Spazio Aperto Servizi “Ci vuole il Welfare Manager”

In attesa della 5a edizione del Welfare Index PMI 2020, abbiamo incontrato alcune delle realtà che si sono contraddistinte come Welfare Champion nell’edizione 2019. Intervista a Fabiana Amelini Responsabile Comunicazione, Fundraising e Rapporti Istituzionali per Spazio Aperto Servizi, impresa sociale nata a Milano nel 1993, con l’obiettivo di prendersi cura delle persone che vivono in situazioni di fragilità.
La vostra realtà imprenditoriale in che modo investe sui propri dipendenti (benefit, assistenza, smartworking)?
I lavoratori impiegati in Spazio Aperto Servizi risultano complessivamente 678 e il nostro valore della produzione nel 2018 è stato pari a € 17.001.306. Per Spazio Aperto Servizi, il tema del benessere dei lavoratori e delle lavoratrici è di cruciale importanza, e strettamente connesso ai bisogni di conciliazione vita-lavoro, di pari opportunità e ai bisogni socio sanitari del lavoratore e del suo nucleo familiare. Spazio Aperto Servizi sviluppa la propria policy nella valorizzazione di molteplici leve strategiche organizzative, culturali, finanziarie e dei servizi. Leve che si esplicano in accordi, convenzioni, collaborazioni, servizi, attività, opportunità e sperimentazioni quotidiane. Le aree su cui la cooperativa ha sperimentato, sviluppato, e/o implementato la sua progettazione e azioni di welfare sono: 1. Previdenza integrativa; 2. Servizi di assistenza Conciliazione vita e lavoro; 3. Sostegno ai genitori; 4. Formazione per i dipendenti; 5. Cultura e tempo libero; 6. Sicurezza e prevenzione degli incidenti; 7. Sanità integrativa; 8. Polizze assicurative; 9. Sostegno economico ai dipendenti; 10. Sostegno ai soggetti deboli e integrazione sociale; 11. Welfare allargato alla comunità.
Quanto ha inciso per voi il riconoscimento da parte del Welfare Index PMI e quanto è importante per la vostra reputazione aziendale?
Il Welfare Index PMI ha certamente contribuito a migliorare la nostra reputazione sia nell’ambito del Terzo Settore, sia con partner aziendali con cui ci confrontiamo attivamente. È un riconoscimento, infatti, che ci ha aiutato a posizionarci non soltanto come organizzazione attenta al benessere dei propri lavoratori, ma anche come soggetto promotore e fornitore di servizi di welfare per aziende. Ultimamente si parla molto di community relation, ovvero l’interesse verso l’ambiente di riferimento nel quale lavora l’individuo e il tessuto relazionale da potervi costruire al suo interno.
Attraverso quali strumenti ascoltate le comunità (dipendenti, realtà associative, enti) che vi gravita attorno?
Crediamo fortemente nella necessità di conoscere l’ambiente di riferimento per costruire al meglio le azioni di welfare. Le nostre iniziative di welfare si muovono infatti su un doppio livello: guardano da un lato al benessere diretto del lavoratore, dall’altro ai contesti in cui è inserito e dove operiamo quotidianamente. Servizi di prossimità, laboratori sociali, attività di coesione e rigenerazione urbana diventano per noi osservatori privilegiati e dunque strumenti per intercettare bisogni esistenti ed emergenti, con l’obiettivo di trovare risposte personalizzate a beneficio non solo dei singoli cittadini ma dell’intera comunità. Lavoriamo in rete con le diverse parti istituzionali, sociali, sanitarie, economiche, soggetti privati, organizzazioni del mercato for profit e del terzo settore, partecipando a tavoli informali e tecnici, commissioni, gruppi di lavoro, incontri con la cittadinanza.
Per i vostri piani di welfare, vi appoggiate a un provider e/o a realtà associative di categoria? In base a quali fattori li scegliete?
Dopo un lungo percorso di formazione, anche nell’ambito del nostro Consorzio di appartenenza ci siamo strutturati internamente. Spazio Aperto Servizi nell’attribuire importanza strategica al welfare aziendale e con l’obiettivo di generare benessere per i propri lavoratori e le comunità, ha introdotto – nella gestione delle Risorse Umane – la funzione aziendale del Welfare Manager.
Welfare aziendale e territorio: il terzo Settore può diventare un competitor nella fornitura di piani e servizi di welfare aziendale?
Il Terzo Settore, per sua natura e per il ruolo che svolge, può sicuramente giocare un ruolo fondamentale nel panorama del welfare, non tanto come “competitor” ma come soggetto capace di completare l’offerta. Il Terzo Settore può, infatti, intercettare in maniera ancor più efficace ed efficiente i bisogni delle persone, elaborando risposte “cucite” su misura. È il senso stesso del nostro impegno quotidiano su tutti i territori in cui operiamo.
(Ultima Ora/WEWELFARE.IT).
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