Sanremo fa i picchi di ascolto quando nessuno canta

Fiorello che accoglie Amadeus con la parrucca bionda alla Maria De Filippi (15 milioni e 367 mila spettatori) alle 21 e 45 della serata finale, Fiorello che canta una rivisitazione degregoriana di “Montagne verdi” nella quarta serata, il dream team femminile di cantanti che annuncia il concerto antiviolenza sulla donne nella terza, ancora Fiorello che canta “La canzone di Sanremo” nella seconda serata e, andando a ritroso, il boom di ascolti a inizio della gara, con Amadeus che annuncia Irene Grandi, nella prima serata.
Al Festival Fiorello ha vinto tre serate su cinque, un po’ come in un un match di un grande slam tennistico, risultato che vale anche di più se si considerano le sue vittorie di share, come quella della quarta serata, alle 23,48, con l’interpretazione di “Quando quando quando” dove, cantando e ballando diretto dal papà  del brano Tony Renis, ha registrato il 61,8 per cento di share. 
La lettura dei dati Auditel del Festival, forniti all’Agi da Francesco Siliato, partner dello Studio Frasi, dice che l’assopigliatutto dei picchi di ascolto è stato, con buona pace di Tiziano Ferro, lo showman siciliano. Negli ascolti medi (relativi al numero assoluto di spettatori, e pure nello share (il dato che indica la percentuale di quelli che, tra quelli davanti alla tv, erano sintonizzati su Sanremo).
Nella finale che, come ha commentato Fiorello “ha fatto il botto” ( con 11,4 milioni di spettatori e  il 60,6 per cento di share) altri momenti importanti di ascolto sono stati registrati alle 22,14, quelli dei 14,553 milioni di spettatori per la presentazione della classifica provvisoria della gara e alle 22.53, i 14,7 milioni per Diletta Leotta che  avvertiva Amadeus della sconfitta della Juve a Verona.
Non che i cantanti se la siano cavati male in termini di ascolti (Irene Grandi è stata poco sotto il picco della coppia Amadeus-Fiorello, con 15.294.000 spettatori, Pelù ne ha incollati davanti alla tv 14 milioni e 320 mila, più del vincitore Diodato, con 14.291.000 spettatori) nella finale di Sanremo che, fa notare Siliato, per la prima volta nella storia ha registrato, sul versante dello share, il predominio della fascia giovanile: i 20-24enni, con il 59 per cento (significa che tra tutti i giovani davanti alla tv quasi 6 su 10 guardavano il Festival) hanno superato gli over 65, tradizionalmente zoccolo duro di Raiuno (57,50 per cento il loro share).
Ma, esaminando l’andamento delle cinque serate, è innegabile che l’asticella degli ascolti penda più verso l’intrattenimento che dalle parti della gara. Nella prima sera il picco di share l’hanno registrato a mezzanotte e 27 minuti, Amadeus e Emma quando uscivano dall’Ariston per raggiungere il palco in piazza Colombo e se la sono cavati molto bene anche Rula Jabreal con il suo monologo contro la violenza sulle donne (58,8 per cento di share) e il cast del nuovo film di Muccino (il 55 per cento di share). Nella seconda serata, il 5 febbraio, sul picco assoluto (15,8 milioni di spettatori) ha  messo il cappello Fiorello, con la sua gag dell’acqua minerale e della “Canzone di Sanremo”. È andata bene anche la presenza sul palco del numero uno del tennis mondiale Djokovic (14,3 milioni di spettatori) e la toccante storia  del  rapper malato di Sla Paolo Palumbo (58,7 per cento di share). In gara in pochi si sono persi la prima esibizione della regina del twerking Elettra Lamborghini  (14,3 milioni) ma il picco di share se l’è portato a casa la reunion (e il medley) dei Ricchi e Poveri, con il 62,3 per cento registrato  alle 23.53.
La terza serata, il 6 febbraio quella del giovedì di riposo di Fiorello,  il picco di ascolti  è stato registrato a quota 15,5 milioni,  alle 21.33 con le cantanti che stanno preparando per settembre al Campovolo il concerto antiviolenza sulle donne  “Una, nessuna centomila”, poco sopra all’esibizione di Mika (15 milioni 494 mila spettatori).
Ma, anche grazie alla formula dei duetti, sono risaliti i cantanti: sono piaciuti, con 15,5 milioni di spettatori anche  Raphael Gualazzi e Simona Molinari, e a notte fonda, quando mancavano 10 minuti all’una Tosca e Silvia Perez Cruz con la loro sofisticata versione di  “Piazza grande”. Ma lo scettro dello share (forse perché siamo nei pressi di San Valentino) se l’è aggiudicato il bacio tra Ronaldo e la sua Georgina alle 23,56 con il 60,86, più del 60 per cento registrato dall’esibizione di Roberto Benigni partito con 14,5 milioni al suo arrivo e rimasto con 12,1 alla fine del suo monologo erotico-amoroso sul Cantico dei cantici, in stile chat Whatsapp, “lo spettatore ha abbandonato il gruppo”.
Il 7 febbraio, quarta serata, Fiorello ha avuto il picco di ascolti quando con la testa di coniglio stile “Cantante mascherato” sotto braccio, alle 21 e 47 ha incollato al video 15 milioni e 352 persone e bissando la vittoria nella gara dello share con “Quando quando quando”, alle 23,48.  Il suo bacio della pace con Tiziano Ferro, seguito a una giornata tesissima rimbalzata su giornali e web  ha attratto invece, 14 milioni e 150 mila persone.

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