Zingaretti attacca Italia viva sulla prescrizione

Il segretario del Pd: «Così fanno un favore alla Lega». Renzi non sgombera il campo dalla mozione di sfiducia contro il ministro Bonafede.
La riforma del processo penale e il nodo della prescrizione continuano ad agitare il governo. I renziani di Italia viva mantengono la loro contrarietà al lodo Conte bis e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, li attacca: «Italia viva ha voluto il governo con il M5s, a parole è nata per allargare il campo democratico ai moderati contro la Lega, ma oggi è la principale causa di fibrillazione di questo campo e fa un favore a Matteo Salvini. È un fallimento strategico che non va scaricato sugli italiani».

IL SEGRETARIO DEL PD: «SITUAZIONE INSOPPORTABILE»

Poi un altro affondo, ancora più duro: «Salvini, Meloni e Berlusconi ormai stanno zitti perché l’opposizione per loro la sta facendo qualcun altro e questa situazione sta diventando veramente insopportabile. Non per il Pd, ma per gli italiani che chiedono un governo di persone serie. È tempo di uno scatto in avanti, si chiuda questa fase e rimettiamoci in sintonia col Paese».

RENZI NON ESCLUDE LA SFIDUCIA PER COLPIRE BONAFEDE

Renzi, da parte sua, ha detto in tivù che la questione della prescrizione per lui non vale una crisi di governo. Ma ha fatto il gioco del cerino: «Per me no. Lo dica al ministro Bonafede, se lo incontra». Insomma, il leader di Italia viva ha rilanciato la palla al Guardasigilli. Senza escludere l’ipotesi di una mozione di sfiducia individuale: «Ciò che faremo nei confronti di Bonafede lo verificheremo alla luce dei comportamenti del ministro stesso».

L’ACCORDO CHE NON PIACE A ITALIA VIVA

Il lodo Conte bis (così chiamato non in riferimento al premier Giuseppe Conte, ma all’avvocato Federico Conte, deputato di Liberi e uguali), stabilisce una distinzione tra assolti e condannati in primo grado. Per i primi, la prescrizione continua a decorrere. Per i secondi, invece, si ferma mentre il processo va avanti. Se il condannato subisce una nuova condanna in appello, la prescrizione si blocca in maniera definitiva. Se invece viene assolto (ed è questo l’elemento su cui M5s, Pd e Liberi e uguali hanno trovato un accordo), può recuperare i termini rimasti nel frattempo bloccati. In altre parole il blocco scatterebbe, in via definitiva, solo in caso di doppia condanna: in primo e in secondo grado di giudizio. La possibilità di inserire il lodo nel decreto Milleproroghe, tuttavia, non è più sul tavolo. Le strade rimaste sono due: o un decreto legge autonomo oppure un emendamento alla proposta di legge Costa (Forza Italia), che nei prossimi giorni sarà discussa in commissione per poi approdare in Aula il 24 febbraio.
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