Le notizie sul coronavirus dell’1 febbraio 2020

In una sola giornata, in Cina sono morte 46 persone. Quasi tutte, tranne una, nella provincia di Hubei. Anche l’Australia si attrezza per l’epidemia: limitazioni agli arrivi per 15 giorni.
Mentre tutto il mondo, Italia compresa, prende misure di sicurezza per arginare l’epidemia, in Cina il coronavirus continua a colpire con violenza. Con i suoi 46 nuovi decessi e i suoi 2.102 nuovi casi confermati, venerdì 31 gennaio è stata la giornata con il bollettino più grave dall’inizio dell’emergenza. I dati forniti dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc) cinese portano il conteggio totale delle morti a 259 e quello dei contagiati accertati a quota 11.791. Tutti i decessi delle ultime 24 ore tranne uno sono avvenuti nella provincia di Hubei, epicentro del focolaio ormai diffuso in tutto il mondo.

A TRENTO DUE RICERCATORI SENZA SINTOMI IN OSSERVAZIONE

Due ricercatori cinesi arrivati il 31 gennaio a Trento sono isolamento per 14 giorni. I due giovani hanno deciso, in modo volontario, di accettare le misure previste dal ministero della Salute per il Coronavirus. I due studenti, va sottolineato, non presentano sintomi. Non si può quindi parlare di contagio. Si tratta di una misura presa a scopo precauzionale, sottolinea la Provincia autonoma di Trento. Anche in Trentino, come nel resto del Paese, si stanno infatti applicando le misure previste dal ministero. In queste ore pertanto i soggetti provenienti dalla Cina vengono invitati a seguire un protocollo precauzionale – definito isolamento fiduciario – indipendentemente dalla sintomatologia presentata.

PRIMO CASO IN SPAGNA

Il ministero della Sanità di Madrid ha confermato il primo caso di coronavirus in Spagna. Il contagio, emerso dalle analisi condotte dal Centro nazionale di microbiologia dell’Istituto di Sanità Carlo III di Madrid è stato registrato a La Gomera, nelle isole Canarie. Il paziente è un turista di nazionalità tedesca e si trova attualmente in isolamento in un ospedale dell’isola.

APPLE CHIUDE GLI STORE IN CINA

Apple ha annunciato la chiusura di tutti i suoi negozi e uffici in Cina fino al 9 febbraio: lo si legge in una nota del colosso di Cupertino, secondo cui gli store online resteranno invece operativi. «I nostri pensieri vanno alle persone più direttamente colpite dal coronavirus e a quelle che lavorano senza sosta per contenerlo», recita la nota. Sulla base degli ultimi aggiornamenti degli esperti sanitari, «stiamo chiudendo tutti i nostri uffici societari, i negozi e i contact center nella Cina continentale fino al 9 febbraio».

L’AUSTRALIA ATTENDE 400 MILA PASSEGGERI DA QUI AD APRILE

Intanto anche l’Australia, già fortemente provata dagli incendi che l’hanno devastata rendendone irrespirabile l’aria, comincia a temere. Secondo i media locali Sidney e Melbourne sono le città al di fuori dell’Asia a più alto rischio. Uno studio mostra che nei due aeroporti nei prossimi tre mesi potrebbero passare quasi 400 mila passeggeri cinesi in arrivo da 18 città considerate ad alto rischio. Per questo il Paese ha deciso di varare misure per a non consentire l’accesso nel Paese agli stranieri non residenti in arrivo dalla Cina.

INGRESSO NEGATO AI NON RESIDENTI

A partire dall’1 febbraio, l’ingresso sarà consentito solo a «cittadini australiani, residenti nel Paese, persone a carico, tutori legali o coniugi», ha annunciato il premier Scott Morrison. Le misure per avviare il blocco «sono in fase di completamento», ha detto il premier. Le misure resteranno in vigore per 15 giorni. La decisione è arrivata dopo un vertice tra il premier e i responsabili della Salute del Paese.

ANCHE IL VIETNAM SOSPENDE I COLLEGAMENTI CON LA CINA

Anche il Vietnam ha sospeso tutti i voli da e per la Cina come parte delle misure adottate contro il dilagare dell’epidemia di coronavirus. La direttiva si applica a tutte le compagnie aeree «che hanno rotte tra il Vietnam e la Cina», ha comunicato l’Autorità per l’aviazione civile in una nota.
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