Latitante “artista” arrestato dopo aver dato un esame all’Accademia di Brera

Da circa un anno era latitante in Albania, ma la passione per l’arte e lo studio lo hanno portato a Milano a svolgere un esame all’Accademia di Brera dove era iscritto, l’ultimo prima della laurea biennale. Qani Kelolli, originario di Berat, è riuscito a farsi segnare sul libretto un buon 24 in anatomia artistica, ma, stando a quanto appreso dall’AGI, i poliziotti del commissario Centro di Milano lo hanno arrestato giovedì scorso nella celebre scuola di belle arti perché trovato in possesso di un falso passaporto greco e per resistenza, dal momento che aveva cercato di seminare gli agenti dentro la scuola.
Quando l’hanno bloccato, così ha raccontato al suo avvocato Simone Gatto che lo segue nelle sue disavventure giudiziarie da una quindicina d’anni, era a mangiarsi un panino con un docente e ha riferito che era la terza volta che veniva a sostenere un esame durante la latitanza, sempre col suo nome vero, mentre con quello falso riusciva a introdursi e a girare nel nostro Paese.
La sua vita è stato un continuo dentro e fuori dal carcere, sempre per reati legati allo spaccio di droga. A Bollate aveva conosciuto la passione per l’arte, poi coltivata durante l’affidamento in prova. Ha anche scritto un libro di discreto successo, ‘Nato per arrivare lontano’, ed è finito anche in tv per raccontare la sua storia di ‘riabilitazione’ attraverso l’arte.
L’ultima fuga un anno fa, quando è evaso dai domiciliari dopo avere patteggiato una pena sempre per reati di droga commessi mentre era in affidamento. “Qani ha sempre amato l’arte, è un uomo molto brillante – dice il suo legale – lui ha fatto di tutto per reinserirsi ma la nostra società non gli ha dato molte possibilità di farlo. Non è facile se non hai un permesso soggiorno. Sapeva che, a fine pena sarebbe stata espulso, e questa certezza lo ha portato alla fuga”.
L’uomo, 46 anni, era ricercato da più di un anno in quanto destinatario di un ordine di arresto. Doveva espiare la pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione a seguito di diverse condanne per la violazione della legge sugli stupefacenti. Durante le fasi dell’arresto, fa sapere la polizia, il ricercato ha assunto un atteggiamento violento nei confronti degli agenti, tentando piu’ volte di dimenarsi e scalciare. Dalla colluttazione un poliziotto ha riportato uno “stiramento del bicipite femorale alla coscia destra”, con prognosi di 20 giorni. 

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