Le 17 ore di follia del soldato thailandese che ha ucciso 26 persone

È durata 17 ore la follia di un soldato 36enne thailandese che si era barricato in un centro commerciale nella città di Nakhon Ratchasima, nella Thailandia orientale, sparando sulla folla, dopo aver ucciso un suo superiore e alcuni compagni.
Il bilancio finale è di 26 morti, tra cui un 13enne, e 57 feriti, di cui otto in modo grave. A porre fine a quella che il premier del Paese, Prayut Chan-O-Cha, ha definito “una strage senza precedenti”, sono state le forze speciali con un questo che si è concluso con l’uccisione del responsabile, identificato in Jakrapanth Thomma. Secondo la prima ricostruzione, alla base del gesto ci sarebbero “motivi personali legati all’acquisto di alcune proprietà immobili” ma le indagini sono ancora in corso.
L’attacco è cominciato nella base militare della città, una delle più grandi del Paese, dove il 36enne era in servizio con il grado di sergente. Dopo aver ucciso almeno un suo superiore e sparato ad alcuni compagni, ha rubato una mitragliatrice M60, un fucile d’assalto e diverse munizioni. Le ha caricate su un mezzo militare e si e’ diretto verso il centro commerciale Terminal 21, affollato per lo shopping del sabato pomeriggio, dove si e’ poi barricato.
Le ‘teste di cuoio’ dell’esercito hanno circondato il mall. Le strade circostanti sono state bloccate le strade circostanti ed è stato creato un perimetro di sicurezza di due chilometri attorno all’area per impedire che l’uomo possa sfuggire. La polizia ha portato sul posto anche la madre dell’assalitore nel tentativo di convincerlo a consegnarsi.
Thomma, che sembrava agire a sangue freddo, ha pubblicato sul suo profilo Facebook, poi bloccato, alcune fotografie e commenti sull’assalto in corso. Ad un certo punto ha scritto: “La morte e’ inevitabile per tutti” e pubblicato una foto della sua mano con una pistola.
Poco prima che l’account venisse disattivato, ha pubblicato: “Dovrei rinunciare?”. Ha poi ironizzato sul fatto di aver sparato per lungo tempo: “Mi fa male il dito a forza di premere il grilletto”, ha scritto. Dopo un pesante scambiato a fuoco, il sergente è stato ucciso all’alba al piano terra dove si era rinchiuso con alcuni ostaggi. 

CategorieSenza categoria