Come la Regina delle telenovelas brasiliane è finita con Bolsonaro

Duarte, 72 anni, in carriera ha interpretato i ruoli di prostituta o donna divorziata, parlando anche di orgasmi femminili e aborto. Ora è in un governo della destra evengelica come Segretaria speciale alla Cultura. Giurando: «Sempre stata conservatrice e mai femminista».
Regina di nome, la 72enne Regina Duarte ha appena accettato dal presidente del Brasile Jair Bolsonaro l’incarico di Segretario speciale alla Cultura del governo federale. Ma anche in senso lato: una attrice “regina” per eccellenza delle telenovelas.

SERIE POPOLARI ARRIVATE ANCHE IN ITALIA

Alcune delle più popolari sono arrivate anche in Italia, da quando la nascita della tivù commerciale portò da noi questo genere tipico dell’America Latina. Malu Mulher, trasmessa tra 1979 e 1980, divenne per esempio da noi Malù donna. Guerra dos sexos, del 1983-84, Adamo contro Eva. Vale tudo, del 1988, Senza scrupoli. Chiquinha Gonzaga, del 1999, La scelta di Francisca. Páginas da vida, del 2006-07, Pagine di vita. Le ultime in cui è comparsa sono state A Lei do Amor, del 2016, e le due del 2017 Pega Pega e Tempo de amar. Dal 1965 sono 50 le telenovelas che ha fatto, più 17 film e 13 opere teatrali, oltre a un episodio televisivo e a tre opere teatrali come regista.

CONOSCIUTA COME “LA FIDANZATINA DEL BRASILE”

Voce dolce e occhi marroni, debuttante in teatro a 14 anni, passata per un po’ alla pubblicità prima di diventare famosa in televisione, Regina ha comunque studiato col metodo Stanislavskij – basato sull’immedesimazione -, e a teatro ha fatto anche La bisbetica domata e Romeo e Giulietta di Shakespeare, oltre che La vita è sogno di Calderón de la Barca. In assoluto, la sua ultima interpretazione è stata nel 2018 Eleonora di Aquitania nel Leone d’inverno di James Goldman, in un ruolo che al cinema fu intepretato da Katharine Hepburn. Insomma, è una artista a tutto tondo. Ma per i brasiliani è soprattutto “a Namoradinha do Brasil”, la fidanzatina del Brasile, da quando appunto nel 1971 interpretò la telenovela Minha Doce Namorada: cioè Mia dolce fidanzata.

IN UN GOVERNO A FAVORE DELLA CASTITÀ PRE-MATRIMONIO

Lo stesso anno rifiutò in compenso di fare la versione brasiliana di Hair, per non spogliarsi. Ed è un precedente che forse conta qualcosa nell’offerta fatta da un presidente il cui governo è fortemente condizionato dalla lobby evangelica e ha appena consigliato ai giovani la castità pre-matrimoniale. Anche se nel frattempo Regina ha pure avuto modo di interpretare ruoli di prostituta o di donna divorziata e indipendente, che comunque suscitarono scandalo tra i benpensanti. In particolare all’epoca in cui faceva la sociologa Malù, che parlava di orgasmi femminili e aborto, racconta che molti uomini la fermavano per strada, accusandola di voler «distruggere la famiglia brasiliana». Molta impressione la fece anche il ruolo della vedova Porcina di Roque Santeiro, per il suo linguaggio e il suo abbigliamento volgari.

DA ANNI SI È SCHIERATA A DESTRA

Figlia di un militare «dai valori etici rigidi» e di una pianista «molto religiosa», nata nell’interno dello Stato di San Paolo, Regina comunque negli ultimi anni si era segnalata come sostenitrice della destra. Per esempio facendosi vedere a manifestazioni in cui si chiedeva l’impeachment di Dilma Roussef. In effetti però si è sposata cinque volte: ha tre figli e sei nipoti. Verso la fine del regime militare aveva partecipato alle manifestazioni per chiedere elezioni presidenziali dirette, e in seguito appoggiò sia il presidente centrista Fernando Henrique Cardoso sia il candidato centrista José Serra.

View this post on Instagram – Tivemos uma excelente conversa sobre o futuro da cultura no Brasil. Iniciamos um “noivado” que possivelmente trará frutos ao país. A post shared by Jair M. Bolsonaro (@jairmessiasbolsonaro) on Jan 20, 2020 at 10:21am PSTMINISTERO DELLA CULTURA SOPPRESSO

«Sì, ho accettato. Adesso mancano solo le pubblicazioni prima del matrimonio», ha detto ai giornalisti dopo essere uscita da un incontro con Bolsonaro al palazzo presidenziale di Planalto. Da ricordare che Bolsonaro ha soppresso il ministero della Cultura, tra i cui titolari nel periodo della sua esistenza (1985-2017) c’erano stati per esempio l’economista Celso Furtado, il cantautore Gilberto Gil e la drammaturga Ana Buarque de Hollanda (figlia dello storico Sérgio e sorella del cantautore Chico). Le competenze sono state trasferita a una “Segreteria speciale” all’interno del ministero del Turismo. E dal primo gennaio 2019 nella carica si sono già avvincendati in sei. Il drammaturgo Roberto Alvim, fautore di una “crociata culturale” contro le influenze della sinistra, era stato destituito il 17 gennaio dopo aver girato un video istituzionale in cui parafrasava Goebbels, gerarca nazista e ministro della Propaganda nel Terzo Reich, oltretutto su un sottofondo di musica wagneriana.

«BOLSONARO È UN UOMO ANNI 50 TIPO MIO PADRE»

Bolsonaro dice che Regina Duarte potrà scegliere i suoi collaboratori con la massima libertà: «Per me sarebbe eccezionale. Ha la opportunità di mostrare come è veramente la cultura in Brasile. Ha l’esperienza». Prima di insediarsi Regina dovrà sospendere il suo contratto con Tv Globo. Adesso dice di essere sempre stata conservatrice e di non essere mai stata femminista: neanche quando interpretava Malù. Sui social ha promesso che lavorerà per “pacificare” il mondo degli artisti, spesso attaccato dagli elementi più radicali del governo. Però su Instagram ha attaccato l’influenza del «marxismo culturale». Su Bolsonaro testimonia nelle interviste che di persona «è un tipo dolce, un uomo Anni 50 tipo mio padre. Fa scherzi omofobici, ma sono solo parole».
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