A che punto è lo scontro sulla prescrizione tra governo e Italia viva

Il voto in commissione sul “lodo Annibali” per rinviare la riforma Bonafede slitta al 12 febbraio. Ma la tensione nella maggioranza resta alta. Conte irritato dall’atteggiamento di Renzi. E il Pd attacca: così si fa opposizione al posto della Lega.
Lo strappo per ora non c’è: tutto rinviato. Sulla prescrizione il premier Giuseppe Conte e il ministro Alfonso Bonafede frenano e rinunciano a inserire nel decreto Milleproroghe un emendamento su cui porre la fiducia: arriverà un disegno di legge del governo o una proposta parlamentare. Si evita per ora uno scontro con Iv dall’esito del tutto incerto per il governo. Ma non finisce qui. Anche perché nella maggioranza c’è chi parla già di un Renzi pronto per l’opposizione.

VOTO SUL LODO ANNIBALI RIMANDATO DI 24 ORE

Conte viene descritto molto seccato per le minacce renziane. Irritati si mostrano i Dem che volevano chiudere la partita subito. Sabato 15 febbraio la piazza M5s potrebbe alzare i toni, non solo sulla prescrizione. La tensione con Matteo Renzi, che ha cantato vittoria, è altissima. Anche perché Iv ha fatto fibrillare il governo annunciando il voto in commissione con l’opposizione, contro il resto della maggioranza, il “lodo Annibali” per rinviare un anno la riforma Bonafede sulla prescrizione: dopo una giornata di tensioni e un voto sul filo, la votazione è slittata di 24 ore.

RESA DEI CONTI AL CDM DEL 13 FEBBRAIO

In giornata sono circolate voci di un passo indietro di Iv ma in serata il coordinatore di Iv Ettore Rosato ha respinto ogni ipotesi di un ritiro del lodo. Il premier, che alla Camera nel pomeriggio ha avuto un lungo colloquio con il presidente della Camera Roberto Fico sul governo e i suoi equilibri, andrà avanti con il sostegno di M5s, Pd e Leu per cambiare la prescrizione. La discussione è aperta perché si stanno ancora mettendo a punto, hanno spiegato dalla maggioranza, diversi aspetti del cosiddetto “lodo Conte bis”, che renderebbe definitivo lo stop alla prescrizione solo dopo il secondo grado di giudizio. Giovedì 13 se ne parlerà in Consiglio dei ministri, insieme alla riforma del processo penale (su cui anche Iv dovrebbe votare a favore) per ridurre i tempi dei processi anche con sanzioni ai giudici che sforano, riformare il Csm escludendone i parlamentari e fermare le “porte girevoli” tra politica e magistratura.

LE VIE PER L’APPROVAZIONE DEL NUOVO LODO CONTE

Il “lodo” sulla prescrizione potrebbe essere inserito in un disegno di legge ad hoc del governo (ma Iv in Cdm voterebbe contro). In alternativa si potrebbe delegare tutto al parlamento, con un emendamento alla proposta di legge Costa che sarà in Aula alla Camera il 24 febbraio. O più probabilmente con una nuova proposta di legge di M5s, Pd e Leu. Qualunque strada si scelga, ha avvertito già Renzi, il “lodo Conte” dovrà passare dal Senato e lì verrà bocciato perché «Iv voterà contro e nessun sostegno può mai arrivare al governo da Fi sul tema giustizia».

LA MEDIZIONE DI CONTE E BONAFEDE

L’emendamento al decreto Milleproroghe in realtà è stato archiviato anche perché avrebbe rischiato l’inammissibilità tecnica. Ma tra i Dem c’è chi non ha nascosto l’irritazione per la scelta – «che è stata presa da Conte e Bonafede» – di deporre le armi di fronte alle minacce renziane. Il Pd, non credendo che Renzi sia in grado di staccare la spina al governo, avrebbe voluto chiudere subito la partita. In nome della responsabilità e dell’impegno di Bonafede a modificare la sua legge sulla prescrizione «entro l’estate», ha però accettato la frenata. Ma il segretario dem Nicola Zingaretti ha distillato parole di fuoco contro Renzi: «Salvini, Meloni e Berlusconi ormai stanno zitti perché l’opposizione per loro la sta facendo qualcun altro ed è insopportabile». La minaccia di sfiduciare Bonafede, avanzata lunedì, per il segretario Pd era «teatrino»: «Iv oggi è la principale causa di fibrillazione del campo anti-Salvini e fa un favore al leader della Lega. Un fallimento strategico».

VOCI DI POSSIBILI DEFEZIONI IN ITALIA VIVA

Renzi, è il ragionamento di un dirigente Pd, ha fatto scordare la sconfitta di Salvini in Emilia-Romagna: «L’unico suo risultato è tenere ancora in vita la riforma Bonafede». Più di un Dem è pronto a scommettere che Iv presto perderà qualche parlamentare non disposto alla rottura con il governo. La voce gira con tanta insistenza che l’ex premier lo ha chiesto ai suoi: «Se qualcuno vuole andare lo dica». Intanto la tensione emerge nella commissione che deve approvare il decreto Milleproroghe entro venerdì.

RESA DEI CONTI RINVIATA ALL’11 FEBBRAIO

Solo nella serata dell’11 febbraio, dopo una serie di rinvii che secondo i renziani servono agli altri partiti di maggioranza per blindare i numeri, sono stati votati gli emendamenti presentati per rinviare la riforma Bonafede. La Lega ha firmato l’emendamento della renziana Annibali per il rinvio di un anno (“L’emendamento Renzi-Salvini”, lo ribattezza il Pd). Il governo ha però dato parere contrario con Iv che ha quindi votato con le opposizioni. Un emendamento di Riccardo Magi (+Eu) per sospendere fino al 2023 la legge Bonafede è stato poi bocciato per soli due voti. Poi verso le 21 il rinvio del voto sul testo Annibali. «Ora», hanno commentato da Iv, «hanno paura. Al Senato perderanno».
Leggi tutte le notizie di Ultima ora su Google News oppure sul nostro sito Ultima ora.it

CategorieSenza categoria