Whirlpool chiude a Napoli, sciopero di 16 ore in tutta Italia

Whirlpool chiude a Napoli, sciopero di 16 ore in tutta Italia (foto ANSA)
NAPOLI – Dopo la delusione e la rabbia, la protesta. I sindacati hanno proclamato 16 ore di sciopero in tutti gli impianti del gruppo Whirlpool e una giornata di mobilitazione nazionale per contestare la chiusura dello stabilimento di Napoli.
Il vertice di mercoledì al ministero dello Sviluppo è riuscito solo a spostare la data della fine, dal 31 marzo indicato dall’azienda di elettrodomestici, fino al 31 ottobre. Sarebbero due anni esatti dall’accordo in cui la proprietà si impegnava al rilancio degli impianti, dove lavorano 420 persone.
La tensione sta salendo anche in un’altra vertenza campana. La multinazionale dell’elettronica Jabil ha consegnato a 275 lavoratori dello stabilimento di Marcianise (Caserta) la lettera in cui annuncia il loro licenziamento dal 23 marzo. Gli operai sono scesi in sciopero per un’ora, uscendo dallo stabilimento con le tute blu da lavoro.
A meno di 30 chilometri di distanza, i lavoratori di Whirlpool, in sciopero fin da mercoledì, erano riuniti in assemblea. “La nostra pazienza è finita”, hanno scritto su uno striscione. Ora, per il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, “bisogna tenere i nervi saldi e mantenere fermo l’obiettivo che è salvaguardare l’attività produttiva e gli investimenti” dell’accordo del 2018. “La globalizzazione ha creato mostri- ha osservato il leader della Uil”, Carmelo Barbagallo premendo per regolare il ruolo delle multinazionali. “Faremo di tutto perché Napoli non chiuda”, è stato l’impegno della segretaria generale della Cisl, Anna Maria Furlan.
Dopo gli spintoni e gli insulti rivolti ai sindacalisti da alcuni lavoratori al termine del tavolo a Roma, l’assemblea di Napoli è stata il momento della riconciliazione e degli abbracci, ha raccontato la segretaria nazionale Fiom Barbara Tibaldi. Anche la Uilm, con Gianluca Ficco e Antonello Accurso, ha descritto “un’assemblea nel segno dell’unità della compattezza”. Ma la rabbia verso il governo è tanta, e “legittima dopo mesi di false promesse elettorali”, ha detto il segretario generale della Fim Campania, Raffaele Apetino.
I prossimi ad incrociare le braccia saranno venerdì 31 i dipendenti della Whirlpool di Cassinetta (Varese) per quattro ore e di Melano (Ancona) per otto ore, oltre a quelli napoletani, che proseguono la protesta.
Dall’esecutivo, che ha affidato a Invitalia la ricerca di un possibile acquirente per Napoli entro l’estate o di incentivi per convincere Whirlpool a non vendere, il sottosegretario al Mise Stefano Buffagni ribadisce attenzione. “Stiamo gestendo il problema con la massima responsabilità, – ha dichiarato – senza annunci, senza promesse, ma con un percorso che deve garantire una tenuta dell’industrializzazione del sito”. (fonte ANSA)

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