Coronavirus, nuovo incubo: famiglia di Taiwan ha girato l’Italia ed era già infetti

Coronavirus Taiwan: coppia di turisti positivi al test dopo vacanza in Italia (nella foto d’archivio Ansa, lo Spallanzani di Roma)
ROMA – Tre turisti di Taiwan (una coppia e il loro figlio) hanno viaggiato per l’Italia ed erano contagiati da Coronavirus. Ma non lo sapevano. E ora si cerca di ricostruire il loro tragitto nel nostro Paese, per capire con chi possono essere entrati in contatto. La famiglia è tornata a Taiwan, il luogo di cui è originaria, e attualmente è in ospedale dopo essere stata risultata positiva ai test del virus.
I tre, marito e moglie di 50 anni e figlio di 20, sono sicuramente stati a Roma, ma hanno toccato anche altre città italiane. L’unica cosa certa al momento è che sono arrivati in Italia il 22 gennaio e sono rientrati a Taiwan l’1 febbraio, via Hong Kong. E proprio nel volo da Hong Kong potrebbero essere stati contagiati, visto che si trovavano in un luogo angusto, a contatto con altri cinesi (mentre i rapporti tra Cina e Taiwan non sono buoni, e dunque i contatti diretti appaiono improbabili). Ora sono in quarantena.
Il rientro a Taiwan e la scoperta del Coronavirus.
Dopo il viaggio in Italia la coppia ha manifestato i classici sintomi del Coronavirus: in primis la febbre e poi problemi respiratori. Successivamente i due si sono rivolti ai medici e i test cui sono stati sottoposti hanno dimostrato che erano positivi al nuovo coronavirus. Poco dopo anche il figlio ha mostrato sintomi di malattia.
Il ministro della Salute, Chen Shih-chung, ha dato la colpa all’aereo preso a Hong Kong: “Dopo esserci consultati con gli esperti, siamo giunti alla conclusione che il luogo più probabile in cui è avvenuta l’infezione è a bordo dell’aereo da Hong Kong all’Europa, dove la coppia si trovava in uno spazio limitato”. 
La famiglia di Taiwan è stata anche in Toscana.
La famiglia di Taiwan è stata a Firenze, soggiornando in una struttura ricettiva del centro, dal 26 al 29 gennaio scorsi. Durante il soggiorno la famiglia è stata anche a Pisa e Siena. La Regione Toscana assicura il continuo raccordo con le autorità sanitarie nazionali e con le Aziende Sanitarie regionali. In caso di febbre alta, considerato il periodo dell’anno caratterizzato da un normale picco di casi influenzali, la Regione consiglia di restare in contatto con i medici di base e di non intasare i Pronto Soccorso. 
La Regione Toscana, appena allertata da ministero, ha attivato la Asl che, a sua volta, ha inviato gli operatori presso la struttura ricettiva dove hanno soggiornato, nel centro di Firenze, per i controlli del caso al personale della reception entrato in contatto con i turisti. A circa 10 giorni di distanza dalla partenza i controlli hanno dato esito negativo.
Governo italiano: “Messe in atto tutte le procedure del caso”.
Sono state messe in atto “tutte le procedure per questi casi con il tracciamento di tutti ‘i contatti stretti e continuativi’. Siamo abbastanza tranquilli perché sta per scadere il periodo dei 14 giorni da quando sono passati per la Toscana e per il Lazio”. Lo precisa il ministero della Salute in merito alla coppia di Taiwan – la cui storia è stata anticipata su alcuni quotidiani – ripartita il 31 gennaio dall’Italia e trovata positiva al coronavirus al ritorno in patria, insieme al figlio, anche lui ricoverato a Taiwan.
Il precedente della coppia cinese ricoverata allo Spallanzani.
Il caso della coppia di Taiwan ricorda quello della coppia di cinesi attualmente ricoverata allo Spallanzani. I due sono stati portati in ospedale durante la loro vacanza a Roma e sono risultati positivi ai test. Successivamente sono stati sottoposte a test altre persone che erano venute a contatto con i due: ad esempio un operaio che lavorava all’Hotel Palatino (dove i due soggiornavano al momento del ricovero) e una dipendente di un albergo di Verona in cui la coppia era stata qualche giorno prima. (Fonte Il Messaggero).

CategorieSenza categoria