Scoperto un nuovo anfibio giurassico, la salamandra chiamata Egoria

I paleontologi hanno identificato un nuovo anfibio risalente al periodo Giurassico nella cava di Berezovsky, una località ricca di reperti fossili situata nei pressi della città di Sharypovo, in Russia, dove sono stati rinvenuti i resti di una specie di salamandra, denominata Egoria, appartenente a una nuova specie. Questo è il risultato di una ricerca congiunta che ha visto la collaborazione dell’Università di San Pietroburgo, dell’Università di Bonn, dell’Istituto zoologico dell’Accademia delle scienze russa, dell’Università Tomsk e del Museo di storia naturale di Sharypovo. 
I materiali di ricerca, raccolti dalla metà dello scorso decennio, comprendevano fossili di pesci antichi, vari rettili, mammiferi, dinosauri erbivori e predatori, e i resti di quella che è stata identificata come una nuova specie di salamandra. “Abbiamo identificato tre vertebre del tronco e l’atlante, la prima e nel caso della salamandra, l’unica vertebre cervicale”, riferiscono i ricercatori in una nota, spiegando che l’atlante è una struttura complessa e altamente specializzata, che permette attaccamento e movimenti di rotazione del cranio, e inoltre fornisce diverse informazioni per l’analisi. 
“Non si tratta del primo caso di salamandra rinvenuto a Berezovsky, né di quello con dimensioni maggiori. Tra i reperti già analizzati c’era un fusto basale di una salamandra nominata Urupia monstrosa, lungo circa 60 centimetri. Questo invece era piuttosto modesto come dimensioni, di circa 15 centimetri”, spiega Pavel Skutschas, docente presso l’Università di San Pietroburgo. “Le salamandre compaiono per la prima volta nei reperti fossili del Giurassico medio e hanno dovuto lottare per ricavare una nicchia ecologica”, prosegue il ricercatore, spiegando che le prime salamandre occupavano grandi bacini idrici, mentre le specie odierne si rintracciano in piccoli corpi idrici. 
“L’esemplare appena rinvenuto potrebbe essere in una posizione intermedia, anche se vicina agli esemplari primitivi dal punto di vista morfologico”, aggiunge ancora Skutschas. Per le analisi all’interno dei fossili i ricercatori sono stati coadiuvati dal Centro di studi sulla diffrazione dei raggi X, dell’Università di San Pietroburgo, dove i campioni sono stati scansionati su scanner per microtomografia di ultima generazione. I paleontologi hanno quindi creato delle ricostruzioni 3D delle vertebre e ne hanno descritto la struttura interna, rivelatasi molto simile alla conformazione tipica delle salamandre primitive. La nuova specie è stata denominata Egoria malashichevi, in onore di Yegor Malashichev, docente presso il Dipartimento di Zoologia dei vertebrati dell’Università di San Pietroburgo, deceduto improvvisamente nel 2018. 
“Yegor Malashichev era una persona meravigliosa e uno scienziato di grande talento. Ha sostenuto aspiranti paleontologi facendo del proprio meglio per sostenere la ricerca scientifica”, commenta Skutschas, ricordando anche gli studi del collega relativi al fenomeno della lateralizzazione, secondo il quale delle asimmetrie nel corpo sarebbero associate al funzionamento del sistema nervoso. “Il prossimo passo sarà confrontare i fossili russi con altri rinvenuti in Gran Bretagna, nella cava di Kirtlington nell’Oxfordshire. Le salamandre siberiane e inglesi sembrano avere molti tratti in comune, ma sarà necessario un confronto dettagliato delle raccolte paleontologiche”, conclude Skutschas. 

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