Alice e il sindaco, l’antidoto al populismo social

Nicolas Pariser racconta l’amicizia di un socialista navigato, a corto di idee, e una giovane filosofa chiamata per aiutarlo. Il confronto tra questi due mondi apparentemente incompatibili fa riflettere sull’essenza della vera politica.
La politica, gli ideali, la filosofia. E l’amicizia inattesa tra due persone diversissime: per carattere, visioni della vita e soprattutto per età.

Il regista Nicolas Pariser, nel suo Alice e il Sindaco, racconta l’incontro di un vecchio politico, il sindaco di Lione Paul Théraneau (Fabrice Luchini), un socialista che pensa a una candidatura presidenziale, e la giovane filosofa di ritorno da Oxford Alice Heimann (Anaïs Demoustier) chiamata per aiutare il primo cittadino che dopo 30 anni di lavoro, passione e impegno, pare aver perso le idee.

Il film segue con delicatezza l’avvicinamento di due mondi apparentemente incompatibili, soprattutto in un’epoca in cui il confronto, che dovrebbe essere la base di ogni sana politica, è quasi scomparso, sostituito dalle grida e dagli annunci sui social. Il risultato è un film a tratti idealista, ma con dialoghi ben costruiti. Ottimi i due protagonisti.

Regia: Nicolas Pariser; genere: commedia (Francia, 2019); attori: Fabrice Luchini, Anaïs Demoustier, Nora Hamzawi, Léonie Simaga, Antoine Reinartz.

PILLOLE DI ALICE E IL SINDACO

TI PIACERÀ SE: ami i film riflessivi, basati sui dialoghi e che dipingono un affresco del nostro tempo.

LO DEVI EVITARE SE: Ti annoi facilmente e sei dipendente dall’azione e dai colpi di scena.

CON CHI VEDERLO: con chi continua a ripetere: «I politici sono tutti uguali».

LA SCENA MEMORABILE: Il primo incontro tra Alice e il sindaco.

LA FRASE CULT: «Mi sono svegliato una mattina e non avevo più idee».

Alice e il sindaco è uscito nelle sale il 6 febbraio. DA ROHMER A MUSIL E SORKIN: LE FONTI DI ISPIRAZIONE

Tra le fonti di ispirazione alla base di Alice e il sindaco c’è il cinema di Éric Rohmer, di cui il regista ha seguito i corsi alla Sorbonne, e il libro L’uomo senza qualità di Robert Musil, che considera una lettura fondamentale. Pariser ha inoltre raccontato di aver parlato a lungo con Luchini dei lungometraggi di Sacha Guitry. A ispirare il regista anche la serie The West Wing di Aaron Sorkin.

L’ALLERGIA AL DIGITALE

Alice e il sindaco è stato girato in 35 mm perché Nicolas Pariser non ama il digitale. «Siamo ancora in un’epoca in cui la memoria dei film che abbiamo amato è fatta di film girati su pellicola», ha spiegato. «Non penso che si possa passare così dal nitrato d’argento al digitale senza riflettere su quello che facciamo e senza considerare la perdita immensa che comporta».

Fabrice Luchini, Anaïs Demoustier. DEMOUSTIER CONQUISTATA DALLA SCENEGGIATURA

Anaïs Demoustier ha detto di aver accettato il film perché colpita dalla sceneggiatura focalizzata sull’incontro di due solitudini e sulla politica senza però essere ideologica.

LA SCELTA DI LIONE

Il regista ha deciso di ambientare la storia a Lione per evitare Parigi e altri centri del Sud della Francia caratterizzate da accenti riconoscibili. Tra le opzioni a disposizione di Pariser c’erano anche Nantes, Strasburgo o Bordeaux. Lione, però, è sembrata perfetta perché è la seconda città più grande della Francia e gli ricordava un po’ l’atmosfera di Vienna, al centro del romanzo di Robert Musil che ha in parte ispirato il film.
Leggi tutte le notizie di Ultima ora su Google News oppure sul nostro sito Ultima ora.it

CategorieSenza categoria