{"id":5407,"date":"2026-10-16T08:12:21","date_gmt":"2026-10-16T08:12:21","guid":{"rendered":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=5407"},"modified":"2026-10-16T08:12:21","modified_gmt":"2026-10-16T08:12:21","slug":"italia-tra-i-paesi-piu-sicuri-deuropa-crollano-i-delitti-e-la-mafia-ma-lombra-resta-sulle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=5407","title":{"rendered":"Italia tra i Paesi pi\u00f9 sicuri d&#8217;Europa: crollano i delitti e la mafia, ma l&#8217;ombra resta sulle donne"},"content":{"rendered":"<p>Ultima Ora &#8211; Italia ai minimi europei per numero di omicidi. Nel 2024 &#8211; ricorda Eurispes nel suo ultimo report sul fenomeno &#8211; il tasso standardizzato di mortalit\u00e0 per omicidio, indicatore ufficiale Ue, nel nostro Paese si attestava a 0,4 decessi ogni 100mila abitanti, contro una media dell&#8217;Unione di quasi 0,7; un valore che colloca il nostro Paese insieme a Germania e Malta, nel gruppo con la minore mortalit\u00e0 per omicidio dell&#8217;intera Unione. La distanza diventa ancora pi\u00f9 evidente se il confronto si sposta sui Paesi con i valori pi\u00f9 elevati, dall&#8217;1,1 di Svezia, Estonia e Lussemburgo all&#8217;1,5 della Lituania e all&#8217;1,7 della Lettonia.<br \/>\nDei venti territori italiani per i quali il dato Eurostat del 2023 \u00e8 disponibile, diciassette presentano un valore inferiore alla media europea (0,65), l&#8217;Abruzzo si colloca esattamente sul valore medio, mentre lo superano soltanto Valle d&#8217;Aosta (0,68) e Sardegna (0,86). Trend \u00e8 confermato anche dalle statistiche nazionali: secondo i dati delle forze di polizia elaborati dall&#8217;Istat, nel 2023, il tasso grezzo di omicidi volontari era in Italia di 0,57 ogni 100mila abitanti a fronte di una media europea di 0,91. Si tratta del valore pi\u00f9 basso tra i 26 Paesi dell&#8217;Unione con dati disponibili, insieme alla Slovenia e preceduto soltanto da Malta.<br \/>\nLa grande inversione degli anni &#8217;90<br \/>\nLa ricostruzione storica pubblicata dall&#8217;Istat mostra che in Italia tra il 1891 e il 1895 si contavano in media quasi 2mila omicidi l&#8217;anno (5,9 ogni 100mila abitanti) mentre nel periodo 2020-2024 si \u00e8 scesi a poco pi\u00f9 di 300 casi annui; meno di 0,6 ogni 100mila. Questa lunga discesa conobbe un&#8217;inversione importante tra gli anni &#8217;70 e i primi anni &#8217;90, quando alla violenza comune si sommarono quella politica e, soprattutto, l&#8217;escalation dei conflitti legati alla criminalit\u00e0 organizzata.<br \/>\nIl picco nel 1991, con 1.916 omicidi, pari a 3,4 ogni 100mila abitanti, oltre un terzo dei quali, il 37,5%, attribuibile alle varie mafie: tra il 1985 e il 1991 gli omicidi erano cresciuti di 992 unit\u00e0 e 522 di questi erano stati delitti di mafia, camorra e &#8216;ndrangheta. Il peso della componente mafiosa emerge anche nel lungo periodo con 6.681 omicidi attribuibili alle organizzazioni criminali di tipo mafioso compiuti nel periodo 1983-2018, il 95,6% dei quali in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia.<br \/>\nNel quinquennio 1988-1992 questi delitti sono arrivati a rappresentare circa un terzo di tutti gli omicidi commessi in Italia, mentre nel periodo 2013-2017 la loro quota era scesa al 9,1%. Dopo il picco la curva si \u00e8 invertita rapidamente: 1.461 omicidi nel 1992, 1.065 nel 1993, 746 nel 2000, fino ai 327 del 2024, con una riduzione complessiva superiore all&#8217;80%.<br \/>\nNord e Sud<br \/>\nLa geografia regionale dell&#8217;indicatore europeo riserva pi\u00f9 di una sorpresa a chi si aspetterebbe di ritrovare il tradizionale divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Nel dato standardizzato Eurostat del 2023, il valore pi\u00f9 alto spetta alla Sardegna (0,86), seguita dalla Valle d&#8217;Aosta (0,68), dall&#8217;Abruzzo (0,65), dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Puglia (entrambe 0,55) e dalle Marche (0,54), mentre in fondo alla graduatoria, accanto al Friuli Venezia Giulia (0,11), all&#8217;Umbria (0,19), a Bolzano (0,20) e alla Lombardia (0,25) si trovano la Campania (0,20) e la Basilicata (0,22).<br \/>\nCalabria (0,39) e Sicilia (0,38) registrano valori inferiori a quelli di Piemonte (0,43), Emilia Romagna (0,44), Veneto (0,47), Toscana e Lazio (0,49). Calcolando, a fini puramente descrittivi, una media semplice dei valori regionali &#8211; dunque non ponderata per la popolazione &#8211; il Nord si attesta a 0,38, il Centro a 0,43 e il Mezzogiorno a 0,46; escludendo la Sardegna, il Sud continentale e la Sicilia scendono a 0,40, sostanzialmente lo stesso livello delle regioni settentrionali. \u00e8 un quadro cambiato in pochi anni, visto che nel 2018 la frattura Nord-Sud era ancora chiaramente riconoscibile con 0,83 omicidi ogni 100mila abitanti nel Mezzogiorno contro 0,43 nel Centro-Nord.<br \/>\nGli omicidi di donne<br \/>\nGli omicidi di donne seguono una geografia diversa con le concentrazioni pi\u00f9 alte in Valle d&#8217;Aosta, Sardegna e Marche; quelli che avvengono in ambito familiare, dove si concentra la grande maggioranza delle vittime femminili, non mostrano una precisa caratterizzazione territoriale, ma producono di anno in anno picchi regionali in larga parte episodici. Se il primato italiano \u00e8 degno di nota e in larga parte il frutto del ridimensionamento della violenza mafiosa e criminale, si tratta tuttavia di un risultato parziale: la riduzione ha riguardato soprattutto gli uomini.<br \/>\nLa serie storica Istat mostra un crollo degli omicidi maschili nel periodo 1992-2018 da 4 a 0,7 ogni 100mila, mentre per le donne il calo \u00e8 stato decisamente pi\u00f9 contenuto (da 0,6 a 0,4 ogni 100mila). In altre parole, se nei primi anni &#8217;90 per ogni donna uccisa si contavano cinque uomini, oggi questo rapporto \u00e8 sceso a circa due a uno. Sebbene le donne continuino comunque a rappresentare una componente minoritaria dei casi di omicidio, il fenomeno si distingue da quello maschile perch\u00e8 assume una forma specifica e ormai tristemente nota: la maggioranza degli omicidi riferiti a donne si consuma nell&#8217;ambito domestico per mano del partner o ex partner.<br \/>\nNel 2024, l&#8217;Istat ha stimato 106 femminicidi presunti su 116 omicidi con vittima donna, e nell&#8217;86% circa dei casi il contesto era quello familiare o affettivo. Il rischio, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si concentra tra le giovani ma cresce con l&#8217;et\u00e0 e raggiunge il valore massimo tra le 75-84enni, con 0,81 vittime ogni 100mila. Va detto che anche il tasso di omicidi femminili colloca l&#8217;Italia tra i Paesi europei con i valori pi\u00f9 bassi: nel 2022 con 0,42 donne uccise ogni 100mila, l&#8217;Italia era vicinissima al valore minimo tra i Paesi Ue con dati disponibili (0,39 registrato in Irlanda). Il problema, dunque, non \u00e8 che le donne italiane corrano un rischio pi\u00f9 alto delle altre europee, ma che il loro rischio si sia ridotto molto meno di quello degli uomini, fino a diventare una componente centrale dei decessi per omicidio nel Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultima Ora &#8211; Italia ai minimi europei per numero di omicidi. 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