La nuova stretta in Germania a causa del coronavirus 

Anche Angela Merkel è costretta alla quarantena: pochi minuti dopo aver ribadito ai tedeschi che per vincere la guerra contro il coronavirus sono necessari “rinunce e sacrifici”, la cancelliera ha dovuto annunciare, per bocca del suo portavoce Steffen Seibert, che lei stessa per precauzione deve rimanere a casa per due settimane. La notizia che era risultato positivo al Covid-19 il medico che venerdì scorso l’ha vaccinata contro i pneumococchi l’ha avuta subito dopo la conferenza stampa in cui annunciava le nuove misure restrittive varate d’intesa con i Laender.
La cancelliera, così Seibert, si sottoporrà nei prossimi giorni ripetutamente ai test del Covid-19, “perché un’analisi adesso ancora non sarebbe significativa”, e ovviamente continuerà regolarmente a lavorare anche da casa. Meno di una manciata di minuti prima, Merkel aveva chiesto ai tedeschi “ragionevolezza e cuore” quali condizioni necessarie per fermare il coronavirus in Germania.
Mentre annuncia le nuove misure restrittive in vigore “per almeno due settimane” – tra cui il divieto di assembramenti con più di due persone e l’obbligo di mantenere una distanza di almeno 1,5 metri – la cancelliera si rivolge ai cittadini ribadendo ancora una volta, di fronte alla preoccupante velocità del virus”, che è fondamentale “ridurre i contatti” tra le persone allo scopo di “guadagnare tempo”, prezioso per vincere la sfida.
Merkel insiste: “Non sono raccomandazioni, sono regole: solo così possiamo salvare vite”. Le nuove disposizioni sono volte a far sì che tutti i Laender tedeschi marcino nella stessa direzione: “Nessuno avrebbe mai pensato di varare misure di questo genere”, afferma ancora la cancelliera, “ma fanno sì che tutti sappiano esattamente a che punto siamo: chiunque deve organizzare i suoi movimenti secondo queste norme”.
Così, nel giorno in cui i contagi in Germania superano quota 24 mila (circa duemila in più di ieri, con oltre 90 vittime), Angela Merkel ripete puntigliosamente le decisioni prese oggi al vertice in teleconferenza lei presieduto insieme ai governatori dei 16 Laender tedeschi, ricordando che per chi contravviene “ci saranno sanzioni”, ma aggiungendo di essere convinta che “se remiamo tutti insieme” il coronavirus sarà battuto.
Innanzitutto, le misure prevedono il divieto di assembramenti con più di due persone, “eccezion fatta per le famiglie e le persone che convivono nello stesso domicilio”, dato che – la cancelliera insiste su questo – dev’essere limitato al massimo il contatto tra le persone.
Negli spazi pubblici si deve mantenere una distanza minima di 1,5 metri, mentre si conferma la chiusura di ristoranti, trattorie, pub e simili. Il controllo di eventuali violazioni di tali provvedimenti è affidato alle autorità giudiziarie e alle forze di polizia. Tra le altre misure, sono confermate le disposizioni d’igiene nelle imprese che valgono sia per i dipendenti che per i visitatori.
Per quanto riguarda gli spostamenti, è ancora possibili percorrere la strada per recarsi al lavoro oppure per praticare sport all’aperto, mentre “sono del tutto inaccettabili” i ritrovi di “gruppi festanti in spazi pubblici, in appartamenti come in strutture private”, data “la seria situazione” in cui versa il Paese. Continuano ad essere permesse le consegne a domicilio degli alimenti, mentre sono costretti a chiudere “parrucchieri, studi di bellezza, di massaggi e di tatuaggi”.
Ovviamente continua ad essere possibile recarsi al lavoro, andare a fare la spesa, andare dal medico, partecipare a esami o altre attività “necessarie”. Complessivamente, si tratta di “portare tutte le persone alla ragione”, commenta il governatore del Nord-Reno Vestfalia, Armin Laschet, secondo cui “non è lasciare il proprio appartamento il pericolo, lo è il contatto stretto col prossimo”.
Per questo il divieto di assembramento per più di due persone “è più adatto a realizzare l’interruzione alla catena delle infezioni”. Non usa mezzi termini, Laschet: “è una questione di vita e morte”. Mentre alcuni Laender, tra cui la Baviera, hanno già varato misure restrittive anche più stringenti, tra cui il divieto di uscire di casa a meno di situazione di estrema necessità, il Saarland ed il Baden Wuerttemberg hanno offerto alla Francia, con cui confinano, di poter curare nei propri ospedali alcuni dei loro ammalati gravi: segni di solidarietà tra Paesi ai tempi di coronavirus.  

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