Coronavirus: come funziona la quarantena degli italiani rimpatriati

I connazionali di ritorno da Wuhan andranno il 2 febbraio alla “città militare” della Cecchignola, fuori Roma. Lì staranno per 14 giorni in stanze attrezzate, comunicanti tra loro per quel che riguarda i nuclei familiari.
Il luogo dove dovrebbero essere posti in quarantena gli italiani provenienti da Wuhan è una caserma situata all’interno della “città militare” della Cecchignola, alla periferia Sud di Roma. I tecnici delle amministrazioni coinvolte hanno individuato una struttura nel grande comprensorio militare ed in queste ore si sta accertando l’effettiva idoneità allo scopo. Al loro arrivo a Roma, previsto il 2 febbraio, gli italiani saranno posti in quarantena per 14 giorni, quanto cioè è stimata l’incubazione del coronavirus.

A MEZZ’ORA DALL’OSPEDALE SPALLANZANI

Cecchignola si trova a Sud di Roma, a mezz’ora di auto dall’ospedale specializzato in malattie infettive Spallanzani. Nel caso uno degli italiani in quarantena dovesse presentare sintomi del virus, verrebbe immediatamente portato con un’ambulanza speciale per il bio-contenimento allo Spallanzani. Il Corriere della Sera ha raccontato come avverrà la quarantena.

LA PROCEDURA DI QUARANTENA

«Gli italiani di Wuhan vivranno come in un college, ciascuno avrà la propria stanza (“Di 16-20 metri quadrati come negli ospedali”, fa sapere il senatore Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, del Movimento Cinque Stelle) con un letto singolo, un tavolino, la tv, il computer, il telefono. Ogni stanza avrà il suo bagno. I medici del ministero, vestiti con tute spaziali, capo coperto, guanti e mascherina adesa al volto, andranno a visitarli in stanza tre volte al giorno, misureranno la temperatura, i parametri vitali, ascolteranno loro il torace. Ad ogni visita, tutto nuovo: tuta, guanti e mascherina», scrive il quotidiano di via Solferino, «”Potranno anche cucinarsi da soli se vorranno”, aggiunge Stefano Verrecchia, il capo dell’Unità di crisi della Farnesina, l’organismo che insieme al Comando operativo interforze della Difesa e al ministero della Salute, sta gestendo l’’operazione rimpatrio’».

I NUCLEI FAMILIARI NON SARANNO DIVISI

«Così, “i nuclei familiari non saranno separati tra loro, perché ci sono anche dei minori tra gli italiani in partenza e l’unico accorgimento sarà quello di far indossare mascherine a tutti i componenti della famiglia quando saranno vicini. Le stanze in questo caso saranno comunicanti”, continua Verrecchia. E per tutti gli altri? “Non è una quarantena vera, si potrà uscire perciò anche all’esterno dell’edificio, purché sempre con la mascherina. E si potranno ricevere le visite dei familiari purché anche loro tengano i volti protetti”».
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