La terapia per la depressione arriverà grazie all’intelligenza artificiale

Il Nature Biotechnology ha pubblicato uno studio su un software capace di indicare terapie specifiche per i singoli pazienti. Possibile diffusione nei prossimi cinque anni.
Sviluppato un software basato sull’intelligenza artificiale potenzialmente rivoluzionario, nella cura della depressione: aiuta il medico nella scelta delle terapie più adatte per il singolo paziente, sulla base dei dati registrati da un semplicissimo elettroencefalogramma (EEG). È il risultato di uno studio clinico multicentrico reso noto sulla rivista Nature Biotechnology.

LE DIFFICOLTÀ NELL’INDIVIDUAZIONE DEL FARMACO

Lo studio è stato condotto presso la SouthWestern University in Texas, e coordinato da esperti della Stanford University in California. Attualmente i pazienti con disturbi depressivi devono provare vari farmaci prima di trovare quello giusto, efficace per loro. Si stima che meno di un paziente su tre riceva in prima battuta il farmaco giusto, gli altri aspettano anche mesi prima di intravedere la luce in una terapia efficace. Gli esperti hanno sviluppato un software in grado di leggere e interpretare i dati di un EEG, esame semplice ed economico. I clinici hanno coinvolto 309 pazienti con depressione, sottoponendoli a un EEG. Successivamente a metà dei pazienti è stato somministrato un comune antidepressivo e all’altra metà una sostanza placebo.

ATTESA PER L’USO NELLA PRATICA CLINICA

Leggendo l’EEG, il software ha previsto correttamente chi avrebbe tratto vantaggi dal farmaco, chi dal placebo e anche chi avrebbe beneficiato di psicoterapia e altri interventi non farmacologici. L’accuratezza predittiva del software è stata poi ulteriormente confermata su altri quattro campioni indipendenti di pazienti. Il prossimo passo, concludono i ricercatori, sarà chiedere l’autorizzazione all’uso di questo software nella pratica clinica e contemporaneamente sviluppare un’interfaccia da integrare ai normali apparecchi per fare l’EEG, sì da avere subito le previsioni di risposta ai farmaci antidepressivi. Secondo gli esperti nel giro di cinque anni questo strumento dell’intelligenza artificiale potrebbe entrare nella pratica clinica.
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