Psicosi coronavirus: l’ondata di razzismo in Italia

Cartelli che vietano l’ingresso ai cinesi. Bambini tenuti fuori dalle scuole. Turisti insultati. I casi di sinofobia si moltiplicano in modo allarmante.
La psicosi da coronavirus ha portato con sé un’ondata di razzismo e sinofobia verso i turisti e la comunità cinese in Italia. La lista è sempre più lunga, e le cronache locali sono piene di casi simili. Un contagio di razzismo che è finito anche sulle pagine dei giornali stranieri, tanto che anche il Guardian britannico ha dedicato un articolo alla triste situazione italiana.

IL CARTELLO RAZZISTA A ROMA

In un bar vicino alla Fontana di Trevi, a Roma, i proprietari hanno appeso un cartello con scritte in inglese e cinese che recitava: «A causa delle disposizioni internazionali di sicurezza, a tutte le persone provenienti dalla Cina non è permesso di entrare in questo posto. Ci scusiamo per il problema». L’altolà discriminatorio è poi stato rimosso. «Assolutamente ingiustificato il cartello comparso in un bar vicino Fontana di Trevi che vieta l’ingresso alle persone provenienti dalla Cina. Stop psicosi e allarmismi. Ascoltiamo solo indicazioni e pareri delle autorità sanitarie. #coronavirus», ha scritto su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi.

Assolutamente ingiustificato il cartello comparso in un bar vicino Fontana di Trevi che vieta l’ingresso alle persone provenienti dalla Cina. Stop psicosi e allarmismi. Ascoltiamo solo indicazioni e pareri delle autorità sanitarie. #coronavirus pic.twitter.com/pyqH9fDMum— Virginia Raggi (@virginiaraggi) January 31, 2020Il caso non è purtroppo isolato. Circola sui social da ieri sera il video di un cittadino a Firenze che insulta una coppia di turisti che cammina lungo l’Arno. «Andate a tossire a casa vostra»: così, aggiungendo alla frase degli insulti, l’uomo ha apostrofato in malo modo i turisti orientali, facendo chiaro riferimento al virus.

BAMBINI LASCIATI FUORI DALLA CLASSE

Il 28 gennaio, a Rovigo, due fratellini cinesi sono stati posti in quarantena a scopo precauzionale dopo essere tornati dal loro Paese nel comune di Canda, dove risiedono con la famiglia. I genitori dei loro compagni della scuola elementare di Castelguglielmo avevano protestato nei giorni scorsi con il dirigente scolastico, timorosi per i loro figli, in vista del rientro in classe dei bimbi asiatici, rispettivamente in seconda e quinta elementare, previsto per questo mercoledì. Lo riporta Fanpage.it.

LA LUNGA LISTA DI EPISODI DI IGNORANZA

«Sul #Frecciarossa dopo aver tenuto una lezione ad Ancona, mi faccio strada nella carrozza per scendere. Alla mia vista, due passeggere ridacchiano e fanno commenti. Dico loro che sono ignoranti e dovrebbero vergognarsi. Si meravigliano che io possa capire e ribattere», ha scritto il 27 gennaio su Twitter Lala Hu, assistente alla facoltà di marketing dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nei commenti al post vengono raccontati moltissimi altri casi simili.

Sul #Frecciarossa dopo aver tenuto una lezione ad Ancona, mi faccio strada nella carrozza per scendere.Alla mia vista, 2 passeggere ridacchiano e fanno commenti.Dico loro che sono ignoranti e dovrebbero vergognarsi.Si meravigliano che io possa capire e ribattere.Italia, 2020— Lala Hu (@LalaHu9) January 27, 2020Sempre il 27 gennaio un ragazzino cinese è stato insultato con l’augurio di contrarre il coronavirus durante una partita di calcio dilettantistico nel milanese. L’episodio è stato denunciato sui social sia dalla squadra, l’Asd Cesano Boscone (Milano), sia dallo stesso giocatore, sul suo profilo Facebook.

SPUTI AI TURISTI A VENEZIA

Il 26 gennaio una baby gang di adolescenti ha seguito, insultato e sputato contro una coppia di turisti cinesi a Venezia. Lo hanno segnalato gli stessi turisti al proprietario del locale che li ospitava. La coppia – racconta Il Gazzettino – stava passeggiando lungo la riva del Canale della Giudecca, quando il gruppo di adolescenti avrebbe cominciato ad insultarli per poi sputargli addosso.
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