Alta tensione nella maggioranza sulla prescrizione, Renzi: “Non molliamo”

Resta alta nella maggioranza la tensione sulla riforma della prescrizione del Guardasigilli Alfonso Bonafede. Un nuovo scontro, dopo l’accordo raggiunto fra M5s, Pd e Leu, potrebbe arrivare già domani durante il confronto sul decreto Milleproroghe, se arrivasse l’emendamento che contiene il cosiddetto ‘lodo Conte bis’, frutto dell’accordo interno alla maggioranza ma senza Italia viva. È atteso alla Camera, dove però al momento non è ancora non è stato depositato.
Ma Italia viva resta sulle barricate. Matteo Renzi annuncia: “Non molliamo”. E il renziano Giachetti ventila, in mancanza di cambiamenti, la possibilità di presentare una mozione di sfiducia individuale nei confronti del titolare di via Arenula. Dall’opposizione, intanto, Forza Italia spiega di essere pronta a chiedere un incontro al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella se l’emendamento dovesse entrare nel decreto legge.
Renzi: “Noi su questa vicenda non molliamo”
“Mi dispiace per ‘il Giornale’ che apre con questa fake news. Ma devono aver sbagliato Matteo. La legge sulla Prescrizione è stata approvata dal ‘loro’ Matteo. Noi su questa vicenda non molliamo. E nei prossimi giorni lo dimostreremo”, scrive Renzi. Quindi, insiste: “A proposito di Prescrizione, leggo commentatori e colleghi degli altri partiti che si augurano che noi molliamo il colpo. Molto semplicemente: al momento c’è una soluzione intelligente per prendere tempo e approfondire le varie mediazioni. Si chiama Lodo Annibali, è un emendamento del Mille Proroghe e serve per approfondire i temi in discussione. Se invece si vuol fare un pasticcio da azzeccagarbugli, che secondo ex presidenti della Consulta è chiaramente incostituzionale, noi non lo votiamo. Tutto qui, semplice no? E dire che basterebbe approvare il Lodo Annibali. Ma rischiare una crisi – per alcuni dei nostri ex riformisti ora giustizialisti – è meglio che dare ragione a Italia Viva”.
Nella stessa direzione va Roberto Giachetti: “Noi andremo fino in fondo contro il blocco della Prescrizione, contro questa riforma che riteniamo liberticida. Se siamo anche disposti a far cadere il governo? Stasera avremo la riunione dei gruppi, dovremo decidere cosa fare”. Il deputato di Italia Viva anticipa: “quello che posso dire è che se loro, e in particolare Bonafede, vogliono continuare con una forzatura di questo tipo, certamente, al di là di quello che succederà con il governo, il ministro Bonafede si troverà una bella mozione di sfiducia. Questo è pacifico”. La deputata di Iv, Lucia Annibali, anticipa: “Non ritiro il mio emendamento, siamo in attesa di vedere le determinazioni della maggioranza, vedremo loro che modalità scelgono. Io però voto il mio lodo e non il Lodo Conte Bis”.
“Votare contro la mediazione significherebbe difendere la norma dei 5 stelle”. O meglio, “votare contro la mediazione del governo sulla prescrizione significherebbe difendere la norma Bonafede” in quanto l’ultimo accordo in maggioranza “depotenzia gli effetti negativi della riforma dei 5 stelle”, avverte il vicesegretario Pd ed ex ministro della Giustizia Andrea Orlando. “Urlare contro il decreto legge o contro il milleproroghe è sbagliato, bisogna mettersi al tavolo e trovare la soluzione. Bene, se c’è la volontà di trovare una soluzione, ma usare questa vicenda per altri fini inquina le acque”, sottolinea il capogruppo dem al Senato, Andrea Marcucci, e si appella ai partiti che sostengono Giuseppe Conte perchè abbassino i toni, la smettano di parlare di emendamenti e altri strumenti parlamentari e lavorino invece di gran lena per trovare un compromesso.
“Il lavoro da fare è tanto. Il lodo Conte è un passo avanti, che poi andrà calato negli strumenti normativi possibili. Definiamo le cose, scriviamo un testo”, esorta. Il milleproroghe “è parte della soluzione” ma “non è il veicolo per tutta la soluzione”, che deve prevedere invece anche altri provvedimenti e che preveda, ad esempio, anche “l’ipotesi di un rinvio breve della riforma della Prescrizione” approvata dal M5S e dalla Lega.
Crimi difende la norma di ​Bonafede
A difesa della norma e del Guardsigilli scende in campo Vito Crimi: “Qualcuno oggi tra le fila di Italia Viva chiama in causa il ministro Bonafede con accenti totalmente fuori luogo”, afferma il capo politico del Movimento 5 Stelle. “Gli attacchi e le costanti minacce sono inaccettabili: se intendono aprire la crisi di governo lo si dica chiaramente e si faccia secondo modi e procedure istituzionali. A quel punto gli italiani sapranno chiaramente chi vuole fare il loro interesse e chi no”, sottolinea. “Bonafede ha fatto fin qui un lavoro eccellente e per questo va solo ringraziato: legge anti corruzione, codice rosso e carcere per gli evasori. La legge sulla Prescrizione è in vigore già dal primo gennaio e lo scorso venerdi’ è stato raggiunto un accordo nel segno dell’assoluto buonsenso tra quelle forze di governo che stanno dimostrando con i fatti di voler riformare la giustizia e dare ai cittadini italiani processi più rapidi e certezza della pena”, aggiunge.
Entra in campo anche Forza Italia: “Auspicando che Iv conduca la battaglia fino in fondo, Pd e M5s non smentiscono l’utilizzo dello strumento dell’emendamento al dl Milleproroghe per inserire in legislazione il cosiddetto lodo Conte bis. Uno strumento, secondo la giurisprudenza costante della Consulta, inammissibile e incostituzionale, contro il quale ci opporremo con forza e determinazione”, premette Mariastella Gelmini, capogruppo FI alla Camera, e aggiunge che “il presidente della Camera, Roberto Fico, non può consentire una simile forzatura procedurale e deve chiaramente far emergere il buon senso contro la protervia della maggioranza. Se a Montecitorio fosse avallato questo assurdo emendamento, Forza Italia – rilancia Gelmini – è pronta a chiedere udienza al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, affinché vengano salvaguardate le prerogative delle Camere e la regolarità dei lavori parlamentari”.

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