Cacciato il consigliere leghista contro la modella italo-senegalese «non veneta»

Daniele Beschin, che è anche coordinatore di Forza Nuova per la provincia di Vicenza, è stato espulso dal gruppo dopo un post in cui criticava la copertina di Vogue con Maty Fall Diba.
Quelle poche parole sulla «bellezza veneta bianca» gli hanno attirato prima le critiche di razzismo da parte della sinistra, cui il 10 febbraio si sono aggiunte quelle di Luca Zaia, e infine Daniele Beschin è stato espulso dal gruppo della Lega al Comune di Arzignano (Vicenza). Fatale a Beschin, che è anche coordinatore di Forza Nuova della provincia di Vicenza, sono stati i commenti su Facebook all’esultanza del sindaco di Chiampo (Vicenza) per la modella concittadina Maty Fall Diba, diciottenne di origini senegalesi e italiana a tutti gli effetti, finita in copertina su Vogue Italia con tanto di scritta «Italia».

ZAIA: «PER ME È VENETA AL 100%»

«Per me una chiampese doc è una ragazza solare, bianca», aveva postato Beschin, e subito era stato ripreso dal sottosegretario all’Interno Achille Variati che il 9 l’ha definita «una posizione semplicemente, incontrovertibilmente, disgustosamente razzista. Che non possiamo accettare e che è incompatibile con la funzione pubblica di un consigliere comunale». Ventiquattro ore dopo il presidente leghista del Veneto Luca Zaia ha rincarato la dose, sottolineando che «per noi è veneta al 100%, figurarsi se sto qui a fare distinzioni su dove è nata, è vissuta o si è formata», e auspicando «una legge che tappasse la bocca» a chi in rete dice «cazzate».

DESCHIN: «IO VITTIMA DI GIOCHI DI PALAZZO»

Stamani Beschin in un comunicato ha reso noto l’espulsione dal gruppo comunale leghista di Arzignano, sostenendo di essere stato vittima di «giochi di palazzo e guerre fratricide interne alla Lega che non mi riguardano». Quanto alle sue frasi «di razzismo non c’era nulla». «Il mio commento», si è difeso, «era riferito solo a dei canoni di bellezza e non al fatto che la bellissima Mati sia una ragazza italiana, fatto indiscutibile. La stessa cosa per intenderci varrebbe se un ragazza italiana vivesse da tempo in Cina. Pur essendo integrata in quel paese rimarrebbe una bellezza italiana. Negare che ci sia una bellezza tipica della nostra terra, così come una tipicamente africana, asiatica, sudamericana e così via, è cadere nell’ipocrisia. Un’ipocrisia pericolosa che nega le differenze, anziché riconoscerne la bellezza e il valore. Il vero razzismo è di chi non vede la bellezza nelle diversità. Evviva dunque le diversità. Evviva chi non rinuncia ad essere se stesso, e auguro sinceramente a Mati», conclude, «il grande successo che merita».
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