Come il contagio all’estero può essere la punta dell’iceberg del coronavirus

Allarme dell’Oms: «Casi preoccupanti di diffusione tra persone che non hanno fatto viaggi in Cina». I morti nel Paese epicentro dell’epidemia salgono a 908. E Pechino avverte l’Italia: «No a misure eccessive».
Adesso che ha superato i confini della Cina, il contagio preoccupa. E anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato l’allarme: il coronavirus è stato trasmesso tra persone che non sono state di recente a Wuhan, epicentro dell’epidemia. Ecco perché, secondo il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, gli ammalati all’estero potrebbero essere «la punta dell’iceberg», mettendo in guardia con un tweet: «Ci sono stati alcuni casi preoccupanti sulla diffusione del 2019nCoV da persone che non hanno fatto viaggi in Cina».

MISSIONE DI ESPERTI INTERNAZIONALI IN CINA

Di certo la comunità scientifica non sta a guardare: una «missione di esperti internazionali» è partita per la Cina per aiutare il coordinamento della risposta al virus. Nel Paese sono saliti a 27 gli stranieri risultati positivi al contagio, nel conteggio fatto dalle autorità locali alle 8 (l’1 in Italia) del 10 febbraio. I dati sono stati riferiti dal portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang nel briefing online con i media, secondo cui tre sono stati ricoverati e dimessi, due sono morti (un cittadino americano e uno giapponese) e 22 sono i casi di trattamento in isolamento.

PECHINO PROVA A FRENARE ROMA

Il portavoce ha anche risposto a una domanda su possibili incomprensioni tra Italia e Cina sulla chiusura dei voli diretti decisa da Roma: «Speriamo che l’Italia possa valutare la situazione in modo obiettivo, razionale e basato sulla scienza, rispettare le raccomandazioni autorevoli e professionali dell’Oms e astenersi dall’adottare misure eccessive».

ANCHE IL PRESIDENTE XI CON LA MASCHERINA

Il presidente cinese Xi Jinping, con indosso la mascherina protettiva, nel frattempo si è sottoposto per la prima volta in pubblico alla misurazione della temperatura corporea: è accaduto in un’ispezione a un centro di prevenzione e controllo nella comunità di Anhuali, nel distretto di Chaoyang, a Pechino. Xi, ha riferito la Xinhua, «ha chiesto informazioni su prevenzione e controllo dell’epidemia al suo livello primario e necessità relative alle forniture primarie». In base a un breve video e alle foto diffuse, il presidente si è poi intrattenuto e ha salutato alcuni lavoratori della comunità.

President Xi Jinping on Mon inspected the Beijing Ditan Hospital, a designated institution treating the novel coronavirus pneumonia and the center for disease control and prevention of Chaoyang District https://t.co/NpyMjELp0c pic.twitter.com/DvkD3FLkfz— People’s Daily, China (@PDChina) February 10, 2020I BAMBINI ALLO SPALLANZANI SONO SENZA FEBBRE

In Italia lo Spallanzani ha comunicato che «i bambini provenienti dalla Città Militare della Cecchignola sono senza febbre e in buone condizioni generali. Il primo test è risultato negativo per la ricerca del nuovo coronavirus». Dunque «nella eventualità di una seconda negatività, nel pomeriggio del 10 febbraio, il nucleo familiare, unitamente alla donna, sempre proveniente dalla Città Militare e negativa al doppio test, farà ritorno alla Cecchignola. Il trasferimento avverrà con un mezzo dell’Ares 118 e d’intesa con l’Autorità sanitaria militare».

TRA I CINESI OLTRE 40 MILA INFEZIONI

In Cina il bilancio si è aggiornato: sono 908 i morti per coronavirus e oltre 40 mila le persone contagiate dall’inizio dell’epidemia. Lo ha riferito la National Health Commission, l’organo responsabile per i servizi igienico-sanitari e la salute nel Paese. Il numero di infezioni è di 40.171, con oltre 3 mila nuovi casi segnalati. Nel suo bollettino quotidiano, la commissione ha affermato che ci sono stati 97 nuovi decessi per virus: 91 nella provincia di Hubei, la più colpita.

IL REGNO UNITO: «MINACCIA SERIA E IMMINENTE»

Il dipartimento della Sanità britannica ha annunciato che il coronavirus è «una minaccia seria e imminente per la salute pubblica». Nel Regno Unito ci sono in tutto otto persone contagiate, mentre altri cinque britannici sono ricoverati in Alta Savoia dove si trovavano in vacanza e sono stati infettati dal virus cinese a causa di contatti con un altro turista che l’aveva contratto a Singapore. Il professor Chris Whitty, chief medical officer for England, che ha spiegato che i quattro nuovi affetti dal virus sono «entrati in contatto con il primo infetto britannico che si era ammalato in Francia».
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