Libia, secondo Haftar la Turchia continua a vedere armi a Tripoli

Le forze della Cirenaica hanno puntato il dito contro Ankara e la presunta fornitura al governo di Serraj. Giallo su una fregata turca in acque libiche.
«Abbiamo ricevuto rapporti sicuri che confermano che il 29 gennaio nel porto di Tripoli sono state consegnate armi perforanti e armi e munizioni antiaeree e ciò è avvenuto grazie alla protezione di due navi da guerra turche». L’allarme è stato lanciato dal portavoce dell’esercito nazionale libico, di cui Khalifa Haftar è comandante generale, Ahmed Al Mismari, in conferenza stampa.

IL GIALLO DELLA FREGATA TURCA A LARGO DELLE COSTE LIBICHE

«La questione ora», ha proseguito il portavoce, «è vedere come la comunità internazionale si pone di fronte a questa pubblica invasione turca e come comunità internazionale e Nazioni Unite si posizioneranno di fronte a questa chiara violazione della tregua». Al Mismari ha anche affermato che la base aerea di Mitiga è ormai «una base aerea completamente turca». Il 29 si è consumato il ‘giallo’ della fregata turca Tcg Gaziantep, che incrociava al largo della Libia: secondo Ankara per soccorrere dei migranti in mare, mentre per i media vicini al generale Haftar trasportava uomini e mezzi a Tripoli per schierarli al fianco delle forze del premier libico Fayez al Sarraj.

AL MISMARI: «IN LIBIA GIÀ 3 MILA MERCENARI TURCHI»

Nel corso della conferenza stampa Al Mismari ha anche aggiunto che secondo le informazioni in loro possesso ci sarebbero «3 mila i mercenari da Siria e Turchia trasportati nelle città libiche», aggiungendo anche che «sono stati individuati mercenari siriani alla base di Al Assa, sul confine con la Tunisia, li conosciamo e conosciamo anche i loro obiettivi». «La Turchia sta permettendo a elementi di Daesh e di Al-Qaida di insediarsi sulla costa libica e una parte di essi potrebbe anche muoversi in Europa».

E ANKARA ATTACCA LA FRANCIA

Sull’altro fronte è arrivato l’affondo del ministero degli Esteri turco: «Se la Francia vuole contribuire all’attuazione delle decisioni prese alla conferenza, deve per prima cosa smettere di sostenere Haftar», come sta facendo «in modo incondizionato per poter dire la propria sulle risorse naturali in Libia». Una netta replica alle accuse del presidente francese Emmanuel Macron a Recep Tayyip Erdogan di aver violato la tregua in Libia, inviando altri mercenari siriani.
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