Dalle Sardine a Elly Schlein: la galassia a sinistra del Pd

Zingaretti pensa a un partito aperto e dialogante. Una sfida difficile, viste le tante – e diverse – anime che popolano l’area. Lo scenario.
Un campo largo, aperto, capace di includere varie forze di sinistra. Il progetto di Nicola Zingaretti, da segretario del Partito democratico, è quello di riuscire a mettere insieme nuove energie per il centrosinistra. Ma la missione non si annuncia facile, anzi.

Anche perché, guardando al centro, e agli ex, al momento c’è il deserto. I rapporti con Italia viva sono altalenanti. In occasione della prima Assemblea nazionale, Matteo Renzi ha confermato «l’appoggio totale» al governo Conte. Però ha posto paletti chiari: nessuna alleanza elettorale con il M5s e stop alla narrazione che vuole Giuseppe Conte leader del fronte progressista. Con buona pace di Zingaretti.

Non vanno certo meglio i rapporti con Azione di Carlo Calenda e Matteo Richetti, il cui obiettivo è costruire un terzo polo. Per ora l’ex ministro guarda a +Europa, ma anche ai moderati di centrodestra (leggi Mara Carfagna) e anime dem “riformiste” come Giorgio Gori.

L’ARCIPELAGO DELLA SINISTRA

A sinistra del Pd c’è un vasto arcipelago di partiti e movimenti, con diverse articolazioni. Per molti una vera diaspora. Il mito “dell’unità della sinistra”, dunque, sembra lontano. Del resto in Emilia-Romagna, dove la sinistra è apparsa unita, si contavano sei liste a supporto di Stefano Bonaccini, più altre tre di sinistra radicale in corsa contro il presidente della Regione. Dai bersaniani di Articolo 1 alla galassia comunista, insomma, la rassegna di forze politiche è ricca. A cominciare dai protagonisti delle ultime settimane: le Sardine.

Mattia Santori, leader delle Sardine (LaPresse).SARDINE IN MARE APERTO

Sono l’unica novità politica. Le Sardine hanno riportato migliaia di persone in piazza, alimentando un nuovo ottimismo tra gli elettori di centrosinistra. Le manifestazioni anti-Salvini di Bologna, replicate in tutta Italia, sono un esempio del successo che hanno ottenuto. Il loro contributo è stato decisivo per la vittoria del centrosinistra in Emilia-Romagna. Il volto mediatico è Mattia Santori, fondatore con Roberto Morotti, Andrea Garreffa e Giulia Trappoloni. Il futuro? Chissà.

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Le Sardine dicono di non voler fare un partito, ma sono pronti a condizionare l’agenda politica a sinistra. E chiedono un cambio di passo al governo, partendo da un incontro con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Faccia a faccia ribadito anche dopo l’«ingenuità» dell’incontro con la famiglia Benetton. («La foto con Benetton?», ha ammesso Santori al Corriere della Sera. «È stata un’ingenuità perché ha offerto un assist a tutti quelli che non vedevano l’ora di screditarci. È stato un errore, prima o poi doveva capitare. Ma anche chi ci apprezza deve capire che non siamo infallibili»). Un’ingenuità che però aveva provocato un piccolo terremoto nel gruppo: Stephen Ogongo, finora indicato come portavoce romano del movimento, aveva preso le distanze dai leader bolognesi, annunciando una posizione autonoma. Poco dopo il passo indietro. Ogongo si sarebbe mosso all’insaputa del gruppo. «L’attacco ai ragazzi di Bologna per la foto», hanno scritto le Sardine romane in un comunicato, «è una strumentalizzazione per scopi personali».

ELLY SCHLEIN E LE INDIPENDENTI PER UNA CASA COMUNE

Il buon risultato personale di Elly Schlein alle elezioni in Emilia-Romagna ha rilanciato l’idea di una “casa comune” di ecologisti e progressisti. L’ex eurodeputata e neo-consigliera regionale ha detto di volersi impegnare su questo progetto, in una posizione di dialogo con tutti.

Elly Schlein (Ansa). Ma, al momento, senza una diretta appartenenza politica: con la lista Coraggiosa è stato già fatto un sforzo in questa direzione. Anche Anna Falcone, candidata (non eletta) con Liberi e uguali alle ultime elezioni, è annoverabile tra le “indipendenti”.

ARTICOLO 1 DI BERSANI E D’ALEMA

Articolo 1 è il partito che più viene identificato con il gruppo parlamentare di Liberi e uguali. Nato nel 2017, con la fuoriuscita dal Pd della Ditta di Pier Luigi Bersani, Articolo 1 ha oggi nel ministro della Salute, Roberto Speranza, il suo principale esponente nell’esecutivo.

Pier Luigi Bersani (Ansa). Nella compagine governativa può contare anche sulla sottosegretaria all’Economia, Maria Cecilia Guerra, altra bersaniana di ferro. Un ruolo di primo piano è occupato inoltre da Federico Fornaro, capogruppo di LeU alla Camera. Il progetto è identificato, poi, con un altro leader storico della sinistra: Massimo D’Alema.

SINISTRA ITALIANA VERSO IL CONGRESSO

Gli eredi della vendoliana Sinistra ecologia e libertà (Sel) sono confluiti a inizio 2017 in Sinistra italiana (Si), che conta su alcuni parlamentari nei gruppi di LeU, tra cui i deputati Nicola Fratoianni ed Erasmo Palazzotto (di recente nominato presidente della commissione d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni). L’unico rappresentante nella squadra di governo è il sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro. Ma quali sono le prospettive? Fratoianni ha rassegnato le dimissioni da segretario a giugno 2019, dopo il risultato negativo alle Europee, quando il partito è stato il motore della (deludente) lista La Sinistra. Nelle prossime settimane ci sarà il percorso congressuale per indicare la guida e dettare la linea.

VOLT E LO SGUARDO ALL’EUROPA

Nella galassia di centrosinistra orbita anche Volt, il cosiddetto partito dei millenials. Anima pan-europea, progressista ed ecologista è stato fondato nel 2017 dal bocconiano Andrea Venzon.

Bonelli dei Verdi italiani.I SEMPRE VERDI

In tema di ambientalismo, ci sono i rappresentanti storici di quella cultura politica: i Verdi. Dopo l’era di Alfonso Pecoraro Scanio, con ruoli di primo piano al governo, il “Sole che ride” ha nell’ex parlamentare Angelo Bonelli il suo leader storico. I due portavoce nazionale sono Elena Grandi e Matteo Badiali. La loro posizione è quella di dialogo con tutti, e la costruzione di alleanze elettorali con vari partiti come è già successo, ma sempre preservando l’identità della federazione dei Verdi.

POSSIBILE E GLI AMBIENTALISTI

Possibile è stato fondato nel 2015 da Pippo Civati, dopo il suo abbandono del Pd, ed è attualmente guidato dall’ex deputata Beatrice Brignone. Civati ha lasciato la guida del partito dopo le Politiche del 2018 in seguito al risultato deludente di LeU.

Giuseppe Civati fondatore di Possibile. Alle ultime Europee, Possibile si è presentato nelle liste di Europa Verde, rilanciando il suo impegno ambientalista. Alle elezioni in Emilia-Romagna ha candidato Ilaria Bonaccorsi nella lista di Bonaccini presidente.

ÈVIVA COSTOLA DI LEU

I parlamentari di LeU, Francesco Laforgia e Luca Pastorino, hanno raccolto le istanze degli “autoconvocati” di LeU, quegli elettori e militanti che avrebbero voluto la nascita di un partito di Liberi e uguali subito dopo il voto del 2018. Così è nato il movimento èViva con lo scopo di riprendere il discorso iniziale di LeU, quello di un soggetto unico e autonomo dal Pd.

L’ECO DI FIORAMONTI

L’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, sta lavorando al progetto Eco, con un imprinting ecologista. La prima mossa, attesa nelle prossime settimane, dovrebbe essere la costituzione di un gruppo parlamentare alla Camera, coinvolgendo i delusi dal Movimento 5 stelle e cercando di attrarre anche altri deputati, non per forza ex grillini. Da qui potrebbe prendere il via il discorso di un partito.

Lorenzo Fioramonti. GREEN ITALIA DI MURONI

Il movimento di Green Italia vede tra i fondatori l’ex presidente di Legambiente e attuale deputata di LeU, Rossella Muroni. L’obiettivo è quello di dare impulso all’impegno ambientalista in politica. I due portavoce sono Annalisa Corrado, già candidata capolista nel Centro Italia alle ultime Europee con Europa Verde, e Carmine Maturo. Nel gruppo dirigente figurano, inoltre, gli ex parlamentari Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.

DIEM25, PICCOLI VAROUFAKIS CRESCONO

Diem25 è l’organizzazione transnazionale lanciata dall’ex ministro greco, Yanis Varoufakis. Tuttavia, alle Europee il movimento ha preferito non presentarsi in alcuna lista, lasciando libertà di scelta. Alle ultime Regionali, invece, il gruppo dirigente ha preso parte alla formazione della lista Coraggiosa in Emilia-Romagna.

FASSINA E I SOVRANISTI DI SINISTRA

I sovranisti di sinistra hanno fondato Patria e Costituzione, con posizioni fortemente critiche nei confronti dell’Unione europea. Il deputato di LeU Stefano Fassina è l’anima dell’associazione, che punta alla rinascita di una «sinistra di popolo».

Stefano Fassina. POTERE AL POPOLO

Dopo il discreto risultato (sopra l’1%) delle Politiche, la sinistra radicale di Potere al popolo (Pap) non è riuscita più ad avere performance simili. La portavoce Viola Carofalo ha ricevuto una grande attenzione mediatica nei mesi successivi al voto del marzo 2018, ma Pap ha pagato divisioni e fuoriuscite. Nel loro dna c’è il rifiuto delle politiche neoliberiste e il secco “no” a qualsiasi alleanza con partiti “di sistema”, ossia chi non si batte contro il capitalismo.

NOSTALGIA COMUNISTA

Nell’ampio arcipelago della sinistra, c’è una galassia a parte: i partiti che si richiamano ai valori del comunismo. Il più noto è Rifondazione comunista, ormai lontano dai tempi delle percentuali di consenso che lo avevano portato al governo. Il segretario attuale è Maurizio Acerbo, che lo scorso anno alle Europee ha portato il Prc nella lista La Sinistra. All’attenzione delle cronache è balzato, sempre alle Europee 2019, il Partito comunista guidato dall’ex deputato Marco Rizzo, che ha sfiorato l’1%. Ma in quest’area c’è pure il Partito comunista italiano, nato nel 2016, con Mauro Alboresi come segretario. In attività risulta inoltre il Partito comunista dei lavoratori di Marco Ferrando, ex esponente di minoranza di Rifondazione comunista. E infine c’è Lotta comunista, noto per la rivista che talvolta viene distribuita in strada dai militanti.  
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