Bloomberg: “Gli attacchi di Trump? Ben vengano”

Gli attacchi di Donald Trump? “Ben vengano”. Così Michael Bloomberg, interpellato dall’AGI sull’invettiva del presidente Donald Trump che lo ha sbeffeggiato per la sua statura “mini”, definito “un peso leggero” e accusato di volersi “comprare” la nomination del partito democratico. Essere presi di mira “è quello che vogliamo”, ha risposto Bloomberg che come strategia ha scelto di ignorare i rivali democratici ed incentrare la sua corsa per la Casa Bianca sulla necessità di mandare a casa Donald Trump e sul fatto di essere l’uomo giusto per riuscirci.
“Sono l’anti-Trump. Corro per garantire che Trump sia un presidente da un solo mandato”, ha rimarcato l’ex sindaco di New York durante il suo intervento ad una cena di raccolta fondi del partito democratico della Harris County, in Texas, dove è tornato per la quarta volta da quando è sceso in campo a fine novembre. Trump “è una minaccia esistenziale per il nostro Paese e i nostri valori. Su ogni questione importante fa sempre la stessa cosa: mente, accusa gli altri e non risolve niente. Sa solo dividere. Non ha idea di come unire e costruire. Io sono un ingegnere e so come costruire”, ha aggiunto Bloomberg durante il suo intervento alla serata dem di Houston, nel giorno in cui ha incassato l’endorsement del sindaco della quarta città degli Stati Uniti, Sylvester Turner.
Sempre a Houston, Bloomberg ha deciso di lanciare l’iniziativa “Mike for Black America” e si è ripetutamente scusato per aver appoggiato da sindaco di New York lo “stop-and-frisk”, ovvero le perquisizioni senza mandato che hanno comportato abusi da parte della polizia a danno soprattutto di giovano afro-americani. “Non posso cambiare la storia. Ma si impara dai propri errori”, ha spiegato. L’ex sindaco della Grande Mela ha dunque ricordato come anche la sua famiglia ebrea sia stata discriminata e come “le discriminazioni contro qualcuno riguardino tutti”.
All’evento “Mike for Black America” ad appoggiare Bloomberg c’erano 12 sindaci Usa, compresa la prima cittadina di Washington Dc, Muriel Bowser. Bloomberg sta scommettendo sul Texas che figura tra i 14 Stati delle primarie del “Super Tuesday”, in calendario il prossimo 3 marzo, quando saranno assegnati 1.344 delegati sugli almeno 1.991 necessari per la nomination democratica. Nello Stato della stella solitaria, dove ci sono in palio 228 delegati, ha già speso almeno 24 milioni di dollari in spot televisivi e per la sua campagna lavorano 175 dipendenti in 19 diversi uffici. A dispetto della sua tardiva discesa in campo, secondo l’ultimo sondaggio Quinnipiac, Bloomberg è terzo a livello nazionale tra i dem, preceduto da Joe Biden e Bernie Sanders.

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