L’ufficiale italiano a bordo della Diamond Princess racconta la vita sulla nave

L’allievo ufficiale Andrea Nardini, 21 anni, di Lavagna, è imbarcato sulla nave Diamond Princess, in quarantena dal 4 febbraio scorso nella baia di Yokohama con 454 passeggeri contagiati dal coronavirus. “Continuiamo a lavorare e cerchiamo di mantenere la testa sul collo” racconta Nardini in una intervista a La Stampa.
“Il mio dipartimento sta operando con discrezione seguendo le disposizioni delle autorità giapponesi per evitare che il numero dei contagiati salga a dismisura. Rispetto alla normale vita di bordo, però, è tutto anomalo” dice.
“All’inizio la notizia è stata un trauma, non sapevo come reagire. Poi mi sono detto che il rischio era basso e che non dovevo andare nel panico. Per fortuna – continua Nardini – fisicamente sono sempre stato bene così come le persone con cui lavoro. Tutti noi abbiamo cercato di mantenere la mente lucida e, giorno per giorno, abbiamo affrontato la situazione. Oggi va meglio, mentalmente sono più tranquillo. Rispetto ai passeggeri, noi siamo abituati a navigare e sappiamo cosa comporta stare a bordo per tanti mesi”.
Il giovanissimo allievo ufficiale come allenta la tensione sulla Diamond Princess? “Guardo film, quando la connessione è buona parlo con la mia famiglia a Lavagna. Abbiamo l’ora d’aria, ma la vita in cabina è dura. Purtroppo non abbiamo più accesso alla palestra”.
La Farnesina ha promesso un Boeing dell’Aeronautica militare per riportarvi in Italia. Cosa vi aspettate? “Una volta sbarcati tutti i passeggeri, anche l’equipaggio dovrà essere sottoposto a una quarantena di 14 giorni a bordo della nave. Potremo scegliere se restare o partire. Io sono combattuto. Tornerei per tranquillizzare mamma e papà, ma il mio grado prevede di completare 12 mesi a bordo. Se riesco, potrei diventare terzo ufficiale di macchine. Non so se ne vale la pena”. 

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