Michela Rostan lascia Leu per Italia Viva: “Troppi bocconi amari”. E Renzi guadagna una deputata

Michela Rostan (in foto) lascia Leu per Italia Viva. E Renzi guadagna una deputata
ROMA – La deputata Michela Rostan lascia Liberi e Uguali per Italia Viva. E Matteo Renzi guadagna una deputata in più, dopo giorni in cui si vociferava di parlamentari dati in uscita dalla sua formazione per fare da stampella al governo Conte, proprio perché in disaccordo con la linea dell’ex premier.
Rostan ha già comunicato con una lettera di voler lasciare il gruppo di Leu. La deputata, ex Pd, avrebbe motivato la sua scelta con il parere contrario del ministro della Salute Roberto Speranza a un suo emendamento sulla sicurezza del personale medico che, spiegano da Leu, “avrebbe equiparato i sanitari a pubblici ufficiali”. 
“Formalizzerò nelle prossime ore, nelle sedi istituzionali, tale scelta – ha scritto la deputata – L’origine di questa determinazione è nella difficoltà ormai manifesta di affrontare battaglie politiche che considero importanti, in totale solitudine. E’ successo di recente in due circostanze: una è l’impegno per consentire il rinnovo per i farmaci che combattono l’epatite C di restare nel Fondo per gli innovativi per qualche mese ancora dopo la scadenza prevista in aprile. Ho voluto in commissione una Indagine conoscitiva sul tema. Abbiamo tenuto decine di audizioni: si è sollevata unanime una voce. Malati, associazioni, medici ci hanno detto che siamo prossimi a debellare l’epatite C. Ma vanno rinnovati i farmaci innovativi, per almeno altri 6/12 mesi. Una scelta avversata per interessi economici dall’Aifa”.
“Ho provato a far inserire tale rinnovo nel Milleproroghe, senza nulla di fatto. Né in sede governativa, nel decreto, né in Parlamento con emendamenti. Dal nostro Ministro della Salute, informato di tutto, è arrivato un parere contrario, evidentemente ispirato dall’Aifa”.
“La seconda sconfitta, con le medesime modalità, è arrivata sulla legge per il contrasto alle violenze su medici e personale sanitario in servizio. Sono impegnata fin dall’inizio della legislatura per il riconoscimento a queste figure dello status di Pubblico Ufficiale. Lo chiedono loro stessi: l’Ordine, i sindacati. La mia proposta di legge in merito fu sottoscritta anche da Roberto Speranza. In commissione, quando l’ho tradotta in emendamento, dal Governo è arrivato parere contrario. E la maggioranza ha votato contro”.
“Francamente sono bocconi troppo amari da digerire- prosegue Rostan nella lettera -soprattutto perché arrivano da un comparto dove abbiamo una nostra significativa presenza politica che, per paradosso, invece di sostenerci nelle battaglie, ci viene contro”.
La scelta di Rostan non desta tra l’altro sorpresa: un esponente di primo piano di Leu alla Camera ha sottolineato che “la collega aveva già provato a passare autonomamente al Partito democratico. Ora prendiamo atto che ha cambiato idea, scegliendo una collocazione opposta. È una operazione di trasformismo che nulla ha a che vedere con la politica”, ha spiegato la stessa fonte Agi, “da chi cerca una collocazione personale”.
Nel partito di Speranza, tuttavia, c’è la certezza che “questo passaggio non cambierà nulla nella tenuta del governo, anche perché tradizionalmente il problema dei numeri è al Senato”.
La deputata campana, nata 32 anni fa a Polla in provincia di Salerno, laurea in Giurisprudenza ed avvocato civilista, è stata eletta alla Camera per la prima volta alle elezioni politiche del 2013, nelle liste del Partito Democratico, circoscrizione Campania 1. Il 14 marzo 2017 abbandona il Pd ed aderisce ad Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista. Viene quindi candidata alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 con Liberi e Uguali, venendo rieletta deputata.
Fonte: Ansa, Agi

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