In Cina aumentano le vittime e muoiono i primi medici

Sei membri del personale sanitario cinese sono morti a seguito di un’infezione da coronavirus. Lo ha reso noto la Commissione sanitaria nazionale di Pechino. I contagiati tra il personale medico risultano, all’11 febbraio, 1.716, il 3,8% dei casi totali confermati nel Paese.
Il report sui decessi tra il personale medico e infermieristico arriva una settimana dopo l’ondata di indignazione pubblica scoppiata per la morte di Li Wenliang, il medico che per primo diede l’allarme dell’epidemia a fine dicembre ma che non viene creduto.
Zeng Yixin, vice ministro e membro della Commissione sanitaria nazionale, ha spiegato che 1.102 operatori sanitari sono stati contagiati a Wuhan, la città focolaio. Altri 400 si sono ammalati in altri luoghi sempre nella provincia di Hubei. Molti medici di Wuhan, riportano i media, hanno dovuto assistere i pazienti senza maschere o tute protettive adeguate, ricorrendo spesso al riutilizzo di quelle già usate quando avrebbero dovuto cambiarle regolarmente. 
Intanto nelle ultime 24 ore sono stati registrati 4.633 nuovi casi e 121 decessi portando il bilancio totale dei morti a 1.383. I casi di contagio confermati in tutto il mondo sono 64.437 di cui 63.855 nella Cina continentale.
L’impennata di contagi del Covid-19 è legata a un cambiamento nei criteri diagnostici adottati per il conteggio da parte delle autorità sanitarie nell’Hubei. Fino a ieri il contagio veniva confermato solo dopo i risultati positivi dei test sull’acido nucleico, che impiegavano anche due-tre giorni per essere disponibili. Ma i kit per i test con i tamponi nella provincia cinese epicentro dell’epidemia cominciavano a scarseggiare negli ultimi giorni. Soprattutto, nel corso di queste settimane di crisi, i sanitari avevano rilevato anche casi di ‘falsi negativi’, ovvero persone che erano comunque state contagiate ma i cui test risultavano negativi. Questo ha messo in allarme le autorità cinesi che hanno deciso, nella provincia epicentro del focolaio, di includere tra i casi di contagio anche le diagnosi cliniche da polmonite e quelle fatte sulla base delle immagini da tomografica computerizzata (la cosiddetta CT scan).
Nel frattempo, la Casa Bianca lamenta però la scarsa trasparenza della Cina sui dati del virus. “Siamo un po’ delusi dal fatto di non essere stati invitati e siamo un po’ delusi dalla mancanza di trasparenza da parte dei cinesi”, ha dichiarato ai giornalisti Larry Kudlow, direttore del Consiglio economico del presidente Donald Trump. Trump ha più volte elogiato il suo omologo cinese per la risposta del governo di Pechino alla crisi ma Kudlow ha affermato che le domande senza risposta sono in aumento e che non vi è alcun segno della cooperazione promessa.
In Cambogia i passeggeri della nave da crociera Mv Westerdam che era stata respinta da diversi porti in Asia per timori di poter trasportare il nuovo coronavirus hanno finalmente iniziato a sbarcare a Sihanoukville. Il premier Hun Sen ha dato il benvenuto a circa 100 turisti che hanno ricevuto fiori mentre scendevano a terra dopo due settimane incerte in mare. La Westerdam avrebbe dovuto portare i suoi 2.257 passeggeri e l’equipaggio in una crociera di 14 giorni in Asia orientale, a partire da Hong Kong il 1 febbraio e terminando sabato a Yokohama, in Giappone. Ma la nave è stata respinta da Giappone, Guam, Filippine, Taiwan e Thailandia per paura di trasportare qualcuno con Covid-19.