Tutti assolti nel processo a Istanbul sulle proteste di Gezi Park

I 16 imputati erano accusati di aver tentato di rovesciare il governo Erdogan nelle manifestazioni del 2013. Uno di loro era in carcere in attesa di giudizio da oltre due anni.
Il tribunale di Silivri a Istanbul ha assolto tutti gli imputati nel processo contro alcune delle figure di maggior spicco delle proteste antigovernative di Gezi Park del 2013. Tra questi anche il noto imprenditore e filantropo turco Osman Kavala, in carcerazione preventiva da oltre due anni, che rischiava l’ergastolo.

ACCUSATI DI AVER TENTATO DI RIBALTARE IL GOVERNO ERDOGAN

I giudici hanno deciso l’assoluzione di tutti i 16 imputati – 7 dei quali processati in contumacia – per «assenza di prove sufficienti» rispetto all’accusa di aver tentato di rovesciare il governo di Recep Tayyip Erdogan, decretando anche il rilascio immediato di Kavala, l’unico ancora in detenzione cautelare in carcere.

LA BATTAGLIA PER I DIRITTI CIVILI

La sentenza giunge al termine di un processo fortemente criticato dalle ong locali e internazionali per i diritti umani e la libertà d’espressione, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch. Ad assistere all’udienza c’erano oggi in aula deputati di opposizione e rappresentanti diplomatici di diversi Paesi europei, oltre che di Usa e Canada.

FESTEGGIA IL SINDACO DI ISTANBUL

«L’assoluzione di tutti gli imputati nel processo Gezi Park è una vera fonte di gioia e restituiscono fiducia nel sistema giudiziario turco. Ringrazio tutti quelli che si sono schierati per difendere la storia, la cultura e la natura della nostra città». È la prima reazione su Twitter del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, oppositore del presidente Erdogan, alla sentenza dei giudici. Davanti al tribunale, dove si trovano diversi deputati di opposizione, i manifestanti pro-Gezi stanno celebrando in questi minuti una decisione ritenuta sorprendente dopo anni di processi. Festeggiano anche le ong per i diritti umani, da sempre in prima fila nel denunciare il caso come infondato. «È stata presa la decisione giusta. L’unico scopo di questo processo era colpire i difensori dei diritti umani», ha dichiarato Emma Sinclair-Webb, responsabile in Turchia di Human Rights Watch.
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