Milano, l’egocentrica che fa il vuoto intorno

Ripresa dall’arcivescovo Delpini per l’eccessiva concentrazione di risorse, la metropoli lombarda registra successi in ogni ambito. La sua parabola, da città grigia e laboriosa a “destination” turistica.
Alla fine anche l’arcivescovo Delpini ha tirato le orecchie a Milano e al suo egocentrismo urbano. «La Lombardia non è solo Milano», ha osservato severamente nel corso di un incontro tenutosi il 28 gennaio al Consiglio regionale, «e forse un certo ossessivo convergere di risorse, di attenzioni mediatiche, di rivendicazioni di eccellenze, finiscono per essere un danno per la città stessa e per il territorio regionale». Il danno per la città, ha spiegato, è che si «spopola di abitanti e si riempie di pendolari e di turisti; il danno per il resto della regione è che si impongono spostamenti logoranti e smarrimento di identità e di risorse. Lasciare che il territorio si trasformi in una grande periferia dormitorio è un impoverimento antropologico, culturale ed economico mortificante».

Sembra di risentire le parole del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, che solo due mesi fa venne sommerso di critiche per aver detto che «oggi questa città attrae, ma non restituisce quasi più nulla al resto del Paese». Una Milano città-Stato, insomma, che avrebbe tagliato i ponti con l’Italia. Di più, secondo l’arcivescovo Delpini li avrebbe tagliati anche con la sua stessa regione, declassando via via il territorio circostante a semplice dormitorio per falangi di persone che ogni mattina si riversano nella metropoli in cerca di fortuna, di carriera, di elevazione economica, culturale, sociale.

D’altra parte, all’Arcivescovo sfugge, probabilmente, che nell’ultimo anno gli affitti a Milano sono aumentati del 9,6%, secondo un’indagine di HousingAnywhere. Si tratta del terzo incremento in Europa, dopo quelli di Vienna e Madrid, dove però la spesa media per l’affitto di un monolocale è inferiore ai 900 euro richiesti nel capoluogo lombardo. I prezzi salgono, naturalmente, perché la domanda è alta.

Turisti si fotofrano davanti al castello sforzesco di Milano (foto LaPresse-Vince Paolo Gerace).UNA METROPOLI IDROVORA

Negli ultimi 10 anni, la popolazione di Milano è aumentata di circa 200 mila persone, con ritmo crescente, tanto che nei primi 10 mesi del 2019 si registravano oltre 13 mila nuovi residenti, contro i 14 mila di tutto l’anno precedente. La metropoli idrovora attrae abitanti dalla provincia, ma anche da fuori regione, con una significativa presenza di transfughi dalla Capitale: quasi 2 mila i romani arrivati in città lo scorso anno, in fuga dai noti disagi (monnezza, trasporti, buche sulle strade, eccetera), ma forse, di più, alla ricerca di quel friccico di innovazione e di glamour che Milano sembra sprizzare da ogni poro.

La città attrae abitanti dalla provincia, ma anche da fuori regione, con una significativa presenza di transfughi dalla Capitale

Anche l’Economist, pochi giorni fa, ha dedicato un articolo a questo «tesoro del Nord Italia», a questa Milano che a un certo punto è uscita dal suo monotono grigiore per cominciare a correre, lasciando indietro (a ridaje) il resto dell’Italia, con la sua produzione industriale che cresce più del doppio del tasso nazionale, con i suoi scintillanti grattacieli (per lo più finanziati da sceicchi del Qatar), con il suo «mix di ricchezza ostentata e glamour», che non si manifesta solo nel centro, ma anche nelle zone gentrificati, come per esempio Porta Genova. Il quartiere, un tempo fatiscente, ora ospita, tra gli altri, gli headquarter di Armani e di Deloitte, oltre al Mudec, il Museo delle Culture col suo ristorante a tre stelle Michelin.

Milano avvolta dallo smog (foto Claudio Furlan – LaPresse). Milano soffocata, però, da uno smog pestilenziale, al punto che il sindaco ecologista Beppe Sala, dopo aver bandito le auto dal 70% dell’area comunale, ha deciso di riesumare il rito delle domeniche a piedi: si comincia il 2 febbraio, in attesa che entri in vigore persino il divieto di fumare all’aperto (e va bene, ma allora si permetta di aprire delle fumerie come quelle di oppio in cui si rifugiava De Niro nel celebre film).

IL BOOM DEL TURISMO E DEGLI EVENTI

Il dato più clamoroso del successo della città è il boom del turismo: quasi 11 milioni di visitatori nel 2019. Una cifra record, che supera di 9,2 punti percentuali le presenze registrate nel 2018, secondo dati forniti dal Comune. E siccome a Milano si è precisi, il numero esatto è 10.861.071 visitatori che hanno soggiornato nella città metropolitana e nella provincia di Monza e Brianza, con un picco di presenze nei mesi di settembre e ottobre. Il dato riferito alla sola città sfiora quota 7,5 milioni (7.463.654, per la precisione). E sappiamo anche chi sono: più uomini che donne, per la maggior parte viaggiatori singoli (dunque probabilmente in città per motivi di lavoro e di studio), circa la metà di età compresa tra i 31 e i 45 anni e con una permanenza media di 10 giorni.

Nel 2020 Milano ha calendario talmente fitto da far prevedere altri boom e altri abnormi afflussi di pubblico

Ma poi è arrivato Natale, e chi si vuole negare uno shopping d’alta classe tra le vie del centro? Il mese di dicembre ha registrato un incremento del 26,9 per cento di presenze rispetto al 2018, pari a quasi 700 mila turisti. Ma Milano non sta certo con le mani in mano e già nei primi giorni di gennaio la città era disseminata di pannelli luminosi con gli appuntamenti per il 2020, un calendario talmente fitto da far prevedere altri boom e altri abnormi afflussi di pubblico.

I Navigli di Milano.Il taglio standard degli eventi è la “week” – fashion week, digital week, art week, design week, photo week, movie week, green week, music week – e poi la city: calcio city, book city e piano city, per non parlare del Salone del Mobile, la madre di tutti gli eventi, che pervade la metropoli in ogni suo anfratto. Ce n’è, insomma, per tutti i gusti e per tutti i mesi dell’anno, anche se forse non per tutte le tasche, vista l’impennata dei costi anche per le stanze di AirBnb, uno dei business più succulenti degli ultimi anni, mentre le agenzie immobiliari arrancano, senza appartamenti da vendere, dato che le case vuote vengono destinate senz’altro agli affitti brevi.

Milano vista dal Duomo.Ma il fermento edilizio si sta già rianimando in vista delle Olimpiadi invernali 2026, con la piattissima Milano a fare da centro di governo per la gestione del mega-evento. Così, la città che molti di noi ricordano grigia e seria negli Anni 70, percorsa da conflittualità politiche aspre, sotto la cappa del terrorismo, che qui uccise o gambizzò senza pietà, quella Milano divenuta poi “da bere”, con le sue discoteche e il Ramazzotti e le modelle per il made in Italy, e poi ripiombata ancora nell’opacità degli Anni 90 e Duemila, ebbene quella Milano è diventata ora quel che si definisce una destination, una località in primo piano nei cataloghi delle agenzie di viaggi di tutto il mondo. Non resta che andarsene. Chi può, lo sta già facendo.
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