{"id":5216,"date":"2026-10-13T08:25:17","date_gmt":"2026-10-13T08:25:17","guid":{"rendered":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=5216"},"modified":"2026-10-13T08:25:17","modified_gmt":"2026-10-13T08:25:17","slug":"operazione-della-gdf-di-trento-contro-le-truffe-nel-settore-delle-criptovalute-5-misure-cautelari-e-sequestri-per-circa-900-mila-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=5216","title":{"rendered":"Operazione della GdF di Trento contro le truffe nel settore delle criptovalute, 5 misure cautelari e sequestri per circa 900 mila euro"},"content":{"rendered":"<p>TRENTO Ultima Ora \/ IPA \u2013 Scoperta maxi truffa nel settore delle criptovalute. Eseguite 5 misure cautelari e sequestrati beni per circa 900 mila euro. I finanzieri del Comando provinciale di Trento \u2013 in collaborazione con i colleghi dello Scico e del Nucleo Speciale Repressione Frodi Tecnologiche, con il supporto dell\u2019organo di cooperazione giudiziario europeo Eurojust \u2013 hanno eseguito misure cautelari nei confronti di 5 indagati e sequestrato beni per oltre 877 mila euro a due soggetti. Il provvedimento \u00e8 stato emesso dal gip di Trento, su richiesta della locale Procura. Eseguite numerose perquisizioni e acquisizioni documentali in Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto. Le misure cautelari ed i sequestri, eseguiti nelle province di Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia, Trento, Treviso, Vicenza nonch\u00e9 anche all\u2019estero (Belgio), sono stati emessi al termine di un\u2019articolata e complessa attivit\u00e0 d\u2019indagine, avviata ad aprile del 2024 e condotta dal Gico del Nucleo polizia economico- finanziaria della Guardia di Finanza di Trento.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 d\u2019indagine ha permesso di individuare e smantellare un sofisticato schema fraudolento perpetrato nel settore del finto mining di criptovalute denominato \u201cHashburst\u201d. Gli indagati, alcuni dei quali sedicenti esperti del settore informatico, proponevano investimenti ingannevoli sfruttando il richiamo tecnologico dell\u2019interazione tra l\u2019intelligenza artificiale e le criptovalute, generando un ingente danno patrimoniale per un ammontare complessivo di circa 877 mila euro (riferiti unicamente alle querele ricevute, ma che sarebbe stimato in circa 5 milioni di euro per il solo Trentino Alto Adige \u2013 \u201ccluster di Trento\u201d).<br \/>\nUn sistema che parrebbe essere stato replicato anche in altre regioni italiane, a scapito di numerosi risparmiatori, imprenditori, pensionati e liberi professionisti. In particolare, i membri del sodalizio, organizzando numerosi convegni in noti hotel del Trentino, utilizzando i social network ed avvalendosi della rete di conoscenze e clientela di un consulente finanziario locale, si presentavano come responsabili di un innovativo progetto, pubblicizzavano e promuovevano investimenti legati alla vendita di apparati elettronici altamente innovativi, basati sull\u2019I.A. ed a basso impatto ambientale e garantivano gli investimenti attraverso forme d\u2019investimento fittizie (lettere di patronage prive di valore emesse da una societ\u00e0 estera).<br \/>\nA fronte di investimenti iniziali, compresi tra i 4 mila e i 30 mila euro per singolo dispositivo, venivano quindi promessi ai clienti guadagni irrealistici stimati tra 0,8 e 1 Bitcoin mensili o annuali, che sarebbero dovuti derivare dall\u2019estrazione di note valute digitali come Bitcoin, Ethereum, Dogecoin e Litecoin. Tuttavia, dalle indagini \u00e8 emerso che non solo i dispositivi venduti erano semplici personal computer assemblati, dotati di una potenza di calcolo minima e totalmente inidonei a svolgere l\u2019attivit\u00e0 promessa, ma anche che le applicazioni ed i siti internet forniti per visualizzare i presunti guadagni realizzati erano di fatto ingannevoli.<br \/>\nAlle richieste di giustificazioni effettuate dai risparmiatori, gli indagati trasferivano piccole somme (rewards) di alcune decine di euro e comunicavano che la mancata corresponsione dei reali guadagni promessi era legata a cambi di compagini societarie e\/o problematiche di natura tecnica. Inoltre, l\u2019architettura finanziaria del gruppo poggiava su un solido circuito internazionale volto a ostacolare la tracciabilit\u00e0 dei fondi. Le entrate derivanti dalle vendite venivano infatti fatturate da due societ\u00e0 di diritto inglese riconducibili ai sodali, mentre i pagamenti delle vittime confluivano su conti correnti esteri, con una netta prevalenza di istituti bancari con sede in Belgio.<br \/>\nTra le figure di spicco dell\u2019organizzazione \u00e8 emerso un soggetto di origine lombarda, dimorante in Svizzera, gravato da numerosi precedenti per reati economico-finanziari, risultato, in passato, vicino a contesti di criminalit\u00e0 organizzata riconducibili alla \u2018ndrangheta. Lo stesso individuo era gi\u00e0 stato destinatario, nel giugno 2023, di una misura cautelare personale per presunte frodi e indebita percezione di fondi legati al Pnrr.<br \/>\n\u2013 Foto ufficio stampa GDF \u2013<br \/>\nUltima Ora \/ IPA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TRENTO Ultima Ora \/ IPA \u2013 Scoperta maxi truffa nel settore delle criptovalute. 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