Come l’epidemia del coronavirus sta spingendo le case farmaceutiche

Boom di valore nei listini borsistici per le grandi aziende, soprattutto americane. Ma gli esperti avvisano: «Presto arriverà un rallentamento».
La corsa verso il vaccino per il Coronavirus ha spinto le aziende farmaceutiche verso una forte crescita in Borsa. Dall’Europa agli Stati Uniti si assiste, secondo gli analisti finanziari, a «risultati impressionanti» ma la performance positiva è destinata ad avere «molto presto un rallentamento», perchè non è ancora ben chiara la «minaccia del virus, dal versante sanitario e per l’economia globale». Per poter individuare un vaccino si prevedono tempi non brevi che variano dai tre mesi ad oltre un anno, con numerose aziende che hanno già avviato gli studi e le ricerche.

BOOM DELLE AZIENDE AMERICANE

In Italia ci sono la Takis e la Evvivax, due aziende di biotecnologie presenti nel parco scientifico di Castel Romano (Roma). Ci sono poi le statunitensi Vir Biotechnologies, Inovio pharmaceuticals e Moderna. Da alcune settimane le aziende americane quotate in Borsa fanno registrare performance superiori alle attese. È il caso di Vir Biotechnologies, società specializzata nel settore immunologico con sede a San Francisco, che ha incrementato del 95% il valore delle azioni passando dai 12,40 dollari di inizio anno agli oltre 27 dollari attuali. In crescita anche Inovio (+61%) e Moderna (+16%), dopo la notizia di un finanziamento di 11 milioni di dollari per la ricerca del vaccino contro il coronavirus. Avanza in Borsa Novavax, la società di vaccini con sede nel Maryland che ha ottenuto una crescita di oltre il 60% dall’inizio dell’anno. Il titolo della società ha toccato i massimi il 21 gennaio scorso ad un prezzo di 9,82 dollari. Crescita da capogiro anche per Co-Diagnostic, la società di diagnostica molecolare che il 6 febbraio scorso ha annunciato di aver sviluppato un test di screening che rileva il Coronavirus. Il titolo della società, dall’inizio dell’anno, è avanzato del 165%. Situazione simile anche per la svizzera Roche che ha realizzato tre test per il Coronavirus ed ha guadagnato in borsa il 7,6%.

CRESCITA PIÚ LIMITATA IN EUROPA

Le società farmaceutiche che lavorano sul tema del Coronavirus ricevono «dai mercati impulsi positivi», ha affermato Vincenzo Longo, analista finanziario di Ig Market. La ricerca del vaccino «aiuta la crescita», ha aggiunto, «di tutto il comparto e questo è evidente. Ma le performance positive non sono destinate a durare ancora per molto tempo e presto vedremo un rallentamento». C’è poi da considerare che «non si è ancora capito bene», ha continuato, «quanto seria è la minaccia del virus sul versante economico e su quello sanitario. In Cina, ad esempio, molte aziende hanno riaperto i battenti e sono tornate alla normalità». Leggermente più contenuta è la crescita delle aziende farmaceutiche in Europa. Il comparto azionario che rientra nell’indice azionario Stoxx Europe 600 ha visto una crescita del 4% dall’inizio dell’anno toccando il massimo a 960 punti il 7 febbraio. Oltre alla performance positiva di Roche buone notizie arrivano anche da Bayer (+6,3%) e Novartis (+2,3%).
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