Cosa c’è nel primo rapporto dettagliato sul coronavirus

Il Chinese Journal of Epidemiology ha pubblicato il primo dossier che ha studiato oltre 40 mila casi. Mortalità allo 0,4% fuori da Hubei. Nell’81% i sintomi sono moderati. Anziani e malati i più a rischio. I dati.
Ad oggi l”epidemia da Sars-Cov-2 non ha fatto vittime sotto i 9 anni, mentre la stragrande maggioranza delle morti è avvenuta tra gli over 80. Lo afferma il maggiore studio epidemiologico realizzato su oltre 44mila casi, pubblicato dal Chinese Journal of Epidemiology. La ricerca, al netto delle tante fake news circolate sull’epidemia, è il più completo e offre diverse indicazioni sullo sviluppo e sulle caratteristiche della malattia.

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L’analisi del Chinese Centre for Disease Control and Prevention, aggiornata all’11 febbraio, ha riscontrato una mortalità per il virus del 2,9% nella provincia di Hubei, ‘epicentro’ dell’epidemia, nel resto della Cina è dello 0,4%. L’80,9% delle infezioni è lieve, il 13,8% grave nel 4,7% si tratta di casi critici, con sintomi come insufficienza respiratoria, shock settico o insufficienza multiorgano. L’86% dei casi si è verificato nei pazienti tra 30 e 79 anni. Il rischio di morte è maggiore tra gli uomini (2,8%) che tra le donne (1,7%), e il tasso di mortalità cresce dallo 0,2% tra 10 e 39 anni al 14,8% sopra gli 80. «Oltre all’età», hanno scritto gli autori, «un altro fattore di rischio è la presenza di malattie preesistenti, in primis quelle cardiovascolari, diabete, insufficienza respiratoria cronica e ipertensione».

Il tasso di mortalità del virus in realzione alle fasce d’età. I ricercatori che hanno lavorato al rapporto hanno scritto anche che stando ai dato il picco dei nuovi casi è stato raggiunto tra il 23 e 26 gennaio con un successivo rallentamento fino all’11. Secondo il dossier il calo è da imputare a vari motivi, tra i quali anche le misure d’emergenza adottate dalle autorità cinesi per contenere la diffusione del virus. E sempre a proposito del contenimento sono state effettuate rilevazioni rispetto allo staff medico. Secondo il paper 3.019 tra medici e sanitari sarebbero stati infettati, 1.716 dei quali confermati, con cinque decessi finora certificati.
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