Raicarpet Sanremo: tutto quello che non ha luccicato

Dal record di presenze aziendali, circa 600 tra dirigenti e parenti, all’ambiguità del sponsor unico del Festival. Che ha avuto un unico vero padrone in questa 70esima edizione: Lucio Presta.
Il Pd ci ha persino fatto un’interrogazione. Quest’anno per Sanremo la Rai ha esagerato, occupando le prime file dell’Ariston con una pletora di dirigenti ma soprattutto, come ebbe a dire Giulio Andreotti commentando la rappresentanza numerosa che accompagnò Bettino Craxi in un viaggio in Cina, i loro cari. La prima fila Rai all’Ariston ha una storia di splendori e miserie: abolita da Luigi Gubitosi quando era direttore generale, decisione che fu confermata dai suoi successori Antonio Campo dall’Orto e Mario Orfeo, dallo scorso Festival è stata ripristinata dall’attuale amministratore delegato Fabrizio Salini.

L’edizione di quest’anno però si è distinta per la folta pattuglia di dirigenti, con tanto di parenti e staff al seguito. Una carica dei 600 sui cui il collegio sindacale dell’azienda vuole vederci chiaro. C’erano Salini con moglie e segretaria, il presidente Marcello Foa e consorte con addetta stampa, capo staff, consigliere per la comunicazione e segretaria, il direttore generale Alberto Matassino anche lui accompagnato, la consigliera M5s Beatrice Coletti (sempre presente con il marito), quello leghista Igor De Biasio alla prima serata.

Alcuni, tanto per ammortizzare le fatiche della trasferta, hanno affollato la platea per tutte e cinque le serate. A inchiodarli le immagini delle telecamere che li ritraevano gioiosamente soddisfatti mentre ballavano e sudavano, si alzavano in piedi e applaudivano. Più che un teatro, sembrava il karaoke del villaggio Valtur. Del resto il praticamente co-conduttore Fiorello è proprio da lì che ha mosso i primi passi di quella che poi è stata una folgorante carriera. Alle spalle dei top manager una pletora di conduttori e conduttrici (mancavano due o tre. Per scelta o perché non invitati/e dalla rete? Bisognerà forse chiederlo a Enza Gentile, responsabile comunicazione di RaiUno) e dirigenti di ogni ordine e grado.

RECORD DI PRESENZE AZIENDALI: CIRCA 600 TRA DIRIGENTI E CONGIUNTI

Si calcola fossero appunto in 600, ovvero un centinaio di persone in più rispetto alle altre edizioni del Festival. Insomma, record di ascolti, ma anche di presenze aziendali mai così folte. Alcuni lì per il gusto di esserci, visto che difficilmente la partecipazione di Antonio Preziosi (direttore di Rai Parlamento) o di Pier Francesco Forleo (direttore dei diritti sportivi) aveva una qualche attinenza al loro incarico. Per carità, i ricavi non sono certo mancati, anche per coprire la pletorica trasferta.

Da sinistra, Claudio Fasulo, vicedirettore di RaiUno, Amadeus e Stefano Coletta, direttore di Ra Uno.Ci si augura che almeno i congiunti non siano finiti sulla nota spese di viale Mazzini. Ricavi copiosi, con qualche grana all’orizzonte, riassumibile nella battuta «Tim sponsor unico con Nutella» che risuonava all’Ariston tutti i giorni per descrivere lo strano e connubio tra il main sponsor, ovvero il colosso dei telefoni, e la più famosa spalmabile del mondo sui cui cartelloni le telecamere insistevano con reiterata frequenza. Pare che l’ad di Tim nonché ex dg Rai, ovvero Luigi Gubitosi, non l’abbia presa benissimo, soprattutto dopo i continui servizi “illuminanti” di Striscia la notizia.

IL VERO PADRONE DEL FESTIVAL: LUCIO PRESTA

Tra i vincitori della 70esima edizione della kermesse, anche l’agente dei teledivi Lucio Presta. Come lui stesso ha del resto sottolineato in un suo tweet giustamente denso di soddisfazione. È lui alla fine il vero padrone del Festival. Ha imposto Amadeus alla fino a un mese fa direttrice di RaiUno Teresa De Santis (che ha fatto causa alla Rai rivendicando i meriti del successo della manifestazione) quando Salini voleva a tutti i costi Alessandro Cattelan, pupillo della concorrenza Sky.

Amadeus e Lucio Presta.E ha portato sul palco nelle varie serate un’infornata dei suoi assistiti. Da Rula Jebreal, si dice simpaticamente suggeritagli da Matteo Renzi, alla conduttrice albanese amica della moglie Paola Perego, da Antonella Clerici a Sabrina Salerno… fino naturalmente a Roberto Benigni. Sui cachet di tutti si è già detto e scritto in lungo e in largo. Un’ultima annotazione per dire che in questo Sanremo la Rai ha duplicato le conferenze stampa giornaliere. La prima, tradizionale, gestita dall’ufficio stampa dell’azienda. Una seconda, sperimentale, condotta in stile question time dalla conduttrice Giorgia Cardinaletti e andata in onda su RaiPlay, non esattamente un successo. Così come il dopo festival di Nicola Savino andato in onda sulla medesima piattaforma, che ha avuto meno di 20 mila visualizzazioni.

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