Per il 15,6% degli italiani la Shoah non è mai esistita

Il rapporto curato da Eurispes segnala una crescita drammatica della tendenza al negazionismo.
Una drammatica ignoranza della storia, che sfocia nell’aperto negazionismo. Secondo il Rapporto Italia 2020 curato da Eurispes, oggi il 15,6% degli italiani crede che la Shoah non sia mai esistita. Nel 2004 la cifra corrispondeva al 2,7%. Risultano in aumento, sebbene in misura meno eclatante, anche coloro che ridimensionano la portata dell’Olocausto: dall’11,1% al 16,1%.

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MUSSOLINI «GRANDE LEADER»

Inoltre, nel campione sondato, risucote un discreto consenso (19,8%) l’affermazione secondo cui «molti pensano che Mussolini sia stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio». Seguono «gli italiani non sono fascisti ma amano le personalità forti» (14,3%), «siamo un popolo prevalentemente di destra» (14,1%), «molti italiani sono fascisti» (12,8%) e, infine, «ordine e disciplina sono valori molto amati dagli italiani» (12,7%). Soli il 26,2% non condivide nessuna delle opinioni proposte.

L’ANTISEMITISMO? PER IL 37,2% SONO SOLO BRAVATE

Per la maggioranza degli italiani (61,7%), i recenti episodi di antisemitismo sono solo dei casi isolati, che non indicano la presenza di un reale problema nel nostro Paese. Mentre il 60,6% ritiene che tali episodi siano la conseguenza di un diffuso linguaggio basato su odio e razzismo. Per meno della metà del campione (47,5%), si tratta di una spia che segnala una pericolosa recrudescenza del fenomeno. Per il 37,2%, invece, sono soltanto bravate messe in atto per provocazione o per scherzo.

IL RAPPORTO CON I MIGRANTI

Ma non finisce qui. Il 25% degli italiani ha un rapporto «negativo» con i migranti, visti come una minaccia all’identità nazionale da uno su tre. Cresce anche la convinzione che gli stranieri tolgano lavoro e che occorra «aiutarli a casa loro». Il 40,3% dice di avere un rapporto «normale» con gli immigrati; il 19,4% parla di «reciproca indifferenza»; il 14,4% di «reciproca disponibilità», il 10,1% li trova «ostili»; l’8,1% «insopportabili»; il 7,7% afferma di «averne paura». Per il 45,7% degli italiani un atteggiamento di diffidenza è giustificabile, ma «solo in alcuni casi».
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