br \/>\nAlcune cardiopatie congenite particolarmente gravi possono determinare gi\u00e0 nei primi giorni di vita una situazione critica: il sangue pu\u00f2 avere difficolt\u00e0 a raggiungere l&#8217;aorta e quindi il resto dell&#8217;organismo, mentre una quantit\u00e0 eccessiva pu\u00f2 raggiungere i polmoni, sovraccaricandoli.<br \/>\nNei neonati prematuri con un peso estremamente basso il trattamento rappresenta una sfida ancora maggiore. A un chilo, infatti, un intervento cardiochirurgico tradizionale pu\u00f2 comportare rischi proibitivi o non essere tecnicamente praticabile.<br \/>\nPer Luca, trasferito dalla Sardegna al Bambino Ges\u00f9, era quindi necessario trovare una soluzione alternativa che gli permettesse di crescere fino a poter affrontare la cardiochirurgia.<br \/>\nLa procedura mininvasiva eseguita senza aprire il torace<br \/>\nLa soluzione \u00e8 arrivata dalla cardiologia interventistica. Senza aprire il torace, attraverso sottilissimi cateteri introdotti nei vasi sanguigni, gli specialisti hanno raggiunto direttamente il cuore e i grandi vasi.<br \/>\nNel caso di Luca \u00e8 stato posizionato uno stent, una piccola retina metallica cilindrica, nel dotto arterioso per mantenerlo aperto e garantire un adeguato flusso di sangue verso l&#8217;aorta.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<br \/>\nContemporaneamente, nelle arterie polmonari sono stati impiantati due speciali dispositivi, i pulmonary flow regulators, uno a destra e uno a sinistra.<br \/>\nSi tratta di piccoli &#8220;tappi&#8221; dotati di una membrana con una minuscola apertura che permette al sangue di continuare a raggiungere i polmoni, ma in quantit\u00e0 controllata, evitando di sovraccaricarli.<br \/>\nUna tecnica che consente di guadagnare tempo<br \/>\nSi tratta, di fatto, di un &#8220;bendaggio&#8221; delle arterie polmonari realizzato dall&#8217;interno dei vasi anzich\u00e9 attraverso un intervento chirurgico.<br \/>\nLa strategia non corregge definitivamente la cardiopatia, ma permette a neonati estremamente piccoli e fragili di guadagnare il tempo necessario per crescere e affrontare successivamente la cardiochirurgia.<br \/>\nIl Bambino Ges\u00f9 ha iniziato a utilizzare questa strategia circa due anni fa e ha progressivamente sviluppato un programma strutturato dedicato ai neonati di peso estremamente basso.<br \/>\nL&#8217;ospedale \u00e8 l&#8217;unico centro italiano e uno dei tre in Europa con un programma per il trattamento transcatetere delle cardiopatie congenite anche in bambini di peso inferiore al chilogrammo, a partire da circa 700 grammi.<br \/>\nI risultati raggiunti dal centro romano<br \/>\nNell&#8217;ultimo anno sono stati trattati con questa particolare strategia 5 bambini di peso compreso tra 1 e 1,8 chili.<br \/>\nNello stesso periodo sono stati complessivamente 30 i bambini con cardiopatie congenite e un peso inferiore ai 2 chili sottoposti al Bambino Ges\u00f9 a procedure transcatetere.<br \/>\n&#8220;In bambini cos\u00ec piccoli la cardiochirurgia pu\u00f2 non essere immediatamente praticabile e fino a pochi anni fa le possibilit\u00e0 di trattamento erano estremamente limitate&#8221;, spiega il dottor Gianfranco Butera, responsabile dell&#8217;Unit\u00e0 Operativa Complessa di Cardiologia Interventistica del Bambino Ges\u00f9.<br \/>\n&#8220;Con questa tecnica possiamo intervenire senza aprire il torace, regolando dall&#8217;interno dei vasi la quantit\u00e0 di sangue che raggiunge i polmoni e mantenendo contemporaneamente un flusso adeguato verso l&#8217;aorta. Non correggiamo ancora la cardiopatia: creiamo le condizioni perch\u00e9 il bambino possa crescere fino all&#8217;intervento definitivo&#8221;.<br \/>\nI progressi di Luca<br \/>\nA circa tre mesi dalla procedura, il percorso del bambino procede positivamente.<br \/>\n&#8220;Siamo molto soddisfatti del recupero&#8221;, sottolinea il dottor Andrea Dotta, responsabile dell&#8217;Unit\u00e0 Operativa Complessa di Terapia Intensiva Neonatale del Bambino Ges\u00f9, dove Luca \u00e8 attualmente ricoverato.<br \/>\n&#8220;\u00c8 nato gravemente pretermine, alla 29esima settimana, con un peso di appena un chilo e una cardiopatia molto complessa. Oggi ha pi\u00f9 che raddoppiato il peso, \u00e8 libero dalla ventilazione meccanica invasiva e si alimenta regolarmente attraverso un sondino. Anche il quadro neurologico e gastrointestinale \u00e8 particolarmente confortante&#8221;.<br \/>\nIl prossimo obiettivo<br \/>\nIl prossimo obiettivo \u00e8 raggiungere un peso di circa 3 chili, che potrebbe consentire a Luca di affrontare l&#8217;intervento cardiochirurgico necessario per correggere la cardiopatia.<br \/>\nLa procedura e il successivo percorso assistenziale hanno coinvolto un&#8217;\u00e9quipe multidisciplinare composta da Cardiologia Interventistica, Terapia Intensiva Neonatale, Cardiologia perinatale, Anestesia e rianimazione cardiochirurgica e Cardiochirurgia del Bambino Ges\u00f9.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultima Ora &#8211; Pesava appena un chilo e, a causa di una grave cardiopatia congenita e della prematurit\u00e0, non poteva essere sottoposto a un intervento cardiochirurgico. 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