Vito Gamberale scende in campo per prendersi Aspi

L’ex amministratore delegato di Autostrade Spa ha messo nel mirino la quota che Atlantia è pronta a vendere. Un’operazione che affronterebbe attraverso due fondi infrastrutturali da 700 milioni che presto saranno lanciati sul mercato.
Vito Gamberale ha lasciato Autostrade per l’Italia 14 anni fa, dopo che già nel 2005 si era ritirato in Autostrade Spa (poi diventata Atlantia) passando la mano a Giovanni Castellucci. Se ne era andato in polemica dopo che i Benetton, sospinti da Castellucci, avevano approvato il progetto di fusione con la società spagnola Abertis, un’operazione da lui assolutamente non condivisa.

Si era portato a casa una bella liquidazione – 12 milioni di euro, che si aggiungevano ai 9 miliardi di lire lordi che aveva preso dalla Telecom – e subito dopo gli era stata offerta la tolda di comando di un investitore nelle infrastrutture di prim’ordine come F2i, ma Aspi gli è sempre rimasta dolorosamente di traverso come una lisca di pesce in gola.

Sarà dunque per questo fattore psicologico, oltre che l’interesse per il business, che ha spinto l’ormai 76enne manager molisano a cercare di tornare “sul luogo del delitto”. È da quando è caduto il ponte Morandi e con esso è precipitata la carriera di Castellucci, suo acerrimo nemico, che Gamberale ha posato gli occhi su Autostrade. Ma non per tornare come manager – l’età non glielo consente – bensì come padrone.

GAMBERALE POTREBBE AVERE L’ENDORSEMENT DI MION

Nei giorni scorsi, infatti, Gamberale e Mauro Maia, suo ex collega in F2i e suo uomo fidato in Sea, hanno stretto un accordo – per il tramite del loro veicolo Iter Capital –  advisor in esclusiva di Pramerica Sgr (partnership industriale  tra Ubi Banca 65% e Pramerica Financial 35%), per il lancio di due nuovi fondi chiusi che investiranno in infrastrutture, sia tradizionali, sia su quelle indirizzate a soddisfare le nuove esigenze sociali. E a quanto si dice negli ambienti finanziari e ai piani alti del ministero delle Infrastrutture, nel mirino ci sarebbe Aspi, o meglio la quota che Atlantia deciderà di mettere sul mercato.

La sede di Autostrade per l’Italia (foto Valerio Portelli/LaPresse).Ma i Benetton vorranno rimettere in pista il loro vecchio manager, di cui a un certo punto decisero di non fidarsi più? Qualcuno giura che non succederà mai, altri pensano che se a decidere sarà Gianni Mion, che tra Gamberale e Castellucci è sempre stato più per il primo che per il secondo, qualche chance il vecchio Vito ce l’ha. Di sicuro, intanto, si rimette in pista. E a giudicare dalle molte telefonate che sta facendo, pare davvero determinato.

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