{"id":6388,"date":"2026-10-31T17:06:01","date_gmt":"2026-10-31T17:06:01","guid":{"rendered":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=6388"},"modified":"2026-10-31T17:06:01","modified_gmt":"2026-10-31T17:06:01","slug":"confindustria-sardegna-oltre-600-mila-presenze-turistiche-in-piu-nei-primi-otto-mesi-del-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ultima-ora.com\/?p=6388","title":{"rendered":"Confindustria Sardegna, oltre 600 mila presenze turistiche in pi\u00f9 nei primi otto mesi del 2026"},"content":{"rendered":"<p>CAGLIARI Ultima Ora \/ IPA \u2013 Il turismo sardo continua a crescere. Tra gennaio e agosto 2026 le strutture alberghiere ed extralberghiere dell\u2019Isola hanno registrato 3,32 milioni di arrivi e 13,83 milioni di presenze: rispettivamente il 4,0% e il 4,6% in pi\u00f9 rispetto allo stesso periodo del 2025. Sono circa 606 mila i pernottamenti aggiuntivi. \u00c8 quanto emerge dal nuovo report del Centro Studi di Confindustria Sardegna, Il turismo in Sardegna tra crescita dei flussi e concentrazione territoriale. La crescita \u00e8 indubbiamente una notizia positiva in un anno iniziato tra incertezze legate al maltempo e ai rincari dei carburanti. Dopo un inizio d\u2019anno poco dinamico, le presenze sono poi aumentate del 22,4% a maggio e, in misura pi\u00f9 contenuta, durante il trimestre estivo. Il contributo principale arriva dai visitatori stranieri: nei primi otto mesi hanno generato 7,33 milioni di pernottamenti, il 10,1% in pi\u00f9 rispetto al 2025, compensando abbondantemente la diminuzione dell\u20191,0% nelle presenze degli italiani e portando la quota estera al 53,0% del totale.<br \/>\nLe presenze sarde, 21,72 milioni, collocano la Sardegna al decimo posto tra le regioni italiane, vicina a Puglia (22,68 milioni), Sicilia (23,35 milioni) e Campania (24,04 milioni), ma molto lontana dai numeri di Toscana (55,48 milioni) e Veneto (74,16 milioni).<br \/>\n\u201cQuesti risultati mostrano la straordinaria forza della domanda per la Sardegna, e rappresentano soltanto la parte visibile di un iceberg ancora tutto da scoprire \u2013 afferma Andrea Porcu, direttore del Centro Studi di Confindustria Sardegna \u2013. Non dobbiamo limitarci ad accogliere pi\u00f9 visitatori nei mesi in cui l\u2019Isola \u00e8 gi\u00e0 molto richiesta. La vera sfida \u00e8 costruire occasioni di viaggio capaci di attrarre una domanda diversa, in altri periodi dell\u2019anno e in territori e ambiti che oggi partecipano poco alla crescita di questo imprescindibile comparto\u201d. La dimensione economica del settore rende chiaro quanto questa sfida sia decisiva: nel 2024, il valore aggiunto diretto e indiretto della filiera turistica sarda ammontava a circa 6,8 miliardi di euro ed era pari al 19% del valore aggiunto regionale complessivo.<br \/>\nIl settore turistico In Sardegna resta ancora fortemente concentrato sia nel tempo sia nello spazio: il 93,3% dei 467 mila posti letto censiti si trova nei 71 comuni litoranei e soltanto il 4,1% delle presenze turistiche \u00e8 attribuibile all\u2019entroterra. Sulla costa stessa, per altro, la concentrazione resta molto polarizzata: i dieci comuni pi\u00f9 visitati concentrano da soli oltre la met\u00e0 dei pernottamenti dell\u2019Isola, cos\u00ec come il 50,4% delle presenze \u00e8 nel Nord Sardegna. Anche la stagione rimane breve: nel 2025 soltanto il 4% delle presenze annue si \u00e8 concentrato tra novembre e marzo. Il divario emerge nei collegamenti aerei. A Cagliari le rotte programmate passano dalle 109 dell\u2019estate 2026 alle 38 dell\u2019inverno 2026-27, pur in miglioramento rispetto alle 33 dell\u2019inverno precedente e con un aumento del 17% dei posti disponibili e un incremento del 18% dei voli invernali nello scalo di Elmas.<br \/>\nNel Nord Sardegna la rete estiva raggiunge 89 destinazioni da Olbia e 48 collegamenti da Alghero, ma molte rotte non proseguono nei mesi invernali: Volotea indica soltanto cinque collegamenti da Olbia operativi per tutto l\u2019inverno e Ryanair ha annunciato riduzioni del proprio operativo invernale su entrambi gli scali del nord Sardegna. \u201cLa questione dell\u2019accessibilit\u00e0 nei mesi non estivi \u2013 prosegue Andrea Porcu \u2013 \u00e8, contestualmente, una condizione e un possibile risultato dello sviluppo di un prodotto turistico valido durante tutto l\u2019anno. Nelle aree interne siamo ancora lontani da una filiera turistica con la scala necessaria a produrre ricchezza e occupazione lungo tutto l\u2019anno e a saturare un eventuale incremento dei voli\u201d. I dati sui flussi e la loro distribuzione territoriale dimostrano che gli eventi enogastronomici locali hanno indubbiamente valore per le comunit\u00e0 e possono intercettare e offrire, al turista gi\u00e0 presente nell\u2019Isola, un\u2019alternativa al mare. Ma da soli ancora non costituiscono un prodotto turistico continuativo e in grado di generare una domanda autonoma.<br \/>\nServono prodotti turistici di qualit\u00e0, riconoscibili e prenotabili: siti archeologici e culturali effettivamente aperti tutto l\u2019anno, esperienze ambientali ed enogastronomiche pi\u00f9 strutturate, turismo congressuale dove esistono strutture adeguate. Le imprese del comparto alberghiero stanno facendo la loro parte investendo ingenti capitali nelle strutture e nelle persone, ma servono infrastrutture e trasporti interni affidabili: un\u2019isola difficilmente accessibile attrae pochi visitatori, cos\u00ec come la presenza di pochi visitatori non incentiva a migliorarne l\u2019accessibilit\u00e0. Tutti i sardi, a partire dalle istituzioni, devono adoperarsi per interrompere questo circolo vizioso e offrire ai visitatori ragioni per visitare la Sardegna e possibilit\u00e0 per farlo. Soltanto cos\u00ec, si pu\u00f2 trasformare il potenziale turistico dell\u2019Isola in uno sviluppo diffuso, a beneficio dell\u2019intera collettivit\u00e0. Un elemento interessante si \u00e8 ricavato confrontando i dati dei flussi con la dimensione demografica: in Sardegna si contano 13,9 presenze annue per residente, contro la media italiana di 9,1 in Italia. La nostra isola sale cos\u00ec al quinto posto, dopo Trentino-Alto Adige, Valle d\u2019Aosta, Veneto e Toscana su tale indicatore. Siamo ben lontani dai fenomeni di overtourism che, invece si registrano in altre regioni o in pi\u00f9 famose citt\u00e0 italiane.<br \/>\nConfindustria Sardegna ritiene che \u201ci dati che il Report ha fatto emergere, con riferimento alla concentrazione dei flussi turistici polarizzata nei primi 10 comuni costieri, indicano l\u2019opportunit\u00e0 di attuare politiche di sviluppo del comparto pi\u00f9 articolate e coraggiose, facilitando e promuovendo iniziative di investimento anche nei piccoli comuni, costieri o dell\u2019interno, cos\u00ec come hanno fatto altre regioni del sud Italia\u201d.<br \/>\nFonte: IPA<br \/>\nUltima Ora \/ IPA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CAGLIARI Ultima Ora \/ IPA \u2013 Il turismo sardo continua a crescere. 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